Mobilità elettrica

Volkswagen, Ford e non solo. Come e quanto le case auto investono in auto elettriche e a guida autonoma

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guida autonoma

Le case auto si alleano per investire insieme nell’auto elettrica e nella guida autonoma, risparmiando ingenti somme di denaro. Il caso di Volkswagen e Ford

 

Elettriche o a guida autonoma. Le case auto sono costrette a fare delle scelte: investire nella batteria o nell’intelligenza artificiale?

Per ora sembra vincere la prima, risponde ad un’urgenza, ma gli investitori spingono per le driverless car.

Quel che è certo è che le case, in vista di questa rivoluzione, si alleano provando a tagliare i costi e a rubare il know how alle concorrenti, come ci suggerisce l’accordo appena siglato tra Volkswagen e Ford. Andiamo per gradi.

GLI INVESTIMENTI

Partiamo dai numeri. Le aziende di settore, come scrive Axios riportando i dati di uno studio AlixPartners, hanno già impegnato ingenti somme per entrambe le tecnologie: 225 miliardi di dollari per l’elettrificazione sono previsti per il quinquennio 2019-2023, 85 miliardi di dollari sono destinati ai veicoli autonomi.

PRIORITA’ AI VEICOLI ELETTRICI

Guardando agli investimenti è evidente che la priorità (per ora) è data alle auto elettriche. Una scelta che certamente risponde alle esigenze di Governi ed Istituzioni di combattere smog e cambiamenti climatici e che trova senso se si guarda all’orizzonte temporale.

Nel Vecchio Continente, per esempio, per soddisfare gli incombenti standard sulle emissioni imposti dalla Commissione Europea al 2021, le case automobilistiche devono ricorrere alla spina nel proprio parco auto.

Lo sviluppo dei veicoli elettrici, poi, è propedeutico alla diffusione della guida autonoma: i veicoli a batteria saranno la base della maggior parte delle auto a guida autonoma.

GLI INVESTITORI VOGLIONO LA GUIDA AUTONOMA

Sperano almeno in uno sviluppo parallelo gli investitori, che premiamo gli sviluppatori di auto senza conducente con valutazioni più elevate. La tecnologia, bisogna però ammettere, non è pronta e prima che una driverless car possa fare il suo debutto commerciale ci potrebbero volere diversi anni, se non diversi decenni.

LA QUESTIONE DELLA REDDITIVITA’

“Wall Street vuole che tutti si concentrino sui veicoli a guida autonoma. Ma il problema, davvero costoso, da risolvere a breve termine è come rendere redditizi i veicoli elettrici”, ha detto Reilly Brennan, socio fondatore di Trucks Venture Capital.

UN FUTURO PIENO DI SPESE

Quel che è certo, comunque, è che batterie e tecnologie per la guida autonoma porteranno le case auto a programmare ingenti investimenti per restare al passo e rendere i modelli futuri appetibili su un mercato in continua evoluzione.

LE ALLEANZE

Ed è proprio con l’obiettivo di accelerare sull’auto elettrica e su quella senza conducente senza lasciare le casse a secco, sono sempre più numerose le case auto che ricorrono alle alleanze. L’ultima, in questo senso, è quella annunciata tra Volkswagen e Ford.

Le due case lavoreranno insieme sull’auto elettrica ed autonoma, risparmiando centinaia di milioni di dollari (o almeno sperano) e condivideranno la piattaforma modulare Meb, progettata dai tedeschi con un investimento di 7 miliardi di dollari, per produrre auto a batteria.

Ad allearsi, con uno scambio di partecipazioni, anche Daimler e la cinese Baic. E sempre Daimler ha siglato un accordo con la sua rivale da sempre, BMW, per una cooperazione strategica a lungo termine che si concentrerà sullo sviluppo congiunto di tecnologie di prossima generazione per i sistemi di assistenza alla guida e la guida autonoma di livello 4 SAE in autostrade e parcheggi automatici.

QUANDO UN RITORNO SUGLI INVESTIMENTI?

Le alleanze trovano ancora più senso se si guarda al ritorno degli investimenti.

Secondo Arun Kumar di Alix Partners, infatti, passeranno almeno 8-10 anni prima che le case automobilistiche inizino a vedere un ritorno sugli investimenti in veicoli elettrici. Fortunatamente, il calo dei costi della batteria, gli incentivi di alcuni governi e le norme sempre più stringenti sulle emissioni dovrebbero scuotere il mercato della mobilità.

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