Energia

La guerra del gas in Europa tra Russia, Usa e Qatar

di

Gnl

Ecco i giochi energetici sul gas nello scacchiere europeo tra Russia, Qatar, Usa e Canada 

All’Europa serve sempre più gas, anche in vista della transizione energetica e della (ormai prossima) decarbonizzazione. Ma servono anche fornitori certi e sicurezza. Ed è per questo che il vecchio Continente, come scrive Mark Mills, esperto di energia, sul Financial Times, prova a guardare oltre alla Russia.

Gli Usa, il Canada e Qatar potranno avere un ruolo di primo piano nello scacchiere energetico dell’Europa, come testimoniano tutti i nuovi progetti avviati: mentre il canada farà presto il suo debutto nei mari del Nord, la Merkel, in Germania, ha approvato la costruzione di un terminale dove dovranno appordare le navi a stelle e strisce cariche di Gnl. Per ora, però, la Russia resta fondamentale per l’approvvigionamento del Continente. Ma andiamo per gardi.

UN NUOVO FORNITORE

Partiamo dal debuttante. Il Canada, entro il 2025, inizierà ad esportare via mare il Gnl. Solo qualche giorno fa, infatti, l’impianto di liquefazione Canada Lng ha ricevuto il via libera da parte di Royal Dutch Shell e dei soci di minoranza ad avviare la costruzione delle prime due unità produttive, da 7 milioni di tonnellate l’anno ciascuna.

IL PROGETTO TEDESCO

Angela Merkel, che in queste ore ha annunciato di voler lasciate la presidenza del Cdu e di abbandonare anche il Bundestag dopo la fine della legislatura in corso. è pronta a co-finanziare un progetto da 500 milioni di euro (576 milioni di dollari) per la costruzione di un terminal navale per il gas liquefatto nel Nord della Germania.

Il progetto, in realtà, non è una novità, ma fino ad oggi non è mai decollato visti anche i costi maggiori del 20% rispetto all’export via pipeline.

Il gas naturale viene lavorato e raffreddato per ridurre i volumi del prodotto, liquefarlo e permettere lo stoccaggio e il trasporto con le navi.

Il terminal navale dovrebbe nascere nella città di Stade, vicino Amburgo, in un’area di 550 ettari dove sorgono gli impianti chimici dell’americana DowDuPont, che insieme al gruppo finanziario australiano Macquarie e a China Harbour Engineering Company, faranno parte del consorzio che porterà avanti la realizzazione dell’opera.

IL QATAR

Del grande risiko dell’energia fa parte anche il Qatar che negli ultimi tempi investe pesantemente sul gas, con risultati eccellenti:  è il primo fornitore di Gas naturale liquefatto al mondo (Gnl), con esportazioni per 77,2 milioni di tonnellate nel 2016, un terzo dell’offerta totale, secondo l’International Gas Union. In Ue rappresenta circa il 40% delle importazioni totali di Lng, con punte più alte in alcuni stati membro.

A dire il vero, Qatar Petroleum, l’azienda energetica statale, a luglio è finita sotto la lente di ingrandimento dell’Antitrust europeo, con l’obiettivo di valutare le attività e i contratti a lungo termine di cinque società gestite da Qatargas, la sussidiaria.

NON SOLO RUSSIA

E se è vero che attualmente la Russia gioca la parte del leone, utilizzando il gas per fini geopolitici e minacciando, tutte le volte che qualcosa non va, si chiudere i rubinetti mettendo a rischio gli approvvigionamenti, è anche vero che ci sono anche Algeria e Nigeria tra i fornitori di gas Europei.

Insomma, la Russia deve già competere con diversi Paesi tra cui il Qatar ed ora sembra proprio che dovrà vedersela con lo shale gas a stelle e strisce e con il Gnl canadese.

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