Energia

Il Coronavirus sarà lievito per le rinnovabili

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Che cosa ha detto il direttore generale dell’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (Irena), Francesco La Camera, in un webinar co-sponsorizzato dal Financial Times

Stop ai sussidi per i combustibili fossili, sì allo sviluppo di accumulatori e via libera a una riflessione sulla carbon tax. Il direttore generale dell’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (Irena) Francesco La Camera ha mostrato di avere le idee chiare su come sarà il futuro elettrico del pianeta. E lo ha fatto nel corso di un webinar co-sponsorizzato dal Financial Times dal titolo “FT Digital Dialogues – Transformation Energy: Driving a Green Recovery”.

Secondo il numero di Irena, infatti, la pandemia di coronavirus rappresenta una sorta di ‘spartiacque’ con il passato: il settore delle energie rinnovabili, in particolare, ha visto crescere la sua quota di mercato a livello globale durante la crisi, mentre il petrolio, il gas naturale e il carbone sono risultati tutti in calo. E non si tratta di un fenomeno isolato.

LA CAMERA: LE RINNOVABILI SI SONO STATE DIMOSTRATE NON SOLO SONO IL MODO PIÙ PULITO, MA ANCHE IL PIÙ RESISTENTE PER PRODURRE ENERGIA

Malgrado il crollo dei prezzi del petrolio – il Wti negli Usa ha raggiunto addirittura i -37 dollari al barile – durante la pandemia, la quota delle rinnovabili nella produzione di energia elettrica è cresciuta in tutte le parti del mondo, ha evidenziato La Camera: “Abbiamo sentito voci che dicevano che Covid-19 avrebbe distrutto le energie rinnovabili ma noi fin dall’inizio abbiamo detto che al contrario si stava procedendo in un’altra direzione. Gli ultimi cinque mesi – ha spiegato il direttore generale di Irena – ci hanno insegnato che le rinnovabili si sono state dimostrate non solo sono il modo più pulito, ma anche il più resistente per produrre energia”.

IN DIECI ANNI RINNOVABILI COMPETITIVE CON IL CARBONE

Negli ultimi dieci anni, il costante calo dei costi delle energie rinnovabili le ha rese competitivi con i combustibili fossili più economici per la produzione di energia. Infatti, secondo l’ultima analisi dei costi dell’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili, fino a 1.200 gigawatt (GW) di capacità di carbone esistente potrebbero costare di più rispetto al costo del nuovo fotovoltaico solare su scala industriale.

LE RINNOVABILI RICHIEDONO PIU’ SISTEMI DI ACCUMULO

Tuttavia, ha rilevato Bruno Brunetti, responsabile della pianificazione energetica globale presso S&P Global Platts Analytics a New York, una quota crescente di energie rinnovabili nel mix energetico rende necessario sviluppare un maggiore stoccaggio delle batterie: “Con la capacità di generazione più convenzionale in pensione, soprattutto negli Stati Uniti e in Europa, crediamo che siano necessarie più batterie per aumentare la flessibilità e integrare le rinnovabili per la capacità di picco”, ha osservato Brunetti.

ELIMINARE I SUSSIDI AI COMBUSTIBILI FOSSILI E INTRODURRE UNA CARBON TAX

Proprio per via dei bassi prezzi del petrolio, questo potrebbe essere il momento migliore per introdurre una carbon tax sul consumo di energia ha detto La Camera durante il webinar: “La prima cosa da fare è eliminare i sussidi per i combustibili fossili dal nostro sistema economico – ha precisato -. Poi potrebbe essere un buon momento per introdurre una carbon tax perché ora, con il prezzo del petrolio che sta scendendo, potrebbe essere socialmente il momento migliore”.

La carbon border tax è già una parte fondamentale del Green Deal europeo, che riguarda le importazioni da paesi con politiche di emissioni più deboli. I dettagli della nuova tassa dovranno essere proposti al massimo entro il 2021. Ma l’Atlantic Council ha già raccomandato a maggio che la tassa venga applicata solo alle categorie di importazione per le quali sono disponibili dati oggettivi sulle emissioni di carbonio.

I fornitori globali di Gnl e gli importatori di gasdotti con le minori emissioni di metano potrebbero quindi finire per avere un vantaggio competitivo se la tassa venisse riscossa in modo equo, ha detto La Camera.

NEL 2020 RINNOVABILI A QUOTA 162GW, IL 6% IN MENO DI QUANTO STIMATO

Nel frattempo, secondo le previsioni degli analisti di Platts, la capacità globale delle rinnovabili – solare ed eolica – dovrebbe aumentare di circa 162 GW nel 2020, circa il 6% in meno di quanto previsto a febbraio. Le aggiunte di capacità nel periodo 2021-25 sono state confermate ai livelli del 2019, con aumento medi, si stima, di circa 168 GW ogni anno.

A pesare potrebbe essere la volatilità del periodo che potrebbe far fluttuare troppo i prezzi dell’energia elettrica, come accaduto nei mesi scorsi, mettendo a rischio i progetti di grid-parity o i progetti esposti ai prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica che “potrebbero scoraggiare ulteriori sviluppi commerciali del settore”, ha ammesso Brunetti aggiungendo che, al momento, il solare e l’eolico rappresenteranno circa il 9% del mix globale di generazione di energia.

NECESARIO SOSTEGNO POLITICO FORTE E CHIARO

“Riteniamo che sia necessario un sostegno politico più chiaro e più forte per le energie rinnovabili per espandersi abbastanza da contenere l’aumento delle temperature globali di 2 gradi entro il 2050. È interessante che la strategia per l’idrogeno in Germania e in tutta l’Ue stia ponendo l’accento sulle energie rinnovabili, anche se non è ancora chiaro come questo possa tradursi in un aumento delle rinnovabili di nuova realizzazione”, ha concluso Brunetti.

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