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Tutti gli scazzi tra Francia e Germania sul gasdotto MidCat

Africa Midcat

Nell’Ue, Paesi compatti sulla necessità di tenere la linea dura con Putin litigano tra loro sul gasdotto che dovrebbe collegare la Spagna al Nord Europa

Francia, Germania, Spagna e Portogallo: Paesi affratellati nell’Unione europea ma fatalmente divisi sul progetto di un gasdotto che dovrebbe collegare la penisola iberica al Nord Europa e che Parigi si rifiuta di completare.

LA PIPELINE MIDCAT

È il quotidiano Politico a ricapitolare i dettagli essenziali di una storia che vede Berlino, Madrid e Lisbona sempre più frustrate per la resistenza del presidente francese Emmanuel Macron nel portare a termine la pipeline MidCat, il cui obiettivo è trasportare attraverso i Pirenei in Francia e poi in Germania il gas che arriva dal Nordafrica e da otto terminal GNL in Spagna e Portogallo.

Nel lungo termine i Paesi iberici puntano a usare la pipeline per immettere nel mercato la propria produzione di idrogeno verde.

LE RESISTENZE FRANCESI E LO SCETTICISMO UE

Ma la Francia non nasconde più la propria riluttanza a far rivivere un progetto che era stato abbandonato nel 2019. Macron ha recentemente dichiarato che i gasdotti esistenti che collegano la Francia e la Spagna sono usati solo al 55% della loro capacità concludendone che non ci sarebbe alcun bisogno di nuove connessioni.

Anche la Commissione europea è scettica: poco tempo fa il Commissario al mercato interno Thierry Breton ha argomentato che “non è chiaro se un simile progetto avrebbe senso economicamente”.

L’URGENZA DI GERMANIA, PORTOGALLO E SPAGNA

Ma Germania, Portogallo e Spagna sostengono che a causa del ricatto energetico della Russia i calcoli sono mutati drasticamente.

Come ha dichiarato Anton Hofreiter, che è un parlamentare dei Verdi tedeschi nonché presidente della Commissione Affari europei del Bundestag, “ci sono forti pressioni per terminare il MidCat perché, se la Francia concordasse di finire i lavori sul suo versante, il gasdotto potrebbe diventare operativo in 8 o 9 mesi, il che significa che ci sarebbe di aiuto già il prossimo anno … È importante che adesso le cose si muovano velocemente”.

Il tema è stato trattato in una recente telefonata tra Macron e il cancelliere tedesco Scholz, nella quale il capo dell’Eliseo ha reiterato la sua opposizione per motivi sia economici che ambientali.

I PIANI PER L’IDROGENO VERDE

L’atteggiamento francese sta irritando Berlino, Madrid e Lisbona poiché ne boicotta i piani a lungo termine: in prospettiva, viene sostenuto, il gasdotto sarebbe usato per trasportare idrogeno verde, assecondando i piani dell’Ue di raggiungere la neutralità climatica entro la metà di questo secolo. Spagna e Portogallo fanno notare che la loro abbondante energia eolica e solare è ideale per produrre energia pulita a un prezzo competitivo.

I PIANI ALTERNATIVI DELLA FRANCIA

Ma la Francia vuole far valere i suoi piani energetici alternativi. Nel breve termine, anziché essere un mero Paese di transito del gas che viene da Sud, Parigi punta a vendere alla Germania il gas che arriva dai sui quattro terminal GNL. Nel lungo termine, invece, la Francia spera di vendere idrogeno prodotto con l’energia nucleare.

L’IDEA DI UN GASDOTTO SOTTOMARINO DA BARCELLONA A LIVORNO

Ecco perché, vista questa tenace opposizione, i tre Paesi stanno studiando soluzioni alternative. In un incontro avvenuto ad agosto, Scholz e il Primo ministro spagnolo Pedro Sanchez hanno discusso del progetto di un gasdotto sottomarino che colleghi Barcellona a Livorno, da dove tanto il gas quanto l’idrogeno verde potrebbero fluire verso Nord. Il Ministero dell’energia spagnolo ha fatto sapere che un simile progetto è attualmente in fase di studio.

Ma a Roma l’idea di una pipeline mediterranea ha incontrato scetticismo. Il Ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani ha evidenziato come il tratto di mare interessato dal progetto è caratterizzato da profondità superiori al chilometro. Per Cingolani non ci sono grandi precedenti di pipeline sottomarine disegnate per queste profondità.

A rendere più incerte le prospettive di un gasdotto sottomarino è anche la concreta possibilità che, dopo le elezioni di oggi, a Roma nasca un governo di destra potenzialmente vicino alla Russia.

L’ALTERNATIVA DI UN GASDOTTO SOTTOMARINO DALLA SPAGNA AL BELGIO

Tutto ciò sta spingendo a Berlino a considerare ancora un altro piano: un gasdotto sottomarino che vada dalla Spagna del Nord al Belgio. Sebbene la tratta sarebbe molto lunga, le acque non raggiungono le profondità del Mediterraneo settentrionale. In Germania si ritiene che i costi per realizzare una pipeline sottomarina di lunga distanza siano gestibili. Ma i governi di Spagna e Belgio fanno rilevare che un simile piano non è stato ancora ufficialmente preso in considerazione ed esprimono dubbi sulla sua fattibilità.

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