Energia

ExxonMobil, BP e Shell. Ecco le sfide contrapposte per le Big Oil

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Secondo gli analisti dell’Oxford Institute for Energy Studies, ExxonMobil, BP e Shell devono barcamenarsi tra due grandi e contraddittorie forze globali: la crescente pressione politica, sociale e di mercato a ridurre le emissioni globali. E la forte probabilità che “volumi significativi di petrolio e gas saranno necessari ben oltre il 2050”.

I giganti del petrolio si trovano di fronte a decisioni difficili nel loro percorso di riposizionamento verso rinnovabili, elettrificazione dei veicoli e tecnologie innovative. È quanto sostiene una nuova analisi rilasciata dall’Oxford Institute for Energy Studies.

LE GRANDI E ANTITETICHE FORZE A CONFRONTO

Secondo gli analisti dell’Oxford Institute for Energy Studies giganti come ExxonMobil, BP e Shell devono barcamenarsi tra due grandi e contraddittorie forze globali: la crescente pressione politica, sociale e di mercato a ridurre le emissioni globali. E la forte probabilità che “volumi significativi di petrolio e gas saranno necessari ben oltre il 2050”.

UNA SFIDA ENORME PER LE BIG OIL

L’analisi evidenzia che questa situazione pone sfide enormi per le compagnie petrolifere internazionali, “i cui attuali modelli di business e tecnologie sono incompatibili con la completa decarbonizzazione, ma il cui futuro dipende dal fatto che siano parte della soluzione”. Per questo, spiega la ricerca, “le aziende stanno utilizzando un mix di strategie che prevedono investimenti – sia direttamente sia attraverso venture capital – in tecnologie che sostituiscono i combustibili fossili, così come modi per trovare e produrre petrolio e gas in modo più efficiente e con meno inquinamento”.

L’INNOVAZIONE DELLE BIG OIL MIGLIORA L’EFFICIENZA DEI COMBUSTIBILI FOSSILI

In questo senso un dato interessante può essere rappresentato dai brevetti delle Big Oil, raccolti nel database di Thunder Said Energy, rivela Axios. Secondo Rob West, co-autore della raccolta, “finora solo l’8% dei brevetti rientrano nel campo delle ‘nuove energie’ comprese le rinnovabili”. I restanti sono “volti a migliorare l’efficienza dei combustibili fossili, il che indica che le aziende rimangono concentrate sulle loro attività tradizionali”.

PER ORA QUANTO SI STA FACENDO NON BASTA PER DECARBONIZZARE IL SETTORE

Non solo. Secondo Bassam Fattouh dell’Oxford Institute e Rob West, malgrado la crescente attenzione verso rinnovabili ed elettrificazione, quanto viene fatto “non sarà quasi sufficiente a decarbonizzare il settore energetico”. Ma le compagnie petrolifere internazionali hanno l’opportunità di sviluppare tecnologie non elettriche a zero emissioni di carbonio per contribuire a colmare questa lacuna”.

INVESTIMENTI COME PARTE DI UNA VISIONE A LUNGO TERMINE O UN APPROCCIO AD HOC?

In conclusione, le compagnie petrolifere internazionali “progrediscono nelle tecnologie dove vedono reali opportunità e trovano in una buona posizione da sfruttare. Ma non è ancora molto chiaro se questi investimenti vengono perseguiti come parte di una visione a lungo termine o come parte di un approccio ad hoc”, conclude il documento dell’Oxford Institute for Energy Studies.

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