Energia

Ecco come anche Buffagni (M5s) trivella il ministro Fioramonti (M5s) su Eni e petrolio

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Commenti e reazioni – anche tra i 5 Stelle – alla sortita del ministro pentastellato Fioramonti su Eni e petrolio

Bufera sul ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti che alla Conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite, la Cop25 in svolgimento a Madrid, ha proposto la riconversione totale verso le forme di energia rinnovabile dell’Eni. In altre parole, basta petrolio per il colosso guidato dall’ad, Claudio Descalzi.

Una sortita che ha innescato le critiche dell’opposizione, un commento pepato del Corriere della Sera oggi e pure un rabbuffo da parte di un altro esponente pentastellato al governo, ossia il viceministro Stefano Buffagni allo Sviluppo economico.

Ecco le parole del ministro e le reazioni.

COSA HA DETTO FIORAMONTI

“L’Eni è una grande risorsa per il Paese se spinge in maniera innovativa e distruptive verso una riconversione totale di tutti gli asset produttivi. Che non continui con nessuna esplorazione. Che ci sia una moratoria”, ha detto ieri Fioramonti, auspicando per il Cane a sei zampe anche l’avvio di “un piano davvero innovativo e radicale che possa dimostrare in che modo l’azienda possa restare un asset strategico nel Ventunesimo secolo”.

ENI: PETROLIO 1 CENTESIMO DEL SUO BUSINESS AL 2025

“Vorrei sentirmi dire che nel 2025 il petrolio sarà un centesimo nelle attività di Eni, nel 2030 saremo completamente green. Non c’è tempo”.

ECONOMIA ITALIANA A RISCHIO

Una mancata riconversione diventerebbe un problema per l’economia italiana. “Gli “stranded assets” prima o poi diventeranno un problema per tutte le grandi compagnie petrolifere”, spiega Fioramonti, “il petrolio che hanno in pancia non sarà più una risorsa, ma un costo. Quindi io mi preoccupo per l’economia italiana e per un colosso che si potrebbe trovare, di qui a 20 anni, nelle condizioni di non riuscire a sostenere il proprio debito”, dal momento che “quello del fossile è un mercato morto”.

CHI APPOGGIA

Fioramonti ha anche affermato: “Finora, che io sappia, nessuno nel governo italiano ha detto una cosa del genere. Perché si tende a dire che una grande azienda è un asset sulla base di quello che ha fatto in passato e non di quello che potrà fare in futuro”. Nonostante tutto, ha aggiunto Fioramonti: “Io spero che ci sia concordia su una rivoluzione radicale”.

TEMPI RISTRETTI

Rivoluzione che deve avvenire anche in tempi brevi: è “fondamentale – ha aggiunto il ministro – che si utilizzi questo tempo che ci resta per un cambiamento drastico. Occorre investire in modo radicale nella riconversione totale verso le rinnovabili, l’idrogeno, le nuove frontiere della decarbonizzazione”.

IL RIMBROTTO DEL PENTASTELLATO BUFFAGNI

IL COMMENTO DI RAMPELLI

Il ministro Fioramonti si occupi dello stato devastante della scuole e dell’università italiana, si preoccupi di lavorare per aumentare i fondi per la ricerca. Non è suo compito, per fortuna, quello di destabilizzare una delle poche realtà di eccellenza che l’Italia vanta in tutto il mondo”, ha commentato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia. “Le sue affermazioni sono di una gravità inaudita, non solo perché non gli competono ma anche perché l’Eni è una società quotata in borsa, una società che opera in aree – oltre che in settori- particolarmente delicati e che rischia di subire ritorsioni per frasi di un ministro della Repubblica che parla a vanvera”, dichiara Rampelli. “Infine la smetta con l’ostentazione dell’inglese, frammisto al romanesco. Rappresenta l’Italia, la cui lingua è l’italiano”, attacca il rappresentante di FdI.

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