Energia

Energia: l’impegno del MIT per soluzioni low-carbon

di

MIT

Collaborazione tra MIT ed Eni nella ricerca di soluzioni energetiche low carbon, con l’obiettivo di contrastare i cambiamenti climatici

 

Il MIT, una delle più importanti università di ricerca del mondo, con sede a Cambridge (Massachusetts), è alla ricerca di soluzioni energetiche low carbon, con l’obiettivo di contrastare i cambiamenti climatici. Ad occuparsi di tutto questo, in particolare, è il MIT Energy Initiative, o semplicemente MITEI, centro di ricerca, formazione e promulgazione multidisciplinare sull’energia fondato, dal MIT, nel 2006.

Il MITEI si propone di trovare soluzioni a emissioni di carbonio basse o nulle, che dovrebbero soddisfare efficacemente la crescente domanda di energia a livello globale, allo stesso tempo minimizzando gli impatti ambientali, riducendo in modo consistente le emissioni di gas a effetto serra e mitigando i cambiamenti climatici. MITEI si relaziona con il settore e il governo attraverso I suoi centri Low-carbon energy , con rapporti esaustivi per informare chi prende le decisioni e altre iniziative di ricerca per chi ha interessi nel settore.

È in questo contesto che si inserisce la collaborazione tra il Mit ed Eni. Nelle scorse ore il Presidente MIT, Rafael Reif, e l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, si sono incontrati a Roma, nelle scorse ore, per rinnovare, per i prossimi 4 anni, la loro collaborazione nella ricerca di tecnologie innovative nel campo dell’energia.

Secondo l’accordo, Eni potrà partecipare ad alcuni dei Low-Carbon Energy Center promossi dal MIT Energy Initiative, iniziativa di cui Eni è membro fondatore. La collaborazione evidenzia la volontà della società italiana di trovare nuove soluzioni energetiche che possano contrastare il cambiamento climatico: Eni collaborerà allo sviluppo di tecnologie nell’ambito del solare e della Carbon Capture Use and Sequestration.

I Low-Carbon Energy Center sono un elemento fondamentale del Plan for Action on Climate Change del MIT, e si integrano perfettamente con le strategie di Eni verso la transizione energetica e nella lotta al cambiamento climatico. Eni investirà in questa collaborazione 20 milioni di dollari.

“Al MIT siamo determinati a creare un mondo migliore e lo sviluppo di nuove risposte energetiche a basse emissioni di carbonio è un passo importante in questa direzione” ha dichiarato Rafael Reif. “I nostri ricercatori hanno le capacità per inventare nuovi materiali, tecnologie, processi e metodologie. Ma per far sì che il loro lavoro raggiunga il mercato e possa avere un impatto su scala globale, contiamo su partnership forti con aziende “visionarie” come Eni. Siamo motivati, e lieti che Eni abbia scelto di sostenere questa importante collaborazione”.

“La lotta al cambiamento climatico e la ricerca di breakthrough tecnologici sono una priorità per Eni e la collaborazione con il MIT, così come con altre università europee e italiane, è di fondamentale importanza.” ha dichiarato Claudio Descalzi, “Eni è fortemente impegnata a perseguire una strategia di transizione energetica. Ne sono una dimostrazione gli sfidanti obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 che ci siamo posti. Dal 2008 abbiamo già ridotto le nostre emissioni dirette del 28% e puntiamo ad una riduzione delle emissioni per barile prodotto del 43% al 2025 rispetto al 2014. Il MIT, la principale istituzione accademica al mondo per l’innovazione tecnologica, è il partner ideale per ricercare queste tecnologie di frontiera che ci consentano di proiettarci verso un futuro fornendo energia sempre più pulita”.

MIT – ENI: una collaborazione (fruttuosa) pluriennale

Quella tra il MIT ed Eni non è certo la prima collaborazione: da anni i due soggetti hanno deciso di allearsi per contrastare i cambiamenti climatici. E fino ad oggi, l’intesa, ha sempre portato buoni frutti. Gran parte dei risultati ottenuti finora nel settore dell’energia solare provengono dalla ricerca condotta nell’Eni-MIT Solar Frontiers Center, istituito nel 2010 al MIT per sviluppare tecnologie solari realmente competitive. Tra i risultati del Solar Frontiers Center ci sono le celle solari record per spessore e leggerezza, che possono essere stampate su superfici molto diverse, dal tessuto alla carta, e i nuovi materiali luminescenti per utilizzo in finestre solari intelligenti.

Non solo. Eni e MIT hanno anche avviato programmi di ricerca ad alto potenziale, focalizzati sulla cattura e utilizzo della CO2, sull’immagazzinamento dell’energia e sulla valorizzazione del gas naturale. L’obiettivo è quello di trovare soluzioni tecnologiche più economiche e facilmente applicabili su scala industriale.

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