Aiuti di Stato, un Osservatorio sul cherosene e qualche raccomandazione non vincolante per ridurre la domanda: la Commissione è stata particolarmente prudente con il suo pacchetto di misure destinate a rispondere alla crisi dell’aumento dei prezzi dell’energia, provocato dalla guerra in Iran.
COSA C’È E COSA NO NELLE MISURE EUROPEE SUI PREZZI DELL’ENERGIA
Le principali richieste di alcuni Stati membri sono state scartate. Non ci sarà nessun regolamento dell’Ue per tassare gli extraprofitti delle società petrolifere, come chiesto da Germania, Italia e Spagna ispirandosi a un provvedimento analogo adottato nel 2022. Non sono previsti acquisti congiunti di cherosene, ma la semplice creazione di un Osservatorio per monitorare gli stock strategici e commerciali di carburanti per il settore aereo.
Rispetto alle bozze iniziali è scomparsa la raccomandazione di instaurare un giorno di telelavoro per ridurre la domanda di energia delle imprese e delle amministrazioni pubbliche.
Teresa Ribera e Dan Jorgensen hanno spiegato che gli Stati membri sono in una posizione migliore per decidere quali misure adottare e che una tassa sugli extraprofitti richiederebbe l’unanimità.
UN ELENCO DI BUONE PRATICHE
La comunicazione presentata ieri dalla Commissione contiene due allegati che dovrebbero ispirare la risposta degli Stati membri all’aumento dei prezzi dell’energia.
Il primo contiene esempi di buone pratiche nazionali già adottate da alcuni Stati membri. Il secondo illustra le misure per fornire un aiuto immediato. Entrambi includono misure come sussidi per le pompe di calore, l’energia geotermica e solare, il leasing sociale per le auto elettriche, incentivi per le flotte di veicoli a zero emissioni, il taglio dell’Iva al 6 per cento sulla tecnologia verde, sussidi del 100 per cento per sostituire le caldaie a gasolio e gas, prestiti e sovvenzioni al 50 per cento (fino a 50 mila euro) per il rinnovamento energetico degli immobili, campagne di sensibilizzazione per abbassare il riscaldamento di un grado.
Per proteggere le famiglie vulnerabili, la Commissione suggerisce voucher dedicati, prezzi regolati e una riduzione delle accise sull’elettricità. Tra le raccomandazioni c’è anche la riduzione dei prezzi per il trasporto pubblico, la promozione del trasporto ferroviario, il sostegno all’uso di biciclette, nonché corsi di guida ecologica. Le raccomandazioni più significative toccano gli impianti di produzione di elettricità. La Commissione consiglia di rinviare la manutenzione o la chiusura di centrali idroelettriche e nucleari.
IL PIANO ACCELERATEEU: STOCCAGGI, RAFFINAZIONE, RIDUZIONE DELLE ACCISE
Dopo RePowerEU nel 2022 ora è la volta di AccelerateEU. Così si chiama il piano presentato dalla Commissione sui prezzi dell’energia. L’elettrificazione torna di moda. Ma il sollievo immediato arriverà principalmente dagli aiuti di Stato.
Nei prossimi giorni Teresa Ribera presenterà il nuovo quadro temporaneo. La vicepresidente responsabile della Concorrenza ha promesso di verificare che le misure – programmi mirati di sostegno al reddito, buoni energetici e programmi di leasing sociale, nonché la riduzione delle accise sull’elettricità per le famiglie vulnerabili – siano mirati e temporanei. Sarà tutto da verificare.
Le altre componenti di AccelerateEU prevedono coordinamento per il riempimento degli stock di gas per l’inverno, per il rilascio eccezionale di scorte di petrolio, per la disponibilità di capacità produttiva delle raffinerie di petrolio. Sarà istituito un nuovo Osservatorio sui carburanti per monitorare la produzione, le importazioni, le esportazioni e i livelli delle scorte di carburanti per i trasporti (oggi l’Ue non dispone di dati in tempo reale).
Più nel lungo periodo, la Commissione intende accelerare la transizione verso energie pulite prodotte internamente per sostituire petrolio, gas e combustibili fossili, potenziare le reti e incentivare gli investimenti. Con quali soldi? La politica di coesione serve da cassaforte per tutte le crisi.
CROLLA LA FIDUCIA DEI CONSUMATORI
La fiducia dei consumatori precipita ad aprile – era già accaduto nel 2020 all’inizio dei lockdown del Covid e nel 2022 con l’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia: la fiducia dei consumatori nell’Ue e nella zona euro ha subito un crollo verticale ad aprile, secondo l’indice preliminare pubblicato ieri dalla Commissione. “Caduta libera”, è l’espressione usata nel comunicato dalla Commissione.
L’indice della fiducia dei consumatori questo mese ha perso 4 punti nell’Ue e 4,2 punti nella zona euro rispetto a marzo. La fiducia dei consumatori si attesta significativamente al di sotto della sua media di lungo periodo, raggiungendo il livello più basso dall’inizio dell’anno fiscale 2022/23.
(Estratto dal Mattinale europeo)





