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Che cosa dicono i Servizi segreti italiani delle reti energetiche

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Tutti i dettagli della Relazione del Dis della presidenza del Consiglio sulle reti energetiche italiane. L’articolo di Start magazine

Ci sono anche spunti e informazioni sulle reti energetiche nell’annuale “Relazione sulla politica per l’informazione e la sicurezza” elaborato dal Dis (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza) della presidenza del Consiglio. Ecco i passi salenti sul tema (qui il documento completo) della Relazione presentata oggi.

ENERGIA ELETTRICA

“Il settore dell’energia elettrica non ha presentato particolari criticità sul piano della sicurezza operativa”, si legge nella Relazione del Dipartimento, “nonostante la contrazione delle forniture dalla Francia, impegnata in un programma di manutenzione delle proprie centrali nucleari”. Negli ultimi anni, tuttavia, “si è significativamente assottigliata la sovracapacità produttiva per l’apporto ridotto delle centrali termiche (imputabile ai costi elevati dell’elettricità generata da fonti fossili) e si sono riscontrate, nel comparto nazionale, situazioni di sofferenza economico-finanziaria”, scrive l’Intelligence italiana: “Si tratta di un quadro di fondo che potrebbe offrire spazi alla penetrazione di attori esteri interessati, tra l’altro, allo sviluppo della tecnologia legata alla rete elettrica”.

IL COMPARTO GREEN

Nel settore delle energie rinnovabili e della green economy – scrivono i Servizi – “i rischi potenziali riguardano la disponibilità limitata di materie prime, specie delle terre rare (quali ad esempio il disprosio, utilizzato per la fabbricazione di generatori, turbine eoliche e motori elettrici), prodotte soprattutto in territorio cinese. Circostanza, questa, tanto più rilevante ove si consideri proprio la forte spinta espansiva di Pechino nel settore della mobilità elettrica”.

DOSSIER RETI GAS

Brevi passaggi anche sul gas nella relazione annuale del Dis presentata oggi: “Quanto al settore del gas naturale, caratterizzato a livello globale da un’accentuata competizione per l’accesso ai mercati europei, di particolare interesse sono risultati l’affacciarsi nell’agone energetico di nuovi esportatori statunitensi, le potenziali ripercussioni sui progetti Nord Stream 2 e TurkStream delle sanzioni economiche varate dagli USA nei confronti della Russia nonché, specularmente, gli effetti delle contromisure adottate da Mosca. La Russia ha infatti rivisto al ribasso i prezzi per rendere maggiormente appetibili le proprie forniture e stimolare conseguentemente l’interesse degli operatori privati per le citate joint venture russo-europee”.

COSA SUCCEDE NEL BACINO DEL LEVANTE

Gli 007 italiani aggiungono: “L’eventualità di un’espansione commerciale statunitense, azera e qatarina – soprattutto in aree tradizionalmente permeabili all’influenza russa, come i Balcani – ha inoltre contribuito ad accentuare la competizione tra i principali player del settore, in un contesto segnato anche dalla crisi tra il Qatar e le altre Monarchie del Golfo. La situazione contingente, che vede una relativa abbondanza di gas naturale sui mercati, sospinta anche dalla messa in produzione di aree estrattive nel quadrante del Mediterraneo orientale (cd. Bacino del Levante), ha, infine, indotto primari operatori internazionali a progettare nuove infrastrutture, che, a seconda delle quantità effettivamente estraibili, potranno risultare – tra loro – complementari oppure concorrenti”.

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