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Perché la Germania sul gas è vulnerabile

Sebbene il mercato LNG sia più flessibile e la Germania disponga di cinque terminali propri, il gas USA arriva a costi due-tre volte superiori rispetto al prezzo interno americano. L'articolo di Der Tagesspiegel tratto dalla rassegna di Liturri.

(Der Tagesspiegel, Felix Hackenbruch, 3 febbraio 2026)

La Germania ha sostituito il gas russo via gasdotto con massicce importazioni di LNG statunitense, che nel 2025 ha coperto il 92% delle forniture tedesche. Un accordo UE-USA del 2025 prevedeva acquisti di combustibili fossili americani per 750 miliardi di dollari entro il 2028, ma la crisi sulla Groenlandia ha sospeso i dazi ridotti. Sebbene il mercato LNG sia più flessibile e la Germania disponga di cinque terminali propri, il gas USA arriva a costi due-tre volte superiori rispetto al prezzo interno americano, penalizzando duramente l’industria energivora. L’inverno particolarmente freddo ha già causato un balzo del 25% dei prezzi a gennaio, mentre i depositi di stoccaggio sono quasi vuoti, alimentando timori di nuova dipendenza geopolitica e vulnerabilità economica.

– Sostituzione del gas russo con LNG americano.

«Con la sostituzione del gas di Putin con l’LNG di Trump, la Germania passa dalla padella alla brace, secondo la vicepresidente del gruppo dei Verdi al Bundestag Julia Verlinden.»

– Dipendenza meno grave rispetto a quella russa del 2021.

«L’LNG statunitense non è privo di alternative. La dipendenza non è così drammatica come nel 2021 dalla Russia, spiega l’economista Georg Zachmann del think tank Bruegel.»

– Mercato LNG più flessibile grazie ai terminali tedeschi.

«Il mercato LNG è decisamente più flessibile e, da quando la Germania gestisce cinque propri terminali di importazione, l’accesso al mercato mondiale è diventato più semplice.»

– Costi molto più alti del gas USA per l’Europa.

«Il gas liquefatto negli USA, trasportato attraverso l’Atlantico e rigassificato in Germania, costa notevolmente di più: si deve pagare due o tre volte il prezzo nordamericano, un chiaro svantaggio per la competitività industriale.»

– Impatto immediato dei prezzi per l’inverno freddo.

«A metà gennaio i prezzi in borsa sono saliti del 25%. Soprattutto per l’industria ad alta intensità energetica, che spesso si approvvigiona direttamente sul mercato mondiale, questo rappresenta un problema serio in un inverno particolarmente freddo.»

(Estratto dalla newsletter di Liturri)

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