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Ecco le vere vendite dei quotidiani. Tutti i numeri del tracollo

Che cosa emerge dalla rielaborazione de Il Post dei dati sulla diffusione dei quotidiani se si tengono conto solo delle copie davvero pagate. Fatti, nomi, numeri e confronti. Estratto dalla newsletter Charlie

 

Sono stati pubblicati i dati ADS di diffusione dei quotidiani nel mese di aprile 2023. Ricordiamo che la “diffusione” è un dato (fornito dalle testate e verificato a campione da ADS) che aggrega le copie dei giornali che raggiungono i lettori in modi molto diversi, grossomodo divisibili in queste categorie:

– copie pagate, o scontate, o gratuite;
– copie in abbonamento, o in vendita singola;
– copie cartacee, o digitali;
– copie acquistate da singoli lettori, o da “terzi” (aziende, istituzioni, organizzazioni) in quantità maggiori.

Il totale di queste copie dà una cifra complessiva di valore un po’ grossolano, che è quella usata nei pratici e chiari schemi di sintesi che pubblica il giornale specializzato Prima Comunicazione, e che trovate qui. Ad aprile gli andamenti rispetto al mese precedente sono stati tutti negativi – con l’eccezione di un dato invariato per il Fatto e di una piccola crescita ancora per Libero – con perdite tra l’1 e il 2%, e un po’ di più per il Sole 24 Ore e Avvenire.

Se guardiamo i già più indicativi confronti con l’anno precedente, trascurando gli sportivi che hanno sempre alti e bassi, le perdite maggiori del 10% le hanno la Stampa, il Giornale e la Verità: gli altri perdono soprattutto tra il 5 e il 7%, e ad andare meglio sono invece il Fatto e Repubblica (di entrambi però segnaliamo da quattro mesi l’aggiunta – rispetto a un anno fa – di quote rilevantissime di abbonamenti digitali a prezzo scontatissimo o gratis).

Se invece, come facciamo ogni mese, consideriamo un altro dato che è più significativo e più paragonabile rispetto alla generica “diffusione” che abbiamo descritto qui sopra in cui entra un po’ di tutto, i risultati sono diversi: li si ottengono sottraendo da questi numeri quelli delle copie distribuite gratuitamente oppure a un prezzo scontato oltre il 70% e quelle acquistate da “terzi” (aziende, istituzioni, alberghi, eccetera), per avere così un risultato meno “dopato” e più indicativo della scelta attiva dei singoli lettori di acquistare e di pagare il giornale, cartaceo o digitale (ma questi dati comprendono sempre le copie acquistate insieme ai quotidiani locali con cui alcune testate nazionali fanno accordi, e che ADS non indica come distinte).

LA CLASSIFICA DEI QUOTIDIANI PER VENDITE

Si ottengono quindi questi numeri (tra parentesi la differenza rispetto a un anno fa):

Corriere della Sera 177.539 (-4%)
Repubblica 100.595 (-14%)
Stampa 73.919 (-12%)
Sole 24 Ore 58.245 (-5%)
Resto del Carlino 56.876 (-12%)
Messaggero 49.110 (-5%)
Fatto 40.789 (-8%)
Nazione 37.860 (-10%)
Gazzettino 35.200 (-6%)
Dolomiten 28.956 (-8%)
Giornale 27.711 (-11%)
Messaggero Veneto 26.958 (-6%)
Verità 25.614 (-17%)
Altri giornali nazionali:
Libero 21.630 (+12%)
Avvenire 15.553 (-9%)
Manifesto 11.572 (-12%)
ItaliaOggi 8.419 (-11%)
(il Foglio e Domani non sono certificati da ADS).

Rispetto al calo grossomodo medio del 10% anno su anno delle copie effettivamente “vendute”, cartacee e digitali (queste ultime in abbonamento), a cui siamo abituati, questo mese sono andati di nuovo un po’ meglio il Corriere della Sera e il Sole 24 Ore, ma anche il Messaggero. Repubblica torna a perdere assai di più e peggio ancora va la Verità, che nella prima metà del 2022 aveva avuto la sua grande crescita e ora mostra quindi il dato peggiore, a beneficio ancora di Libero che si sta riprendendo dei lettori che aveva perso a favore della Verità durante le proprie campagne contro i novax.

Tra gli altri quotidiani locali le perdite maggiori sono quelle della Gazzetta di Parma (-13%), del Giornale di Brescia (-13%), della Nuova Sardegna (-13%), del Tempo di Roma (-14%) e del Tirreno (-11%), ma quasi tutti sono intorno al -8%/-10%.

(Avvenire, Manifesto, Libero e ItaliaOggi sono tra i quotidiani che ricevono contributi pubblici diretti, che costituiscono naturalmente un vantaggio rispetto alle altre testate concorrenti).

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