Energia

Ecco perché Mps, Unicredit, Banco Bpm e Ubi festeggiano la vendita di Sorgenia a F2i

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Sorgenia

Sorgenia passa dalle banche alla cordata composta da F2i e dagli spagnoli di Asterion. I numeri dell’operazione. Gli effetti per le banche azioniste di Sorgenia. Gli sbuffi dei perdenti. E l’incognita Tirreno Power

Sorgenia passa dalle banche alla cordata composta da F2i e dagli spagnoli di Asterion, con il fondo italiano in maggioranza.

Borbottii fra le utility per l’esito della vendita di Sorgenia.

La vittoria della cordata F2i-Asterion che compra il gruppo energetico Sorgenia fa mugugnare non poco – senza dichiarazioni pubbliche – alcuni esponenti delle cordate perdenti. Il motivo? Il fatto che nell’azionariato del fondo acquirente F2i ci sono anche alcune banche (come Intesa Sanpaolo e Unicredit) che erano azioniste della società venditrice.

I NUMERI DELLA VENDITA

Il prezzo per la società dell’energia è di poco superiore al miliardo, con l’offerta vincente che ha battuto Iren, il gruppo inglese ContourGlobal e A2a in consorzio con la ceca Eph.

LE PROSPETTIVE

F2i conferirà oltre 400 megawatt di asset eolici e a biomassa, facendo di Sorgenia il leader dell’unione tra ciclo combinato e rinnovabili.

CHI HA VENDUTO SORGENIA

Sorgenia spa, la società operativa controllata da Nuova Sorgenia Holding, i cui azionisti sono Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, Monte Paschi di Siena (Mps), Ubi e Unicredit, che hanno convertito i crediti in azioni con l’uscita di Cir e degli austriaci di Verbund.

LE BANCHE GIOISCONO

Con la vendita di Sorgenia, le banche che erano azioniste recupereranno i soldi persi 4 anni fa quando con Sorgenia sull’orlo del fallimento (quando i soci erano Cir e Verbund) sono state indispensabili 3 ristrutturazioni, ha ricordato il Sole 24 Ore: “La valutazione di circa 1,1 miliardi comprende 650 milioni di posizione finanziaria netta e circa 400 milioni di equity; questa somma corrisponde proprio al valore della conversione di debito in equity di 4 anni fa con la quale le banche sono diventate socie di Sorgenia”. Dunque gli istituti di credito “non perderanno nell’avventura neanche un euro e andranno a rifinanziare il debito della società”.

LA NOTA DELLA SOCIETA’

“La scelta è stata effettuata in considerazione sia del prezzo riconosciuto ai venditori sia della valenza industriale del progetto presentato: il contratto preliminare di compravendita – spiega Nuova Sorgenia Holding in una nota- verrà sottoscritto non appena possibile e, al più tardi, entro il mese di gennaio 2020. Allo stesso verrà data esecuzione immediatamente dopo l’ottenimento delle autorizzazioni da parte delle autorità competenti per la tutela della concorrenza e del mercato”, specifica la società che raggruppa le banche.

I NUMERI DI SORGENIA

La società sottolinea come Sorgenia negli ultimi anni sia tornata “a generare utili importanti (46 milioni nel 2018) e in grado di rimborsare alle banche oltre 650 milioni. La valorizzazione ottenuta è il risultato della fortissima crescita del gruppo Sorgenia, che in soli quattro anni si è affermata come prima digital energy company italiana, capace di conquistare il mercato dei clienti retail online”.

LO SCENARIO

Il conferimento degli asset eolici e a biomassa (comunque non tutti quelli in mano a F2i) consentirà di realizzare “fin da subito uno dei principali protagonisti anche nel campo delle rinnovabili, accelerando così il piano di sviluppo già previsto dalla società”, conclude Sorgenia.

LE ORIGINI

Nata come Energia spa sulla scia del ‘decreto Bersani’ per iniziativa del gruppo De Benedetti nel 1999, la società ceduta era diventata Sorgenia con l’arrivo
degli austriaci di Verbund sette anni più tardi.

IL NODO TIRRENO POWER

Anche dopo la vendita, un nodo in parte ancora da sciogliere resta quello di Tirreno Power, la cui vicenda a Vado Ligure (Savona) ha aperto un processo dallo scorso 31 gennaio con accuse di disastro ambientale. La centrale è nel pacchetto ceduto a F2i-Asterion e “nella vicenda sono sempre possibili ulteriori sviluppi giudiziari”, ha notato l’Ansa.

CHE COSA E’ SUCCESSO ALLA CENTRALE TIRRENO POWER A VADO LIGURE. REPORT CNR

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