Energia

Come andranno i consumi elettrici dopo il lockdown

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consumi elettrici

I consumi elettrici, dopo il 4 maggio, sono tornati a salire, anche se la distanza da colmare prima di riportare la domanda di energia sui livelli pre-crisi resta ancora ampia. L’analisi di Ref Ricerche

L’inizio delle riaperture dal 4 maggio rappresenta un primo tentativo di uscire dall’impasse. Per provare a misurare il recupero dell’attività economica, un indicatore utile è costituito dai consumi giornalieri di energia elettrica. L’energia elettrica è difatti solo per una parte un bene consumato dalle famiglie (circa il 22 per cento), mentre per la parte principale è un input per la produzione, soprattutto dell’industria (41 per cento) ma anche in quota significativa dei servizi, privati e non, e dell’agricoltura.

Nei grafici si fa riferimento ai consumi medi settimanali nei giorni feriali, escludendo quindi i sabati, le domeniche e le festività (nel periodo in esame lunedì dell’Angelo, 25 aprile e Primo maggio). Il confronto tra i livelli della domanda elettrica quest’anno con quelli delle settimane corrispondenti dello scorso anno consente di stimare il gap nell’utilizzo di questo input produttivo nel corso delle
settimane del lockdown.

Per la lettura dei grafici occorrono alcuni chiarimenti. In particolare, i consumi del 2019 evidenziano un andamento tendenzialmente decrescente da febbraio a inizio maggio, coerentemente con la risalita delle temperature, che comporta una riduzione della domanda per il riscaldamento.

Rispetto a questa tendenza si osserva una discontinuità in corrispondenza con la terza settimana di aprile, e in misura più contenuta con la quarta. La terza settimana dello scorso anno era quella del periodo di Pasqua, che provocò una ampia contrazione della domanda elettrica anche nei giorni feriali in linea con l’elevato numero di lavoratori e aziende che fecero un “ponte”, anche perché il 25 aprile
cadde di giovedì. La settimana successiva non registrò un recupero pieno perché il 1° maggio cadde di mercoledì.

Per ritrovare un assestamento su livelli della domanda elettrica non condizionati dalla cadenza delle festività occorre quindi arrivare alla prima settimana di maggio, che peraltro una domanda elettrica prossima ai livelli della metà di aprile.

Naturalmente nel lockdown il tema dei ponti perde di significato. I consumi elettrici dei giorni lavorativi nel corso del mese di aprile sono difatti relativamente stabili, con un leggero recupero nell’ultima parte del mese. È qui interessante notare come da fine marzo sino al 20 di aprile la variazione della domanda elettrica giornaliera rispetto all’anno precedente risulti stabile, intorno al -22 per cento. Questa può essere quindi considerata come una stima del minore fabbisogno di energia nel corso del lockdown. D’altra parte, i dati delle due settimane finali di aprile sono meno utili proprio perché condizionati dagli effetti della distribuzione delle festività nel 2019 sopra
ricordata.

Giungiamo quindi alla scorsa settimana; il confronto qui non è inficiato da fattori di calendario. Il recupero rispetto alle settimane del lockdown è stato significativo: siamo difatti passati a -13 per cento circa. Pertanto, il recupero dopo il 4 maggio c’è stato, anche se la distanza da colmare prima di riportare la domanda di energia sui livelli pre-crisi resta ancora ampia. D’altra parte, per molti settori il lockdown non è terminato e per altri la ripresa non può che essere graduale.

 

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