Pagamenti digitali / Fintech

Come i Brics stanno dicendo addio al dollaro, tutti gli effetti per Visa e Mastercard

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I cinque Paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) stanno lavorando a un sistema unico di pagamenti, nella forma di un portafoglio online denominato Brics Pay. Questa decisione rappresenta un serio passo avanti sulla via della de-dollarizzazione. L’analisi di Fabio Vanorio

I cinque Paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) stanno lavorando a un sistema unico di pagamenti, nella forma di un portafoglio online denominato BRICS Pay, utilizzabile per qualsiasi acquisto effettuato in qualsiasi paese del gruppo allo stesso modo di online wallet esistenti (Apple Pay o Samsung Pay). La decisione segue quanto stabilito al vertice BRICS del 2015 in Russia, allorquando i ministri di questi paesi hanno avviato consultazioni per un nuovo sistema di pagamento multilaterale transnazionale in alternativa all’attuale sistema SWIFT. Attraverso BRICS Pay, Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica potranno utilizzare la propria moneta nazionale come base diretta di scambio per i pagamenti esterni.

Questa decisione rappresenta un serio passo avanti sulla via della de-dollarizzazione. La sua importanza è nel fatto che, attualmente, i regolamenti esterni che, ad esempio, utilizzano transazioni Rublo-Renmimbi non in contanti richiedono una conversione in dollari USA, che necessita del transito su banche statunitensi. Questo processo crea costi di transazione, rischi di liquidità e rischi operativi (derivanti dall’esistenza di sanzioni). Affinché i regolamenti nelle valute nazionali possano aggirare il dollaro, nel caso della Cina, la People’s Bank of China deve aprire le linee di swap di valuta alle banche partner per sostenere il commercio di Renmimbi sui mercati valutari regionali. Linee simili dovrebbero essere aperte dalle banche centrali di Brasile, Russia, India e Sudafrica. Con l’introduzione di BRICS Pay, si introdurrà un meccanismo di regolamento basato sul paniere di valute dei paesi BRICS e un’infrastruttura finanziaria separata.

Il Russian Direct Investment Fund (RDIF), uno dei fondi sovrani russi, dovrebbe pilotare il progetto grazie alla propria esperienza nel settore ed al possesso della tecnologia necessaria. Secondo Oleg Preksin, Vice Presidente della Business Council Task Force dei BRICS, l’integrazione dei sistemi di pagamento è prevista inizialmente come parte della creazione di una piattaforma cloud comune per i pagamenti e i trasferimenti al dettaglio nei paesi BRICS.

Il sistema di pagamento contactless BRICS Pay non intende duplicare i sistemi di pagamento nazionali, ma semplicemente fornire un servizio per collegare le carte di credito o di debito dei cittadini dei cinque paesi BRICS a portafogli online, che offrirà loro la possibilità di pagare utilizzando uno smartphone. BRICS Pay sarà implementata sotto forma di App tramite la quale pagare in qualsiasi paese BRICS indipendentemente dalla valuta del conto dell’acquirente. L’adesione sara’ aperta anche ad altri soggetti (il RDIF stesso ha fornito la disponibilità a partecipare direttamente al sistema di pagamento), in particolare coloro che stanno sperimentando tensioni relative all’impiego di SWIFT con gli Stati Uniti. Secondo Preksin, un progetto pilota di questo tipo inizierà in Sudafrica gia’ all’inizio di Aprile 2019.

Sistemi innovativi come Apple Pay e Samsung Pay sono popolari in Cina e in India, e sono comparsi di recente in Russia, dove il 4 marzo 2019 è stato istituito il servizio di pagamento Mir Pay per gli utenti di carte Mir, ora disponibile su smartphone basati su Android. In generale, tutti i paesi BRICS, ad eccezione del Sudafrica, hanno i propri sistemi di pagamento nazionali: ELO in Brasile (gestore di 120 milioni di carte nazionali), MIR in Russia (50 milioni), RuPay in India (500 milioni) e UnionPay in Cina (oltre 6 miliardi). BRICS Pay aumenterà la popolarità dei sistemi di pagamento nazionali, che stanno gradualmente sostituendo Visa e MasterCard. Questo processo è particolarmente evidente nel Sud-est asiatico, dove il sistema cinese UnionPay, nel 2015, ha superato Visa in termini di operazioni totali. Oltre ad UnionPay, anche Huawei sta lanciando il proprio sistema in Russia: Huawei Pay. La Russia diventerà il secondo paese dopo la Cina dove Huawei Pay funzionerà.

La Banca Centrale russa è in contatto con le Autorità di regolamentazione dei paesi dell’Eurasian Economic Union (EAEU), BRICS e Shanghai Cooperation Organization (SCO) nell’intento di sviluppare lo uno spazio unico di pagamento, compresa l’idea di integrare in futuro i sistemi nazionali di carte di pagamento. Il National Payment Card System, sistema nazionale russo gestore delle carte di pagamento, comunque, ha dichiarato che la discussione sull’integrazione dei sistemi di pagamento è in corso, ma la creazione di un portafoglio online comune non è stata ancora strutturata nei colloqui.

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Fabio Vanorio è un dirigente in aspettativa del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Attualmente vive a New York. Si occupa di mercati finanziari, economia internazionale (con particolare attenzione al climate change, ed ai rapporti tra Intelligenza Artificiale e crescita economica) ed economia della sicurezza nazionale.

DISCLAIMER: Tutte le opinioni espresse sono integralmente dell’autore e non riflettono alcuna posizione ufficiale riconducibile né al Governo italiano, né al Ministero degli Affari Esteri e per la Cooperazione Internazionale.

 

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