(The Wall Street Journal, Katherine Blunt e Jennifer Hiller, 15 gennaio 2026)
Il boom dell’intelligenza artificiale sta portando al limite il più grande operatore di rete elettrica degli Stati Uniti, PJM, che serve 67 milioni di persone in 13 Stati dal New Jersey al Kentucky e che deve fronteggiare la vorace richiesta di energia dei data center di Northern Virginia, noti come “Data Center Alley”. La domanda di elettricità cresce a un ritmo medio del 4,8% annuo per il prossimo decennio, un aumento senza precedenti dopo anni di stagnazione, mentre le centrali più vecchie vengono dismesse più rapidamente di quanto se ne possano costruire di nuove. Questo squilibrio minaccia blackout programmati durante picchi di domanda estivi o invernali per evitare danni all’infrastruttura, mentre le tariffe per i consumatori stanno aumentando sensibilmente. Le grandi tech come Amazon, Alphabet e Microsoft si oppongono alle regole che imporrebbero ai data center di dotarsi di fonti autonome o di spegnersi nei momenti critici, mentre PJM resta senza un amministratore delegato stabile dopo le dimissioni di Manu Asthana alla fine del 2025.
– Boom AI che spinge la rete al collasso.
«Il boom dell’intelligenza artificiale sta portando al limite il più grande operatore di rete elettrica degli Stati Uniti, PJM, che serve 67 milioni di persone in 13 Stati e che deve fronteggiare la vorace richiesta di energia dei data center di Northern Virginia, noti come Data Center Alley.»
– Crescita esplosiva della domanda elettrica.
«PJM prevede che la domanda di energia crescerà in media del 4,8% all’anno per il prossimo decennio, un ritmo sbalorditivo per un sistema che non registrava una crescita significativa della domanda da anni e che ora rischia di raggiungere il limite di capacità durante i periodi di picco.»
– Rischio concreto di blackout programmati.
«La capacità della rete è in pericolo di saturazione durante i periodi di alta domanda, il che potrebbe costringere PJM a ordinare blackout rotativi durante ondate di calore o freddo intenso per evitare di danneggiare l’infrastruttura critica della rete elettrica.»
– Aumento delle tariffe per i consumatori.
«Le tariffe stanno aumentando per i consumatori a causa della pressione sulla rete e della dismissione accelerata delle centrali più vecchie, mentre le nuove non riescono a entrare in servizio abbastanza rapidamente per compensare il deficit di capacità generativa.»
– Opposizione delle grandi tech alle regole proposte.
«Le grandi aziende tecnologiche, tra cui Amazon, Alphabet e Microsoft, si oppongono fermamente alle regole proposte che obbligherebbero i data center a dotarsi di fonti di alimentazione proprie o a spegnersi durante i picchi di domanda per alleviare la pressione sulla rete.»
(Estratto dalla newsletter di Giuseppe Liturri)






