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Be Charge

Be Charge (Eni) non è più elettrificata dalle colonnine di ricarica?

Ancora problemi per il bando sulle colonnine elettriche finanziato coi fondi del Pnrr: Be Charge di Eni, che si era accaparrata la fetta più grossa, ha comunicato al ministero di voler rinunciare all’ammissione al beneficio per costruire più della metà dei distributori per auto EV

In queste ore sta girando tra i possessori delle auto elettriche la notizia secondo la quale Be Charge ha appena tirato un colpo di spugna sui piani tariffari noti come Be Start, Be Medium e Be Premium che permettevano all’utenza prezzi più convenienti rispetto al canonico pay-per-use. A partire dal 27 maggio 2024, fa sapere la società controllata interamente da Plenitude (Eni), ci sarà una vera e propria rivoluzione nei pagamenti, anche se non ha comunicato il nuovo metodo che potrebbe prevedere sottoscrizioni sull’esempio di Tesla (difficile pensare che diventi solo a consumo).

BE CHARGE DIMEZZA LE COLONNINE

Ma c’è un’altra notizia che riguarda Be Charge e i consumatori: l’operatore di Eni Plenitude non realizzerà 1.655 delle 2.738 infrastrutture urbane per le quali la scorsa estate aveva ottenuto i fondi del Pnrr.

IL BANDO DEL 2023

Si tratta del bando che assegnava la costruzione di oltre 4.700 colonnine: 2738, ovvero più della metà, erano state assegnate a Be Charge mentre le restanti 1865 a Enel X (la percentuale residua a Duferco che ha solo un progetto per un totale di un centinaio di centri di ricarica in Liguria).

Be Charge, però, scrive Quattroruote, “ha comunicato al ministero di voler rinunciare all’ammissione al beneficio per gli ambiti Abruzzo, Basilicata, Emilia-Romagna A, Friuli-Venezia Giulia, Lazio A, Piemonte B, Puglia B, Toscana A, Toscana B e Veneto B”.

In altri termini il Cavallino a sei zampe avrebbe dovuto costruire oltre il 55% dei centri di ricarica e Enel X il 36%. Il “gran rifiuto” della controllata di Eni però ora rischia di creare non pochi grattacapi visto che, interessando oltre il 30% dei fondi totali a disposizione, da bando la sua quota non potrà essere semplicemente riassegnata al secondo operatore, ovvero Enel X.

Non solo: è anche difficile ipotizzare una nuova gara. I fondi del Pnrr sono infatti vincolati a tempistiche ben precise e, per sfruttare quelli allocati dal Ministero dell’Ambiente, bisognerebbe concludere la costruzione dell’infrastruttura di ricarica entro quest’anno.

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