Mobilità elettrica

Auto elettriche e incentivi, che cosa succede in Francia, Germania, Regno Unito e Norvegia

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Le principali iniziative negli Stati europei per incentivare l’acquisto di auto elettriche. L’approfondimento di Giusy Caretto

Che il futuro della mobilità sarà elettrico è cosa certa. E se gli anni precedenti è esplosa la moda del telefonino prima e dello smartphone poi, dei tablet e della realtà virtuale, manca poco perché nel mondo scoppi la moda dell’auto a batteria.

C’è chi, in realtà, è già avanti, come la Norvegia e chi ha rivoluzionato l’industria di settore per non restare indietro (si guardi alla Cina e alle numerose start up nate negli ultimi anni), ma c’è anche chi in questa tecnologia ha creduto poco e chi, come l’Italia, deve fare ancora tanto per rinnovare il proprio parco auto (davvero vecchio ed inquinante). Certo è che a spingere verso l’elettrificazione della mobilità è anche l’Europa, che in questi mesi è impegnata a rivedere le norme sulle emissioni. Andiamo per gradi.

LA SITUAZIONE EUROPEA

Partiamo di numeri del Vecchio Continente: in strada si contano 1 milione di veicoli elettrici (compresi anche furgoni elettrici e ibridi plug-in). Il 2018 sembra essere un anno positivo sul fronte della mobilità elettrica: le vendite delle auto a batteria, in Europa, sono aumentate del 40% nella prima metà dell’anno (dati EV-Volumes). Tra gennaio e giugno 2018 sono state vendute circa 195.000 auto plug-in in tutta Ue, Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera: più 42% rispetto al periodo dello scorso anno. Il 51% delle vendite di veicoli plug-in è rappresentata da veicoli elettrici puri (BEV) e il resto sono ibridi plug-in (PHEV).

LA PRIMA DELLA CLASSE

A fare meglio è la Norvegia, i cui cittadini sono agevolati da misure di tipo fiscale sia di traffic management. Il Paese vanta il più alto tasso al mondo di veicoli elettrici per popolazione. Nella prima metà del 2018 sono stati consegnati in Norvegia 36.500 veicoli a batteria (+32% rispetto al primo semestre 2017).

La Norvegia, secondo un rapporto a firma dell’istituto ICCT di Washington, è anche il primo Paese al mondo per diffusione di colonnine di ricarica in rapporto agli abitanti, con oltre 10mila punti di rifornimento per abitante.

LA GERMANIA SPINGE SULL’ELETTRIFICAZIONE

A credere nella batteria è anche la Germania che ha messo sul piatto 1,2 miliardi di euro, prevedendo incentivi economici calcolati in base alle prestazioni della batteria del veicolo, gli incentivi partono da una cifra di 450 euro a kilowattora, per raggiungere un massimo di 9.500 euro.

Negli ultimi anni, la Germania è diventato il secondo mercato europeo, con vendite di veicoli elettrici in aumento del 52% rispetto al primo semestre del 2017 secondo i dati di EV-Volumes.

A FARE BENE E’ ANCHE IL REGNO UNITO

Il Regno Unito è il terzo Paese in Europa per immatricolazione: per promuovere la mobilità elettrica, il governo britannico ha deciso di stanziare un miliardo e mezzo di sterline, di cui, poco meno di un terzo, 400 milioni, serviranno solo per aumentare il numero delle stazioni di ricarica.

Il governo offre uno sconto del 35% sul costo di acquisto, per un massimo di 4.500 sterline, circa 5.100 €, per le auto completamente elettriche e di 2.500 sterline, 2.800 euro circa, per le auto ibride.

LA FRANCIA E IL SISTEMA BONUS-MALUS

Anche la Francia ha varato un nuovo piano di incentivi monetari diretti ai cittadini: l’aiuto monetario per l’acquisto di un veicolo elettrico arriva fino ad un massimo di 6.000 euro. Sono previsti incentivi ulteriori nel caso in cui l’auto a batteria andrebbe a sostituire un veicolo diesel di più di 11 anni di vita: 4.000 euro in più per chi sceglie un BEV e 2.500 per un PHEV.

Non solo. Ulteriore azione messa in campo è quella che punta a disincentivare l’acquisto di veicoli inquinanti, imponendo una tassa aggiuntiva che varia in base alla quantità di emissioni del veicolo: la maggiorazione del prezzo di acquisto varia tra i 50 e i 10.000 euro, per i veicoli che emettono più di 120 gCO2/ km.

I NUMERI DELL’ITALIA

E in Italia: il mercato vale meno del 2% in tutta Europa. Nel 2017 sono state acquistate 1.964 vetture elettriche (+71% rispetto al 2016). Il numero sale a 4.827 (lo 0,24% del totale) se vengono inclusi i modelli ibridi plug-in. Il primo semestre del 2018 ha fatto registrare nel nostro Paese un’ulteriore impennata delle vendite, +90% rispetto allo stesso periodo del 2017.

INCENTIVI: IN ITALIA GIA’ CI SONO

Anche l’Italia aveva messo a disposizione dei cittadini diretti degli incentivi economici, sospesi poi nel 2015. Non mancano, comunque, le eccezioni: la Provincia Autonoma di Trento mette a disposizione un incentivo di 4.000 euro nel caso di acquisto di un PHEV e di 6.000 per un BEV.Il Friuli Venezia Giulia, in caso di rottamazione di un veicolo a benzina Euro 0 e 1 o Diesel tra Euro 0 ed Euro 3, a fronte di un acquisto di un veicolo elettrico o ibrido offre tra i 4.000 e i 5.000 euro di incentivi.

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