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Arabia Saudita

Petrolio, tutti gli effetti delle minacce di Trump contro l’Arabia Saudita

I prezzi del petrolio continuano a salire a causa delle tensioni tra Usa e Arabia Saudita dopo la scomparsa del giornalista Jamal Khashoggi

Washington minaccia Riad e il prezzo del petrolio s’impenna. I prezzi del petrolio potrebbero salire ai massimi storici se gli Stati Uniti imponessero sanzioni economiche contro l’Arabia Saudita come conseguenza della scomparsa del giornalista Jamal Khashoggi. Quest’ultimo, residente negli Stati Uniti e aspro critico del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, è sparito dopo essere entrato nel consolato saudita a Istanbul lo scorso 2 ottobre. In un editoriale su Arab News di domenica scorsa, Turki Aldhakhil, il direttore generale del canale di notizie ufficiale saudita Al Arabiya, ha delineato un possibile scenario se prosegue l’escalation di tensioni tra Arabia Saudita e Occidente.

CONSEGUENZE SAUDITE

“Se sanzioni statunitensi vengono imposte all’Arabia Saudita, ci troveremo di fronte a un disastro economico che farebbe impazzire il mondo intero”, ha scritto Aldakhil. “Ciò porterebbe al fallimento dell’impegno dell’Arabia Saudita nella produzione di 7,5 milioni di barili, se il prezzo del petrolio che raggiunge gli 80 dollari ha fatto arrabbiare il Presidente Trump, nessuno dovrebbe escludere che il prezzo salti a 100 o 200 dollari, o addirittura raddoppiare tale cifra”.

SE IL PREZZO DEL GREGGIO AUMENTA

Finora quest’anno, il prezzo del petrolio è aumentato di oltre il 25%, spingendo alcuni investitori a scommettere sul fatto che un ritorno a tre cifre potrebbe essere proprio dietro l’angolo. I picchi del prezzo del greggio stanno preoccupando anche l’Agenzia internazionale dell’energia (AIE), che teme che l’aumento dei prezzi dell’energia potrebbe presto rappresentare una minaccia per la crescita economica globale.

L’AFFAIR KHASHOGGI

L’avvertimento di Turki Aldakhil arriva dopo che domenica scorsa il presidente degli Stati Uniti Trump ha minacciato “una severa punizione” contro l’Arabia Saudita se si scoprisse che Khashoggi sia stato ucciso nel consolato saudita. Riad ha fermamente negato un coinvolgimento nella vicenda. Nel frattempo, i governi di Regno Unito, Francia e Germania hanno invocato un’indagine credibile per stabilire la verità su ciò che è successo.

CHE MINA L’AMICIZIA TRA TRUMP E BMS

Nel frattempo, ieri il Presidente Trump ha cinguettato su Twitter di aver parlato al telefono con il re Salman che ha assicurato l’estraneità ai fatti.

https://twitter.com/realDonaldTrump/status/1051814214212485120

Oggi il segretario di Stato americano Mike Pomepo arriva a Riad per discutere della scomparsa di Khashoggi, incontrerà re Salman, ma anche suo figlio, il principe ereditario Mohammed bin Salman. Gli Stati Uniti devono essere cauti nei rapporti con Riad in quanto stanno facendo affidamento sull’Arabia Saudita, maggiore esportatore di petrolio al mondo, per ridurre i prezzi dell’energia e contribuire a compensare la perdita di riserve petrolifere iraniane. Non è finita qui. L’Arabia Saudita è il secondo più grande importatore di armi al mondo dopo l’India e il 61% di quelle importazioni proviene, guarda caso, dagli Stati Uniti sostenendo dunque migliaia di posti di lavoro nell’industria della difesa americana.

Come sottolinea il Guardian, lo scorso anno è stato il maggior cliente di armi degli Stati Uniti, firmando contratti per 17,5 miliardi di dollari, una tendenza che sembra destinata a continuare dopo che Donald Trump ha firmato un accordo di difesa da 110 miliardi di dollari con l’Arabia Saudita. A beneficiare dell’intesa con Riad sono grandi player come Lockheed Martin, Boeing, General Electric ed ExxonMobil. Alcune delle aziende hanno riferito di aver già espresso preoccupazione alla Casa Bianca sull’impatto che potrebbe avere un congelamento nelle relazioni tra Arabia e Stati Uniti. Riad infatti potrebbe preferire per i propri acquisti la Russia e la Cina.

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