Economia

Welfare sociale: l’Europa promuove i voucher (l’Italia i bonus)

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Il post di Alessandra Servidori

 

La rete di Europa Social Service, Ess, offre l’opportunità di scambiarsi notizie tra i 20 Paesi che aderiscono all’iniziativa in merito all’adozione di strategie per sviluppare politiche attive sui temi del welfare. Come associazione nazionale TutteperItalia ne siamo partners e partecipiamo alla conferenza europea via web condividendo le iniziative dei vari stati del network Esn (Europa Social Network) attraverso la reciproca informazione su quali strumenti si sono adottati nel recente periodo di emergenza pandemico.

Vari Paesi hanno usato i voucher sociali per i programmi di inclusione sociale ,in particolare attraverso il finanziamento di investimenti mirati e welfare sociale per favorire una ripresa socialmente inclusiva. In Italia solo recentemente e nell’ultimo CdM il Governo ha adottato misure in risposta a Covid-19 che potranno avere un impatto sociale ed economico significativo ma legato ai bonus e non ai voucher. La ricerca compiuta dall’Associazione TutteperItalia con apposito questionario della rete ha evidenziato che alcune Regioni e comuni hanno già adottato provvedimenti in attesa del ristorno nazionale dei decreti licenziati dal Governo.

Mentre le società si avviano verso la ripresa, ora più che mai, si pone la sfida di rilanciare l’economia in uno scenario socialmente inclusivo, che non lasci nessuno indietro. In quest’ottica, è essenziale sostenere i cittadini nelle loro spese essenziali, che possono, tra l’altro, determinare una ripresa solida e sostenibile anche nel settore della ristorazione e dell’ospitalità, in quello alberghiero e turistico, dell’agricoltura o dei trasporti. Le autorità pubbliche possono avvalersi dei voucher sociali per fornire sostegno ai propri cittadini in alternativa ai contributi in natura o alle sovvenzioni in denaro, grazie anche a soluzioni digitali più sicure, di maggiore impatto e più facili da utilizzare. Tale sistema è in grado di prevenire qualunque uso improprio, di garantire che i fondi siano destinati a ciò per cui sono stati concepiti e di dare ai beneficiari la libertà di scegliere il prodotto o il servizio più adatto alle proprie esigenze, evitando così la discriminazione. Poiché i beni e i servizi sono accessibili all’interno di una rete dedicata, ciò offre alle imprese locali, soprattutto alle realtà più piccole, maggiori opportunità economiche.

In tal modo, le autorità pubbliche possono conciliare il sostegno sociale (aumentando l’accessibilità dei beni e dei servizi per le persone in difficoltà) con misure economiche mirate, finalizzate a promuovere l’economia locale e, in particolare, i settori più colpiti dalla crisi da Covid-19. I voucher sociali sono ormai passati dalla carta alle carte prepagate e ad altre soluzioni elettroniche come le applicazioni per cellulari o i codici QR, il che li rende uno strumento rapido, facilmente adattabile e utilizzabile, soprattutto in situazioni di emergenza.

Alcuni esempi di misure adottate per contrastare gli effetti dell’emergenza sanitaria causata dalla pandemia di Covid-19 attraverso l’uso dei voucher sociali sono già sperimentati nella loro efficacia. Buoni pasto per le famiglie a basso reddito nel Regno Unito: Nel contesto del lock-down, il governo britannico ha sostituito i pasti scolastici gratuiti non disponibili per i bambini delle famiglie a basso reddito con una soluzione basata su voucher. In una settimana, un milione di bambini hanno ricevuto un assegno settimanale di 15 sterline attraverso un voucher con codice QR per l’acquisto di cibo nei negozi di alimentari. Buoni pasto per i cittadini più bisognosi in Italia: Il Servizio della Protezione Civile ha fornito ai comuni 400 milioni di euro da spendere per la distribuzione di derrate alimentari durante l’emergenza Covid-19. Centinaia di comuni hanno adottato i buoni pasto per garantire l’assegnazione di cibo. Voucher per l’assistenza all’infanzia per i lavoratori che forniscono servizi essenziali in Italia: anche le autorità locali italiane si sono avvalse di voucher per la prestazione di servizi di assistenza all’infanzia per i bambini con genitori che lavorano al Ministero degli Interni, che sono impiegati nei settori economici essenziali o professionisti della sanità.  Buoni baby sitter e centri estivi sono stati adottati per le famiglie che hanno figli in età scolare per sostenere le spese di accudimento per il periodo di chiusura delle scuole.Buoni vacanze per le famiglie a basso reddito in Francia: due delle più grandi regioni del Paese hanno deciso di finanziare i buoni vacanze per le famiglie a basso reddito come strumento per rilanciare l’industria turistica locale, fornendo al tempo stesso un sussidio assistenziale alle famiglie che hanno difficoltà a finanziare le proprie vacanze. Ad esempio, la regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra erogherà buoni vacanze per un importo di 10 milioni di euro. La regione del Grande Est fornirà 10.000 voucher alle famiglie per un totale di 5 milioni di euro.L’Italia ha predisposto un buono di 500 euro di rimborso per le ferie in convenzione con alberghi per famiglie a basso reddito.

Recentemente la Commissione Ue ha predisposto l’ utilizzo dei voucher per l’attuazione del Fondo di aiuti europei agli indigenti (Fead): le modifiche apportate al regolamento Fead consentono l’acquisto di dispositivi di protezione per coloro che erogano i servizi di assistenza. Inoltre, è possibile garantire l’accesso a generi alimentari e assistenza materiale di base mediante i voucher, riducendo il rischio di contagio. Introdotti nel contesto dell’attuale crisi, i voucher elettronici rimarranno molto probabilmente uno strumento di implementazione, poiché già nel 2018 la Commissione ha proposto la loro introduzione permanente per il nuovo periodo di programmazione Fead a partire dal 2021.

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