Energia

Petrolio, tutti gli effetti della volatilità del prezzo sui piani dei colossi energetici

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Mentre lo shale americano continua ad attrarre investimenti, le compagnie petrolifere mondiali rivedono i piani di espansione dopo il crollo dei prezzi del petrolio degli ultimi mesi

Tempo di incertezze e di volatilità: nelle ultime settimane, il prezzo del petrolio sembrava essere sulle montagne russe dove a piccole e faticose risalite corrispondevano importati discese. Se da gennaio 2018 ad ottobre, il greggio Brent ha registrato un aumento del 30% dei prezzi, regalando alle compagnie petrolifere e del gas fiducia per incrementare gli investimenti e perseguire nuovamente la crescita della produzione, gli ultimi due mesi del 2018 hanno cambiato le carte in tavola.

NUOVA BATOSTA PER IL SETTORE

La volatilità dei prezzi (il Brent è sceso fino a 50 dollari al berile) sconvolgerà i piani industriali e finanziari delle aziende pronte a cavalcare l’onda della ripresa del settore petrolifero.

VINCE (PER ORA) LA MENTALITA’ CONSERVATRICE

Un’ulteriore diminuzione del prezzo del petrolio avrebbe sicuramente messo in grande difficoltà, come si legge sul Financial Times, società come BP e Royal Dutch Shell rispetto ai rivali statunitensi, impegnati a ridurre costi e spese mentre tagliavano il debito.

“La recente scivolata dei prezzi giustifica la mentalità conservatrice del settore”, avrebbe detto Tom Ellacott, consulente di Wood Mackenzie.

MAJOR IN DIFFICOLTA’?

Intanto, gli analisti del settore energetico hanno messo in dubbio la capacità delle grandi major di sostenere (ancora e con questi scenari) la crescita della generazione di cassa, nonostante la possibilità di avviare nuovi progetti con margini più elevati.

COSA POTREBBE ACCADERE?

Con molta probabilità, le aziende saranno caute nell’aumentare rapidamente la distribuzione degli azionisti e gli investimenti”, ha dichiarato Tom Ellacott.

Nei prossimi mesi le big Oil potrebbero concentrare i loro sforzi per provare ad estinguere il debito e migliorare la propria capacità di assorbire eventuali imprevisti futuri. E non solo: nei loro piani strategici potrebbero comparire (in alcuni già ci sono) progetti ben precisi per passare a carburanti più puliti, impegnando parte del capitale per abbattere le emissioni di carbonio

SI SALVA LO SHALE

Diverso sarà, invece, per il settore dello shale americano, in cui gli investimenti continueranno a fluire.

Ad attrarre investimenti saranno anche i progetti di GNL in Qatar e la ricerca di risorse petrolifere nelle acque del Brasile.

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