Energia

Anche negli Usa la burocrazia intralcia i gasdotti?

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Dominion Energy e Duke Energy hanno annunciato la cancellazione di uno dei gasdotti più importanti, quello della costa atlantica. I rischi di contenzioso rendono il progetto “troppo incerto per giustificare l’investimento di ulteriore capitale”.

 

Dominion Energy e Duke Energy hanno annunciato la cancellazione del gasdotto della costa atlantica (“ACP”) – un progetto per il trasporto di gas naturale da 600 miglia dalla West Virginia al North Carolina – a causa di ritardi, aumento dell’incertezza e dei costi che hanno minato la fattibilità del progetto. Lo riporta una nota della stessa Duke Energy evidenziando come, nonostante la schiacciante vittoria per 7-2 il mese scorso alla Corte suprema degli Stati Uniti – che confermò il progetto e le decisioni prese dalle agenzie statali -, “i recenti sviluppi hanno creato un inaccettabile livello di incertezza e ritardo”.

LE DECISIONI CHE HANNO FATTO PRECIPITARE IL PROGETTO

In particolare, Duke Energy si riferisce alla decisione del tribunale distrettuale degli Stati Uniti del Montana di annullare una vecchia decisione dell’autorità federale per il passaggio di corsi d’acqua e zone umide (permesso nazionale 12), seguita da una sentenza del 28 maggio con la quale si indicava un probabile “insuccesso” in caso di appello. “Il potenziale per una sospensione dell’ingiunzione del tribunale distrettuale da parte della Corte Suprema non cambierebbe in definitiva la sede giudiziaria per appello né diminuirebbe l’incertezza associata a un’eventuale sentenza – sottolinea Duke Energy -. La decisione del tribunale distrettuale del Montana potrebbe anche suscitare sfide simili in altri circuiti relativi alle autorizzazioni rilasciate nell’ambito del programma nazionale, anche per gli ACP”.

RISCHI DI CONTENZIOSI RENDO INCERTO L’INVESTIMENTO SUI GASDOTTI

I rischi di contenzioso, secondo l’azienda, rendono dunque il progetto “troppo incerto per giustificare l’investimento di ulteriore capitale. Ad esempio, l’abbattimento degli alberi questo inverno dovrebbe rappresentate un momento fondamentale per mantenere i costi e il programma del progetto. Sfortunatamente, l’incapacità di prevedere con sicurezza l’esito delle autorizzazioni e il potenziale di ulteriori ritardi associati a continue sfide legali, significa che impegnare milioni di dollari di investimenti aggiuntivi per l’abbattimento degli alberi e la conseguente costruzione non sono più un uso prudente del capitale azionario”.

ANCHE RITARDI E AUMENTI DEI COSTI PESANO SUL PROGETTO

Non solo. Duke Energy lamenta più in generale che le sfide legali alle autorizzazioni federali e statali del progetto “ha causato significativi aumenti dei costi del progetto e ritardi nei tempi. Queste azioni legali e decisioni hanno cercato di riscrivere drammaticamente decenni di permessi e precedenti legali, compresi quelli attuati dalle amministrazioni presidenziali di entrambi i partiti politici. Di conseguenza, il costo del progetto è aumentata a 8 miliardi di dollari dalla stima originale di 4,5-5 miliardi. Inoltre, si prevede un via libera al progetto non prima del 2022 che rappresenta un ritardo di quasi tre anni e mezzo”.

UNA DECISIONE STORICA

Secondo Axios, si tratta di una decisione a suo modo ‘storica’ perché “mette fine a una delle battaglie di più alto profilo sulle infrastrutture per i combustibili fossili degli ultimi anni, e la sua cancellazione rappresenta una vittoria per i gruppi ambientalisti che hanno passato anni a combatterla”. Ma soprattutto sottolinea anche “gli ostacoli che si frappongono ai grandi gasdotti e ad altri progetti, nonostante gli sforzi della Casa Bianca per accelerare le approvazioni e ridurre le revisioni ambientali”.

Tra l’altro, ricorda sempre Axios, “la cancellazione è avvenuta lo stesso giorno in cui Dominion ha annunciato la vendita dei suoi asset di trasporto e stoccaggio del gas al Berkshire Hathaway di Warren Buffett in un affare da 10 miliardi di dollari”.

SFORZI AMMINISTRAZIONE TRUMP SI SONO RITORTI CONTRO

Non è tutto. David Gaffen di Reuters ha ripercorso tutte le vicende dell’Amministrazione Trump e gli sforzi compiuti dalla Casa Bianca per accelerare i permessi per oleodotti e gasdotti, evidenziando come tali sforzi si siano, alla fine, “ritorti contro” la politica presidenziale creando nuove vulnerabilità legali per progetti che già si trovano ad affrontare numerosi contenziosi.

ALCUNI STATI USA SONO PIU’ ORIENTATI VERSO IL GREEN

Una nota della società di ricerca ClearView Energy Partners ha sottolineato inoltre che alcuni Stati, tra cui la Virginia – che si trova sul percorso del gasdotto – hanno spinto per portare avanti politiche in favore delle energie rinnovabili. Hanno definito la cancellazione come un segno di “subnational greening” che rende più difficile la costruzione di progetti che già affrontano l’opposizione degli ambientalisti. Naturalmente tutto questo aspetto potrebbe avere un esito importante anche in vista delle presidenziali del 2020 visto che l’amministrazione Trump ha sempre sostenuto questi progetto sia in tribunale sia politicamente, mentre Joe Biden sarebbe meno favorevole ai progetti sui combustibili fossili.

IL PROGETTO

La pipeline della costa atlantica era stata inizialmente annunciata nel 2014 in risposta alla mancanza di diversificazione dell’approvvigionamento e della fornitura di energia per milioni di famiglie, aziende, scuole e impianti di difesa nazionale in tutta la Carolina del Nord e la Virginia. La forte domanda per il progetto è guidata dal pensionamento regionale della generazione elettrica alimentata a carbone a favore di una generazione alimentata a gas naturale a basso costo e meno impattante a livello ambientale.

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