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Yuka, come cambierà l’app sugli alimenti dopo le critiche dell’Antitrust

Yuca

Chiusa l’istruttoria Antitrust sulla società Yuca, che sviluppa e gestisce Yuka (l’app che fornisce una valutazione nutrizionale e salutistica degli alimenti in vendita al supermercato grazie al metodo francese Nutri-Score). Tutti i dettagli. L’articolo di Emanuela Rossi

 

Si è chiusa con impegni l’istruttoria dell’Antitrust nei confronti della società Yuca, che sviluppa e gestisce Yuka. Si tratta dell’app che fornisce una valutazione nutrizionale e salutistica degli alimenti in vendita anche al supermercato grazie al metodo francese Nutri-Score, l’etichetta a semaforo finita sotto la lente dell’Autorità della Concorrenza e del Mercato anche con altri procedimenti.

Grazie agli impegni presi da Yuca e accettati da Piazza Verdi – in quanto “idonei a rimuovere i possibili profili di scorrettezza della pratica commerciale e di violazione dei diritti dei consumatori” – l’app potrà continuare ad essere utilizzata: le modifiche – come si legge nel testo di chiusura dell’istruttoria – “appaiono infatti in grado di assicurare un uso corretto e non fuorviante dei giudizi della app e di chiarire il meccanismo in base al quale sono presentate e ordinate le alternative”.

Quindi ’Agcm ha deciso di “chiudere il procedimento senza accertare l’infrazione, ai sensi dell’art. 27, comma 7, del Codice del Consumo e dell’art. 9, comma 2, lettera a), del Regolamento”.

COSA FA LA APP YUKA

Nata in Francia e diffusa in Italia a partire dall’ottobre 2020 attraverso gli store Google e Apple, Yuka è stata scaricata da oltre 1,5 milioni di utenti italiani, ovvero meno del 10% di quelli totali: ha infatti circa 24,7 milioni di utenti, dei quali oltre due terzi in Francia. L’app, priva di pubblicità, è finanziata con i proventi degli abbonamenti premium e la vendita di libri e gadget. La sua missione, secondo quanto riportato nella sezione Aiuto/Informazioni, è quella di “migliorare la salute dei consumatori aiutandoli a decifrare le etichette dei prodotti alimentari e cosmetici, permettendo di fare la scelta migliore per la loro salute”.

Come ricorda l’Antitrust nel provvedimento, Yuka permette – scansionando il codice a barre presente sulla confezione di un prodotto alimentare o cosmetico – di accedere alla relativa scheda di valutazione del prodotto elaborata sulla base delle informazioni che il produttore fornisce in etichetta. La scheda di valutazione dei prodotti alimentari riporta in testa un punteggio e un giudizio, accompagnato da un colore: “Eccellente” (verde scuro), “Buono” (verde chiaro), “Mediocre” (arancio), “Scarso” (rosso). Vengono inoltre segnalati la presenza di additivi e la quantità (o la percentuale) di energia/calorie, zuccheri, sale, grassi saturi, proteine, fibre, frutta e verdura, accompagnate da un bollino che segue la stessa scala cromatica. Per i prodotti con giudizio “Mediocre” o “Scarso” l’app individua automaticamente delle “alternative” di livello “Buono” o “Eccellente” (se disponibili nel database).

LE CRITICHE DELL’AGCM

Piazza Verdi aveva avviato il procedimento contro Yuca perché “le informazioni e i chiarimenti forniti agli utilizzatori sulle modalità di interpretazione dei risultati e sulla attribuzione dei punteggi” apparivano “insufficienti a circoscrivere il carattere assoluto dei giudizi dell’app, che appare produrre una dicotomia tra cibi/prodotti ‘buoni’ (valutazioni ‘eccellente’ e ‘buono’) e ‘cattivi’ (valutazione ‘mediocre’ e ‘scarso’) e, di conseguenza, induce nel consumatore, una fuorviante percezione dell’‘equilibrio nutrizionale’ di un dato prodotto, in quanto prescinde dalle esigenze complessive di un individuo (dieta e stile di vita), nonché dalla quantità e dalla frequenza di assunzione all’interno di un regime alimentare variegato ed equilibrato”.

Dunque, secondo l’Authority presieduta da Roberto Rustichelli, Yuka “avrebbe potuto alterare la capacità di scelta dei consumatori, in violazione degli artt. 21 e 22 del Codice del Consumo, inducendoli a ritenere, contrariamente al vero, che prodotti ai quali sono attribuiti bassi punteggi e giudizi mediocre/scarso siano privi di un rilevante apporto nutritivo e quindi da evitare da un punto di vista salutistico, attribuendo invece proprietà salutistiche, a prescindere dal contributo ad una dieta sana ed equilibrata, ai prodotti con alti punteggi e giudizi positivi”.

Sempre secondo l’AGCM, la società “non chiariva adeguatamente la metodologia utilizzata per costruire i punteggi attribuiti dall’app Yuka e le eventuali differenze con quelli del Nutri-Score. I rimandi ai siti di istituzioni francesi e internazionali, con riguardo sia al Nutri-Score che agli additivi, lasciavano intendere che la metodologia di Yuka troverebbe riscontro nella documentazione e negli studi prodotti da tali istituzioni”, in possibile violazione degli articoli 22 e 23 del Codice del Consumo.

GLI IMPEGNI ACCOLTI DALL’ANTITRUST

In sostanza nel corso del procedimento, nel quale la società Yuca è stata rappresentata dallo studio Zoppini, è stato chiarito che l’app è solo in parte basata sul Nutri-Score, perché utilizza una propria metodologia di attribuzione dei punteggi in grado di produrre risultati significativamente differenti, tenuto conto anche, tra gli altri criteri adoperati, di quello relativo agli additivi. Il procedimento è stato definito dall’Agcm con l’approvazione degli impegni proposti dalla società francese, i quali sono stati giudicati idonei ad assicurare un uso corretto e non fuorviante dei giudizi della app e a comprendere il meccanismo in base al quale sono presentate e ordinate le alternative.

Andando a leggere gli impegni proposti dalla società francese si scopre dunque che verranno implementate “le informazioni contenute nelle sezioni dedicate alla valutazione dei prodotti alimentari dell’app e del sito” inserendo questa precisazione: “La metodologia di valutazione alimentare dei prodotti applicata da Yuka è indipendente. Si ispira a studi scientifici e, quanto alle caratteristiche nutrizionali, al metodo Nutri-Score, ma non è stata preventivamente approvata dalle autorità sanitarie, né si risolve in una mera applicazione del metodo Nutri- Score”.

Inoltre Yuca aggiungerà l’elenco delle relazioni e degli studi scientifici sulla cui base fonda le proprie valutazioni, corredato del link di collegamento al sito internet su cui sono pubblicati, e la descrizione delle modalità di assegnazione dei punteggi agli additivi in base al rischio stimato da Yuka.

E ancora: saranno integrate la descrizione del metodo di valutazione contenuta nell’app con un link, disponibile per ogni prodotto scansionato, cliccando il quale l’utente viene indirizzato a una pagina dedicata che fornisce il punteggio disaggregato ottenuto dai singoli prodotti: equilibrio nutrizionale, additivi, etichetta biologica.

Saranno apportate anche modifiche ai riferimenti all’Unione europea – sostituendo la dicitura Ue con il logo -, alla clausola “Metodo di valutazione”, alle modalità di selezione e ordinamento delle alternative da mostrare all’utilizzatore dell’app.

Infine, sulla pagina web dedicata alla descrizione del metodo Nutri-Score, verranno fornite informazioni essenziali sul metodo dell’etichetta a semaforo, evidenziando gli elementi che sono presi in considerazione e quelli che non lo sono, il diverso peso attribuito agli elementi “positivi” e a quelli “negativi”, le specificità con cui sono trattati determinati prodotti.

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