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Perché Zurich piomba sui brandelli di Deutsche Bank

Zurich

Tutti i dettagli sull’acquisizione da parte di Zurich del network dei consulenti finanziari del gruppo Deutsche Bank. L’articolo di Emanuela Rossi

 

Partnership rafforzata con trasferimento di ramo d’azienda: è quello che è accaduto in questi giorni tra Deutsche Bank e Zurich Italia. La compagnia assicurativa, parte del gruppo svizzero Zurich Insurance, ha acquisito la rete di Financial Advisor dell’istituto di credito tedesco e – oltre a più di 1.000 consulenti finanziari – fa dunque rientrare nel novero dei suoi dipendenti pure 97 bancari.

L’ACQUISIZIONE

Come si diceva, l’accordo fra Deutsche Bank e Zurich Italia è lo sviluppo di una partnership precedente che si dipanava attraverso quattro canali: Private & Business Banking; Personal Banking; Wealth Management e appunto DB Financial Advisors, la rete di Financial Advisor attiva in Italia dal 1986 nel settore del risparmio gestito con più di 150 filiali e oltre 1.300 consulenti finanziari per distribuire prodotti bancari, finanziari, assicurativi e di previdenza integrativa.

L’intesa firmata pochi giorni fa prevede il trasferimento di un ramo d’azienda di DB Financial Advisors costituito da 1.085 consulenti finanziari e 97 dipendenti e che al 31 marzo scorso aveva 16,5 miliardi di masse in gestione. In questo modo Zurich punta a rafforzare la sua presenza sul mercato italiano sviluppando ulteriormente i propri canali distributivi e Deutsche Bank a riposizionare il business nel nostro Paese Italia, focalizzando gli investimenti in modo da diventare banca di riferimento per gli imprenditori e le loro famiglie. Dunque si intende offrire ai clienti una maggiore offerta di migliori servizi di investimento, assicurativi, bancari e finanziari. Il completamento dell’operazione è condizionato, tra l’altro, all’ottenimento delle autorizzazioni da parte delle competenti autorità di vigilanza.

Secondo Alessandro Castellano, ceo di Zurich Italia, “questa acquisizione è un passo avanti molto significativo in un percorso di crescita e di continua innovazione ed evoluzione del modello di business verso la multicanalità. Si tratta di un progetto di grande rilevanza per Zurich, che intendiamo sviluppare nei prossimi anni con ulteriori investimenti a supporto”. Roberto Parazzini, Chief Country Officer di Deutsche Bank in Italia, ha evidenziato come DB resti “saldamente presente nel Paese” e ha ricordato che negli ultimi 6 mesi il suo gruppo “ha inserito in Italia circa 40 nuovi professionisti del wealth management, pari al 30% in più” continuando pure a investire “nelle competenze del business banking, facendo leva sulla forza del brand per sviluppare un’innovativa offerta di servizi specializzati sui canali digitali, per clienti privati e imprese”.

COSA NE PENSANO I SINDACATI

La partita “già molto discussa” ha avuto un finale diverso da quello che “sembrava certo solamente pochi giorni orsono” è stato il commento dei sindacati del settore del credito. In una nota congiunta Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin evidenziano che i 97 dipendenti bancari “dovrebbero rimanere nell’ambito dell’attuale CCNL” ma “le ricadute complessive non potranno che venire valutate una volta iniziata la prevista ed obbligatoria procedura di confronto sindacale” che dovrebbe iniziare tra qualche mese. La novità di questi giorni, ricordano, segue “la profonda riorganizzazione di fine 2020 tuttora in corso di completamento” che nel giro di circa 18 mesi – complice anche la cessione del ramo d’azienda – porterà a far uscire almeno 380 lavoratori.

“Le assunzioni previste dal recente accordo e quelle operate dall’azienda per rafforzare in modo particolare il Wealth Management, attenuano parzialmente il processo di costante riduzione degli organici che appare comunque molto pesante” scrivono le organizzazioni sindacali che prevedono: “In breve tempo ci troveremo ad affrontare problematiche e complessità notevoli che ci auguriamo possano quantomeno preludere ad un periodo di stabilità di cui il personale avverte sempre più l’esigenza”.

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