Energia

Eni, Exxon, Shell, Chevron e Total. Ecco chi vuole gasarsi in Qatar

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I piani del Qatar sul gas e le ambizioni di Eni, Exxon, Shell, Chevron e Total

 

Qatar Petroleum ha selezionato diverse grandi compagnie petrolifere disposte ad acquistare una quota del mega progetto North Field che il Paese ha varato per espandere la sua capacità di esportazione di Gas naturale liquefatto (Gnl). Tra loro figura Eni ma anche altre major internazionali del calibro di Exxon, Shell, Chevron e Total.

Per scegliere chi potrà sfruttare il ricco giacimento qatariota si guarderà però a ciò che le major hanno da offrire in cambio, ha detto Saad Sherida Al-Kaabi, ministro di Stato per gli affari energetici e presidente e amministratore delegato del Qatar Petroleum, alla Reuters in un’intervista pubblicata lunedì.

IN CANTIERE L’AUMENTO DI CAPACITA’ DI PRODUZIONE DI GNL

Il Qatar ha annunciato piani per aumentare la sua capacità di produzione di Gnl del 43%, da 77 a 110 milioni di tonnellate all’anno. La nuova capacità di esportazione comprende progetti di espansione che dovrebbero essere completati entro il 2024. Nei prossimi anni il Qatar sarà in concorrenza con Australia e Stati Uniti per aggiudicarsi il titolo di primo esportatore mondiale di gas liquefatto. A tali ambizioni “si aggiunge quella di diventare un colosso della petrolchimica, con un maxi-impianto di etilene (feedstock della plastica) che prevede di costruire in joint venture con Chevron”, ha evidenziato il Sole 24 Ore in un articolo.

INVITI A PARTNER STRANIERI, MA QP POTREBBE ANCHE FARE DA SOLA

Il Qatar ha già spedito alle compagnie petrolifere internazionali inviti a presentare offerte per il mega progetto, e se deciderà di portare avanti l’intera operazione con l’ausilio di partner stranieri, anziché da sola, annuncerà la decisione all’inizio del 2020, ha riferito Al-Kaabi sempre a Reuters. “Ci piace il modello di partnership per i molti vantaggi che offre. Ma poiché non abbiamo bisogno di partner, ciò che scaturisce è fondamentalmente un insieme di criteri che abbiamo per capire quale valore aggiunto può ottenere il Qatar” in caso di accordo con un partner straniero, ha evidenziato il numero uno di Qatar Petroleum facendo riferimento ai numerosi progetti upstream che le aziende internazionali hanno parzialmente ceduto e sono disposte a cedere al paese, in cambio di una partecipazione in North Field.

SHELL, TOTAL, EXXON, CHEVRON, ED ENI IN LIZZA

Malgrado Al-Kaabi non abbia rivelato quali major siano state selezionate per partecipare alla gara d’appalto per l’espansione dei giacimento a gas di North Field, Reuters ha anticipato trattarsi di Shell, Total, Exxon, Chevron ed Eni. Una partecipazione, quest’ultima, confermata anche dal Sole 24 Ore: “La compagnia di San Donato finora non è presente nelle operazioni upstream del Paese mediorientale e potrebbe non essere facile superare la concorrenza di altre major internazionali, come Exxon, Shell e Total , che invece già vi operano. Ma questo è un periodo particolarmente positivo per le relazioni con il Qatar, non solo da parte dell’Eni, ma da parte dell’Italia in generale, sotto il profilo economico e diplomatico. Il nostro ambasciatore in Qatar, Pasquale Salzano, è stato un dirigente dell’Eni. E il Cane a sei zampe nell’ultimo anno ha intrecciato relazioni più strette con Qatar Petroleum, cedendole una partecipazione nei ricchi giacimenti di gas del Mozambico e in altri asset in Messico, Kenya e Marocco”.

IL QATAR GUARDA ALL’EUROPA

Per competere sul mercato globale del Gnl, il Qatar cercherà sempre più di firmare accordi di fornitura a lungo termine, anche in Europa, ha detto Kaabi a Reuters. Già la settimana scorsa, Qatar Petroleum ha firmato un accordo simile per i servizi di scarico di gas liquefatto presso il terminale LNG di Zeebrugge in Belgio con la società di trasporto Fluxys Belgium. “Qatar Petroleum ha da tempo investito e consolidato la propria capacità di stoccaggio del Gnl in Europa, un mercato chiave del gas, come parte della nostra strategia di diversificazione del portafoglio di destinazione delle forniture”, ha detto Kaabi in un comunicato.

ENI UNA BUONA SPALLA

“Eni potrebbe essere vista dal Qatar come una buona spalla per l’upstream, grazie all’expertise dimostrata sul campo, soprattutto con Zohr, in Egitto, scoperto in una zona in cui altri avevano gettato la spugna e portato in produzione in tempi record”, ha aggiunto il quotidiano di Confindustria. Ma l’espansione di North Field “potrebbe costare cara (anche se molto meno di altri progetti nel Gnl realizzati nel passato): Sanford C Bernstein aveva stimato 27,6 miliardi di dollari nel 2017, quando il Qatar puntava ad arrivare a 100 anziché 110 mtpa”.

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