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Campus Bio-Medico di Roma

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Tutti i numeri della sostenibilità del Policlinico Campus Bio-Medico

Che cosa emerge dal bilancio di sostenibilità 2025 della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma

 

Sanità e sostenibillità si possono coniugare. I dati del Bilancio di Sostenibilità 2025 della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma mostrano che la transizione energetica nei settori “hard to abate” come la sanità è una realtà e l’Ia può rappresentare un alleato importante.

I NUMERI DELLA SOSTENIBILITÀ

In un anno l’impatto ambientale del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico è sceso sensibilmente, trainato dal “Progetto Green Hospital” e dall’istituzione di un Green Team multidisciplinare incaricato di rivoluzionare la gestione delle risorse. Nel 2025, il Campus Bio-Medico di Trigoria ha registrato un taglio netto di -10.027 TJ di energia consumata totale, -7% rispetto al 2024. “L’obiettivo è raggiungere un livello inferiore ai 100 TJ nel 2026. Abbiamo completato il revamping della centrale di trigenerazione ed è in corso la riqualificazione della centrale termo-frigorifera, per investimenti importanti. Le cinque parole chiave della nuova carta delle finalità sono: libertà, rispetto, benevolenza, servizio e lavoro ben fatto”, ha detto Paolo Sormani (a sinistra nella foto), amministratore delegato di Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico nel corso dell’evento “Intelligenza Artificiale e Sostenibilità: il valore dell’Innovazione per la Salute”, in occasione della presentazione del Bilancio di Sostenibilità 2025 della Fondazione.

Inoltre, il 54% del fabbisogno di elettricità è stato generato direttamente in loco, riducendo drasticamente la dipendenza dalla rete e massimizzando l’efficienza degli impianti interni. La restante quota di elettricità che la Fondazione deve prelevare dall’esterno è totalmente pulita e certificata. Il doppio binario di autoproduzione e forniture verdi ha generato un impatto dirompente sulla carbon footprint del policlinico. Le emissioni di gas serra Scope 1 e Scope 2 Market-Based sono diminuite di 4.546 tonnellate di CO2 equivalente, pari a -44,6% in un solo anno.

LA GESTIONE DEI RIFIUTI

La strategia di sostenibilità del Policlinico Campus Biomedico ha investito anche la gestione dei materiali. I rifiuti prodotti nel 2025 sono scesi a 1.462 tonnellate, registrando un -6% rispetto al 2024. Un traguardo ottenuto anche grazie a soluzioni tecnologiche mirate come l’introduzione del sistema “secure print” che ha tagliato drasticamente lo spreco di carta lungo la value chain. L’unico indicatore sostenibile in controtendenza riguarda l’oro blu. Infatti, i consumi idrici si sono attestati a 164 milioni di litri (ML) d’acqua, segnando un +10% rispetto al 2024. Tuttavia, l’aumento è interamente dovuto al boom delle prestazioni sanitarie erogate dalla struttura. Per arginare il fenomeno e ottimizzare la risorsa, la Fondazione ha già avviato una massiccia installazione di rubinetti con fotocellula per azzerare gli sprechi.

I NUMERI SUGLI ESG

La sostenibilità del Policlinico Campus Bio-Medico non è solo ambientale, ma anche sociale e tecnologica. Il Bilancio evidenzia il raggiungimento del 50% di donne in posizioni dirigenziali (+1 p.p.) e una forza lavoro composta al 62% da dipendenti di genere femminile. Il 2025 è stato anche l’anno d’oro dell’occupazione stabili, con 238 nuovi assunti e ben 127 stabilizzazioni (contro le 58 del 2024), supportate da piattaforme welfare d’avanguardia e dal Piano di Uguaglianza di Genere (GEP).

L’IA È IL FUTURO DELLA SANITÀ?

Il futuro del Policlinico Campus Bio- Medico passa per la digitalizzazione totale (il “Digital Hospital”) attraverso un piano pluriennale che sfrutta l’Intelligenza Artificiale come leva strategica, la cybersecurity e la piattaforma Kaleido Story.

“La sostenibilità è un modo di interpretare a realtà e un criterio per orientare le nostre scelte quotidiane. L’IA è una leva potentissima per far progredire notevolmente diagnosi, percorsi di cura e organizzazione dei servizi. La sostenibilità deve essere prima di tutto valoriale”, ha detto Carlo Tosti, (a destra nella foto) Presidente Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico.

La medicina proattiva è il futuro perché permette di avvalersi dei dati per prevenire la cura, secondo Rocco Papalia, Magnifico Rettore Campus Bio-Medico di Roma. In altre parole, l’Ia è un alleato fondamentale nell’analisi dei dati. Quindi, non dobbiamo temerlo, ma puntare sull’autoconsumo per alimentarne la fame energetica, secondo Maria Alessandra Gallone, Presidente Ispra. Dobbiamo accelerare sulle rinnovabili, sul nucleare e sul riciclo dei Raee, secondo Gallone.

IL NODO DELL’INTEGRAZIONE UOMO-MACCHINA

È fondamentale progettare al più presto l’integrazione uomo-macchina. Infatti, le aziende che progettano consapevolmente la collaborazione tra umani e AI sono 2,5 volte più inclini a ottenere migliori risultati. È quanto emerge dallo studio di Deloitte presentato da Roberta Ghilardi. “7 leader su 10 indicano come strategia competitiva principale nei prossimi tre anni la capacità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti, di contesto, di mercato e di bisogni dei clienti”.

Più dell’80% degli stessi dirigenti d’azienda si aspetta performance stabili e positive. Inoltre, la maggior parte prevede una crescita del fatturato nel 2026, supportata da investimenti in tecnologie core, offerte digitali ampliate e strumenti basati sull’Ia. La tecnologia non ruberà il lavoro alle persone, ha rassicurato il Rettore dell’Università Luiss Guido Carli, Paolo Boccardelli. Il tema è far che la produttività non si concentri solo sugli sviluppatori della tecnologia. “Affinché sia distribuita in modo equo bisogna rafforzare le competenze del capitale umano rendendo la formazione obbligatoria a tutti i livelli. Non si può investire solo sulla formazione dell’Ia, ma anche nelle discipline e gli strumenti cognitivi che consentono di avere un pensiero critico all’altezza”, ha precisato.

I RISCHI DELL’IA NELLA MEDICINA

La diffusione dell’Ia nella medicina solleva però anche rischi etici e rischia di aumentare la diseguaglianza sanitaria. Servono rigore metodologico, validazione clinica e un’attenta governance. In quest’ottica, il ministero sta lavorando alla modifica di indicatori, del piano nazionale sanitario e del piano della ricerca sanitaria triennale, ha spiegato Luca Padua, Direzione Generale della Ricerca del Ministero della Salute. “Sono tre gli obiettivi a cui lavoriamo: passare subito dal laboratorio all’ambulatorio, favorire la diffusione delle evidenze scientifiche tra gli IRCCS e poi sul territorio nazionale. La genomica avrà uno sviluppo enorme con l’Ia. Stiamo lavorando anche per aumentare la connessione tra ricercatore e clinico, l’Ia può aiutare in quest’ottica”, ha aggiunto.

Il servizio sanitario sta vivendo un momento di calma apparente prima della tempesta, avverte Andrea Urbani, Direttore Salute e Integrazione Sociosanitaria Regione Lazio. Senza strumenti di governance diversi non riusciremo a mantenere le garanzie che abbiamo oggi a causa dell’invecchiamento della popolazione. “Stiamo lavorando al piano sanitario nazionale, la novità sarà una grande scommessa sulla prevenzione primaria. L’innovazione ha costi importanti che dovremo efficientare. Dobbiamo anche mettere a sistema tutte le risposte spese in Sanità”, ha sottolineato.

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