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Energia, ecco le mosse della Germania per nazionalizzare Uniper

Uniper

Cosa scrivono i giornali tedeschi sulla possibile nazionalizzazione di Uniper: la quota statale potrebbe salire a oltre il 90%. L’articolo di Pierluigi Mennitti da Berlino

La crisi di liquidità della società energetica Uniper apre scenari fino a qualche tempo fa inimmaginabili. Secondo quanto riportato da diversi media tedeschi e internazionali, il governo tedesco sta valutando la possibilità di nazionalizzare il gruppo. La quota prevista, specificava nella mattinata di mercoledì l’agenzia di stampa Bloomberg citando persone che hanno familiarità con la vicenda, potrebbe superare il 50%. Ma nel corso della giornata le indiscrezioni hanno riportato percentuali ancora più alte.

HANDELSBLATT: IL GOVERNO VALUTA L’ACQUISIZIONE DEL 90%

Se da Uniper e dal ministero dell’Economia di Berlino non sono arrivate conferme né dichiarazioni ufficiali, qualcosa è trapelato prima da Helsinki, dove ha sede la società madre di Uniper, Fortum, poi da ambienti finanziari tedeschi e dello stesso governo. I finlandesi hanno confermato di essere ancora nel pieno di trattative con il governo tedesco per la vicenda Uniper. Ma le informazioni più precise sono arrivate dall’Handelsblatt che nel primo pomeriggio ha spiattellato sul suo sito online che il governo “starebbe valutando un aumento della quota a oltre il 90%”.

Secondo persone a conoscenza delle trattative, “si sta discutendo di un’iniezione di capitale di oltre otto miliardi di euro”, ha proseguito il quotidiano economico: “Poiché il valore nominale dell’azione è di 1,70 euro, la quota del governo federale in Uniper salirebbe a oltre il 90%. Per la quota rimanente, il governo federale farebbe un’offerta ai restanti azionisti, sempre per 1,70 euro per azione”.

LA CONFERMA INDIRETTA DI UNIPER IN UN ANNUNCIO OBBLIGATORIO IN BORSA

Insomma Uniper ha bisogno di iniezioni pubbliche ben più consistenti di quelle immaginate solo qualche settimana fa. “È entrato in scena il worst-case scenario”, conclude l’Handelsblatt.

Qualche ora prima era stata la Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz) a fornire qualche tassello in più riportando una conferma indiretta da parte di Uniper: “Il governo tedesco sta valutando la possibilità di aumentare la propria partecipazione a oltre il 50%, come ha dichiarato il gruppo in un annuncio obbligatorio in borsa”, scriveva il quotidiano di Francoforte, “sono in corso trattative tra il governo federale, Uniper e il gruppo finlandese Fortum, precedente proprietario di maggioranza dell’azienda tedesca”. L’annuncio di Uniper ammetteva che “a causa delle crescenti incertezze del contesto operativo, le parti coinvolte stanno esaminando anche soluzioni alternative, tra cui un aumento di capitale diretto, che porterebbe a una significativa partecipazione di maggioranza del governo tedesco in Uniper. Tuttavia, finora non sono state prese decisioni che vadano oltre gli accordi raggiunti nel pacchetto di stabilizzazione di luglio”.

PER ORA LA PARTECIPAZIONE DELLO STATO È AL 30%

Infatti il forte aumento dei prezzi del gas naturale e le restrizioni alle forniture russe avevano portato Uniper a subire perdite giornaliere dell’ordine di milioni, motivo che aveva spinto il governo a intervenire lo scorso luglio con un pacchetto di salvataggio che ha finora comportato una partecipazione diretta del 30%. Ma lo stesso amministratore delegato del gruppo Klaus-Dieter Maubach aveva indicato in estate che le perdite avrebbero potuto raggiungere la soglia dei 7 miliardi di euro già a settembre. E il governo tedesco aveva promesso che avrebbe sostenuto l’azienda con ulteriori misure di aiuto. Uniper aveva già richiesto a KfW ulteriori linee di credito per 4 miliardi di euro. “Finora Uniper è stata controllata in maggioranza dalla società di servizi finlandese Fortum, la cui quota scenderebbe da poco meno dell’80% al 56% in seguito all’intervento federale già previsto”, commentava la Frankfurter. Ma le ultime indicazioni rendono questi numeri ormai superati.

SINDACATI CONTENTI: CHE LO STATO RESTI A BORDO A LUNGO

Da registrare infine la posizione favorevole alla nazionalizzazione del fornitore di gas espressa dal sindacato, che si augurano che il governo federale rimanga a lungo a bordo. “L’acquisizione di Uniper da parte dello Stato tedesco deve essere a lungo termine”, ha dichiarato alla Frankfurter Harald Seegatz, presidente del consiglio di fabbrica del gruppo: “Non è come nel caso Lufthansa, dove le difficoltà economiche potevano essere superate in tempi relativamente brevi. Uniper svolge un ruolo di importanza sistemica nella ristrutturazione del nostro approvvigionamento energetico, e questo processo richiederà molti anni”.

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