Energia

Ecco perché secondo Eni l’Italia importerà Gnl Usa

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Cosa ha detto Massimo Mantovani, Chief Gas & Lng Marketing and Power Officer del gruppo Eni, sul Gnl americano

L’Italia potrebbe rifornirsi di Gnl americano per i prossimi due anni: ne è convinto Massimo Mantovani, Chief Gas & Lng Marketing and Power Officer di Eni, che parlando con i giornalisti a margine della conferenza economica Egyps 2019, al Cairo, ha sostenuto come Washington possa essere la risposta alla necessità del nostro Paese di diversificazione delle fonti. Andiamo per gradi.

LA PRIMA VOLTA

Era il settembre 2017: per la prima volta, in Italia, arrivava una nave carica di Gnl americano. Il rigassificatore di Rovigo, impianto offshore situato al largo delle coste venete, aveva ricevuto una nave carica di Gnl dal terminal Sabine Pass, in Louisiana, di proprietà della corporation Cheniere Energy.

Una piccola rivoluzione per il mercato del Gas italiano, dipendente (per la maggior parte del fabbisogno) dalle pipeline che arrivano dalla Russia.

Quella rivoluzione e quella necessità di diversificare le fonti potrebbero concretizzarsi in nuovi e duraturi rapporti con l’America.

LE DICHIARAZIONI DI MASSIMO MANTOVANI

A pensarla così anche Massimo Mantovani, Chief Gas & Lng Marketing and Power Officer di Eni, che parlando con i giornalisti a margine della conferenza economica Egyps 2019, al Cairo, ha sostenuto che l’Italia potrebbe continuare ad importare gas naturale liquefatto (Gnl) dagli Stati Uniti per i prossimi due anni: “Probabilmente per i prossimi due anni vedremo il gas naturale liquefatto statunitense in Italia”, ha detto ancora il manager di Eni.

CRESCE DOMANDA GAS

A supporto di questa ipotesi ci sarebbero i numeri. La domanda di gas continua a crescere negli ultimi anni. A gennaio 2019, in particolare, i prelievi di gas italiani sono aumentati a doppia cifra.

Secondo le elaborazioni della Staffetta Quotidiana sui dati di Snam Rete Gas, nel mese appena concluso l’Italia ha consumato 10.541,1 milioni di mc, oltre 1,7 miliardi di mc in più che nel gennaio 2018 (+19,8%), con un calo del 5,1% su gennaio 2017, che fu però straordinario sotto diversi aspetti.

Confrontando i mesi di gennaio degli ultimi diciassette anni attraverso i numeri indice (gennaio 2003=100), i consumi del mese appena concluso (111,5) sono a pari merito col 2008 i quinti più alti di sempre, dietro a 2006 (123,2), 2017 (117,5), 2010 (114) e 2011 (111,9).

DIMINUISCE PRODUZIONE INTERNA

A fronte di un aumento della domanda, però, diminuisce la produzione interna, che secondo i numeri di Snam è pari a 0,54 Msm3 (Standard metri cubi).

“La questione chiave è il declino della produzione interna. Dobbiamo avere più importazioni. Penso che il gas russo, di cui siamo grandi compratori, sia essenziale per il mercato europeo, ma non può essere l’unica fonte”, ha affermato Mantovani.

EUROPA, BUON MERCATO

“Molti dicono che il Gnl segue il denaro. In questo momento il mercato europeo offre un buon prezzo, sicuramente migliore del prezzo del mercato asiatico, considerando anche i costi di spedizione dagli Stati Uniti”, ha aggiunto Mantovani.

Secondo alcuni osservatori, la scelta di diversificare le fonti e dunque di ricorrere al Gnl Usa costerà molto più cara all’Italia rispetto al gas russo che arriva via pipeline.

Il gas a stelle e strisce viene lavorato, raffreddato per ridurre i volumi del prodotto e liquefatto per permettere lo stoccaggio e il trasporto con le navi, con costi maggiori del 20% rispetto all’export via pipeline.

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