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Tutti i dolori di Saipem fra hacker, petrolio e Technip

Saipem

Ecco come e perché le acque in casa Saipem sono agitate

Giorni da dimenticare in casa Saipem: la società di ingegneria e servizi petroliferi, al centro nei giorni scorsi di un attacco hacker che ha colpito soprattutto i server mediorientali, nelle scorse ora ha dovuto fare i conti anche con una caduta del titolo in Borsa (influenzata anche dalle cattive performance di Technip, il secondo gruppo mondiale delle perforazioni petrolifere.

IL CROLLO IN BORSA

Nella giornata di ieri, Saipem ha perso il 6,55% a 3,28 euro (dopo uno stop per eccesso di ribasso) e ha registrato la peggiore performance della giornata al FTSE Mib.

COLPA (ANCHE) DI TECHNIP

La performance negativa della società quotata a Piazza Affari è stata influenzata dalle cattive notizie che hanno riguardato la sua concorrente franco-americana Technip, che ha dovuto fronteggiare una serie di revisioni al ribasso del rating operate da diversi analisti. Merryll Lynch si è espressa sul titolo con un sonoro Sell.

L’ATTACCO HACKER

Caduta in Borsa a parte, i problemi per Saipem non sono finiti. Il 10 dicembre, infatti, ha scoperto un attacco hacker che ha colpito maggiormente i server degli Emirati Arabi e in Arabia Saudita: gli aggressori hanno cercato di ottenere i dati amministrativi. L’unico attacco rilevato nei server europei è stato ad Aberdeen, in Scozia, dove la società impiega meno di 30 persone.

Il malware che ha colpito i server della società si chiama Shamoon, come ha spiegato Umberto Rapetto, generale GdF in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, su Start Magazine. Il virus, scoperto nel 2012, da anni perseguita i protagonisti dello scenario energetico e più volte ha colpito Saudi Aramco.

UN ATTACCO MIRATO

“Chi immagina un attacco casuale sbaglia. Chi pensa ad un attacco chirurgico pure. Il bersaglio era sicuramente ben definito, ma le mitragliate digitali sono andate a segno su obiettivi apparentemente di minore importanza”, ha scritto Rapetto. “Il “computer” o qualunque altro dispositivo informatico del pozzo (ad esempio) non custodisce certo segreti strategici, ma – siccome un suo malfunzionamento (fortuito o doloso) può avere conseguenze catastrofiche – è fondamentale che si veda riconosciuta priorità eguale (se non superiore) alle dotazioni asservite a più elevate finalità aziendali”.

NESSUNA PERDITA DATI

In questi giorni, Saipem continua le attività di ripristino, ma ha già comunicato che vi è stata alcuna sottrazione né perdita di dati.

PETROLIO SOTTO I 50 DOLLARI AL BARILE

A rendere ancora più neri questi giorni sono le quotazioni di petrolio, il cui prezzo resta sotto i 50 dollari al barile. Intanto la produzione degli Usa, secondo alcune stime, avrebbe superato quella di Russia e Arabia Saudita. Il greggio Wti del Texas scende dell’1,5% a 49,2 dollari al barile mentre il Brent perde l’1,49% a 58,7 dollari.

IN ARRIVO BUONE NUOVE?

L’anno potrebbe finire comunque bene: Saudi Aramco potrebbe lanciare entro questo 2018 una nuova gara per espandere un giacimento offshore. In palio, come scrive Milano Finanza, ci sono i lavori di costruzione, approvvigionamento e ingegneria per Abu Safah, stimati in circa 500 milioni di dollari.

Saipem dovrà scontrarsi con Sapura Energy (Malesia), Cooec (China Offshore Oil Engineering Company), Lamprell (Emirati Arabi), Boskalis (Olanda),TechnipFmc (Francia-Usa) e altri big di settore.

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