Energia

Perché per decarbonizzare l’economia servono soluzioni pragmatiche. Parla l’obamiano Moniz

di

decarbonizzare big oil giganti petroliferi

Che cosa pensa l’ex ministro per l’Energia nell’amministrazione Obama, Ernest Moniz

Servono soluzione “pragmatiche e realistiche” per decarbonizzare l’economia Usa, considerando che non è possibile sostituire totalmente, almeno per il momento, i combustibili fossili con le rinnovabili. A parlare è Ernest Moniz, ministro per l’Energia nell’amministrazione Obama, durante un evento moderato da Amy Harder di Axios sulle sfide che le comunità in transizione, fortemente dipendenti da petrolio, gas naturale e carbone, devono affrontare per lottare contro i cambiamenti climatici.

SISTEMA DEVE MANTENERE L’AFFIDABILITÀ E GESTIRE IL RISCHIO IN OGNI MOMENTO

La Harder ha stuzzicato Moniz partendo dai recenti blackout che si sono verificati in California, dovuti, secondo qualcuno proprio alla variabilità del vento e del sole. “I problemi che hanno portato ai recenti problemi di blackout sono stati abbastanza evidenti. Il messaggio non è ‘non fare il solare’. Si tratta di affrontare il sistema in modo da mantenere l’affidabilità e gestire il rischio in ogni momento – ha detto Moniz -. Purtroppo questa non è quello che accade attualmente. Non sto dicendo che il solare ha causato il problema, ma la realtà è, ovviamente, che la California è molto più avanti nella diffusione del solare e non c’è abbastanza capacità di stoccaggio per spostare quella risorsa dal pomeriggio alla sera, è un dato di fatto. … Bisogna davvero, quindi, integrare il sistema e gli approcci di gestione del rischio per essere sicuri di non avere problemi di affidabilità”.

AZIENDE DI PETROLIO E GAS VANNO CONSIDERATE COME PARTE DELLA SOLUZIONE

La Harder ha poi chiesto all’ex ministro di Obama quali siano le ragioni per cui non si è verificata una grande azione sul cambiamento climatico visto che secondo alcuni la colpa risiederebbe nel fatto che alcune comunità che si affidano al petrolio, al gas naturale e al carbone non vedono un futuro possibile per loro. Alcuni attivisti ambientali affermano, inoltre, che non sono tanto i lavoratori, ma le grandi compagnie di combustibili fossili a bloccare l’azione. E a tal fine, chiedono alla campagna presidenziale di Joe Biden di non accettare consigli dai funzionari che sono legati all’industria dei combustibili fossili, che secondo loro includono lo stesso Moniz e molti altri funzionari dell’amministrazione Obama, citando proprio la presenza dell’ex ministro dell’energia nel consiglio di amministrazione della Southern Company, un’azienda elettrica con un mix di gas naturale e carbone.

“Non sono d’accordo con la caratterizzazione della Southern Company come una compagnia a combustibile fossile. È un’azienda elettrica. È anche un fornitore di gas naturale a livello di vendita al dettaglio. Ma questa è come dire che chiunque guidi un’auto a combustione interna è un’azienda di combustibili fossili perché li usa. Penso che sia il modo sbagliato di vederla”. Moniz ha continuato dicendo che da quando è entrato nel consiglio di amministrazione della compagnia nel marzo 2018, l’azienda è stata più attiva nel ridurre la sua impronta di carbonio. “Dovremmo considerare queste aziende come parte della soluzione”.

IL NEW ENGLAND IL PIU’ RILUTTANTE ALLE NOVITA’ MA SERVONO SOLUZIONI PRAGMATICHE

Lo Stato o la regione che avrà il momento più difficile per passare a un’economia a energia pulita sarà invece il New England, a giudizio di Moniz che ha evidenziato come la regione negli ultimi anni si sia opposta alle infrastrutture energetiche nuove, come i gasdotti l’energia idroelettrica e le centrali nucleari che potrebbero aiutare a ridurre le emissioni. “Ci sono molti no. Dove sono i sì? Se vogliamo andare a basse emissioni di carbonio, da dove arriveremo? Non verrà tutto dall’eolico offshore. Ecco perché abbiamo bisogno di soluzioni pragmatiche e realistiche”, ha concluso Moniz.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Start Magazine

Errore

Articoli correlati