Energia

Ecco come Gazprom minaccia l’Europa sul gas americano

di

Russia

I dettagli di quello che ha detto il vicepresidente di Gazprom a Reuters sull’Europa nell’articolo di Giusy Caretto 

 

La Russia minaccia l’Europa. Se il Vecchio Continente, per coprire la domanda crescente di gas farà affidamento sugli Usa, allora Gazprom, colosso energetico del Cremlino e principale fornitore di gas per l’Europa, potrebbe tagliare le forniture e aumentare i prezzi della risorsa energetica.

LE DICHIARAZIONI DEL VICEPRESIDENTE DI GAZPROM

Il vicepresidente di Gazprom, Alexander Medvedev, ha dichiarato a Reuters che la compagnia avrebbe abbastanza rifornimenti sia per l’Europa che per l’Asia, ma che è giunto il momento per l’Europa di decidere da quale Paese vorrebbe che arrivasse il suo gas.

“L’Europa ha completamente sbagliato i suoi calcoli quando ha pensato che non avrebbe avuto bisogno di più gas e che nel caso ne avesse avuto bisogno si sarebbe potuta rifornire da altri Paesi che non fossero la Russia”, ha detto Medvedev. “Molti seri analisti elaboreranno un modello per voi che dimostrerà che l’Europa dovrà presto affrontare una grave crisi del gas e, quel che è peggio, un forte aumento dei prezzi”, ha aggiunto Medvedev.

USA PUNTA AL MERCATO EUROPEO

L’amministrazione Trump non fa certo mistero delle sue mire espansionistiche in campo energetico. E sul fronte di gas e petrolio vorrebbe avere tra i clienti anche Europa ed Asia, puntando in particolare ad un rapporto più costante e duraturo. Qualche nave di gas americano, in Europa, è già approdata, in realtà, ma gli Usa vorrebbero fare ancora di più.

“Gli Usa non useranno mai l’energia per ricattare il vostro Paese e non possiamo permettere ad altri di farlo”, aveva affermato Donald Trump in occasione di una visita a Varsavia. Con queste parole il Presidente Americano voleva liberare l’Europa da ostaggio energetico Russo. Bruxelles potrebbe accogliere con favore l’arrivo americano sul mercato.

IL MURO DELLA RUSSIA

Ma la concorrenza alla Russia non potrà non avere effetti. Mosca, infatti, come spiega Reuters, nell’ultimo decennio, da quando ha tagliato le forniture all’Ucraina e dopo aver annesso la Crimea dall’Ucraina nel 2014, ha utilizzato il gas come arma politica. E sempre per ragioni politiche, accusa Mosca, l’Europa starebbe intralciando i progetti di nuovi gasdotti.

La mossa russa ricorda, in realtà, quanto già avvenuto sul fronte del petrolio: in passato Mosca divenne un importante fornitore di Pechino a spese dell’Europa.

Certamente l’ingresso sul mercato europeo dell’America apre nuovi scenari strategici e ridimensiona il dominio russo (che al momento resta incontrastato): l’export europeo vale il 75% del totale russo e i proventi di gas e petrolio costituiscono il 40% del budget federale di Mosca.

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