Economia

Vaccini, che cosa prevede l’emendamento della discordia che crea malumori anche tra i 5 Stelle

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Come nel gioco dell’oca, anche con i vaccini si riparte dal via. Proprio ora che i dati sulle coperture vaccinali erano tornati positivi (leggi anche: In Rete una piattaforma per sfatare falsi miti), un emendamento passato sotto traccia rischia di fare ingranare al sistema che tutela la salute pubblica una retromarcia, sparigliando la stessa maggioranza.

COSA DICE L’EMENDAMENTO CHE ABOLISCE L’ESAVALENTE

È l’emendamento n. 7.0.1 al ddl vaccini  770 all’esame del Senato che prevede al nuovo articolo 7-bis: “A decorrere dall’entrata in vigore della presente legge, per i servizi educativi per l’infanzia, le scuole dell’infanzia e per tutti i gradi di istruzione, ivi incluse le scuole private non paritarie, nonché per i centri di formazione professionale regionale, la presentazione della documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni non costituisce requisito di accesso al servizio, alla scuola, al centro ovvero agli esami. Altresì, la mancata presentazione della documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni non determina la decadenza dall’iscrizione né impedisce la partecipazione agli esami”.

L’UNICA DEROGA SOLO IN CASO DI NUOVE EPIDEMIE

La sola deroga prevista dall’emendamento riguarda il rischio di nuove epidemie, ma l’iter individuato dal legislatore non sembra dei più rapidi: la richiesta di una vaccinazione straordinaria dovrebbe infatti essere avviata con un decreto del Presidente della Repubblica su delibera del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministero della Salute, sentite Regioni, Province e Istituto Superiore di Sanità.

VITTORIA DEI NO VAX?

Insomma, addio all’esavalente, resta solo il rimedio contro il morbillo, proprio come richiesto dai No Vax. I primi firmatari dell’emendamento 7.0.1 al ddl vaccini sono il presidente della XII Commissione, il grillino Pierpaolo Sileri, e la vicepresidente leghista Maria Cristina Cantù. All’apparenza, dunque, il testo è frutto di un sodalizio gialloverde. Del resto, anche se i vaccini sono da sempre un vecchio cavallo di battaglia pentastellati, tutti ricordano la recente esternazione del leader leghista, Matteo Salvini, che lo scorso 5 marzo aveva invitato il ministro della Salute, Giulia Grillo, a intervenire per evitare traumi ai bambini lasciati a casa dalla legge in quanto non in regola con le vaccinazioni prescritte dalla legge Lorenzin.

COSA DICE IL REPORT DI GIMBE SUI VACCINI

Quella stessa legge era stata recentemente promossa dal report indipendente di Fondazione Gimbe “Vaccinazioni in età pediatrica: impatto dell’obbligo sulle coperture vaccinali in Italia”. Nello studio veniva infatti sottolineato che: “l’entrata in vigore del DL 73/2017 si associa ad un incremento delle CV sia per i 10 vaccini obbligatori (esavalente, trivalente, varicella), sia per alcuni di quelli consigliati (in particolare anti-meningococco B e C e in misura inferiore anti-pneumococco)”.

LE RACCOMANDAZIONI DELLA FONDAZIONE ALLA POLITICA

Non solo, perché la Fondazione raccomandava al mondo politico di intervenire nuovamente sulla “rimodulazione dell’obbligo vaccinale solo in presenza di consistenti evidenze che dimostrino l’inefficacia del DL 73/2017 nell’aumentare le CV, oppure quando tutte le Regioni raggiungeranno e manterranno stabili nel tempo target ottimali di copertura vaccinale. Considerato che i risultati del presente report vanno in direzione completamente opposta, per la tutela della salute pubblica la Fondazione GIMBE ritiene al momento ritiene al momento inopportuno discutere della rimodulazione dell’obbligo vaccinale”.

SPACCATURE IN CASA GIALLOVERDE?

Ma l’emendamento sui vaccini approntato in fretta e furia in vista delle Europee rischia di fare arrivare all’appuntamento elettorale i due partiti divisi persino al loro interno. Soprattutto – a sorpresa – i 5 Stelle: “Non sarò mai complice per una morte che potrebbe essere evitata grazie all’utilizzo dei vaccini! Mentre ancora oggi un neonato è morto di pertosse, un ennesimo tentativo di stravolgimento del Disegno di Legge sui vaccini all’esame in Senato, provoca disorientamento e indignazione”, ha scritto su Facebook Giorgio Trizzino, membro pentastellato della commissione Sanità del Senato. “Mi spiace – ha aggiunto – constatare che da parte di autorevoli voci di parlamentari amici e medici, vengano assunte posizioni così in contrasto con indiscutibili indicazioni scientifiche alle quali è solo doveroso attenersi, senza possibili spazi di dissenso. Assurde posizioni ideologiche potrebbero causare morti evitabili e questo la nostra coscienza non può permetterlo”.

FATTORI: “IO NON SARO’ COMPLICE”

Con Trizzino anche la compagna di partito, Elena Fattori: “IO NON SARO’ COMPLICE”, ha scandito a caratteri cubitali su Facebook. “Mi unisco all’appello del collega Giorgio Trizzino affinché questo emendamento venga ritirato. L’OMS ha incluso l’esitazione vaccinale tra i pericoli per la salute mondiale del 2019 e nel nostro Paese si piangono ancora morti per malattie che non dovrebbero essere più in circolazione. Per questo occorre dare messaggi univoci e chiari e fondati sulle regioni della medicina e della scienza. La salute dei bimbi e soprattutto dei più piccini e dei più deboli non può essere sacrificata a logiche di equilibri politici e ad ambizioni elettorali”.

Se sull’emendamento il ministro della Salute, la pentastellata Grillo finora tace, in casa Lega ha ottenuto il placet di Bussetti, titolare del dicastero dell’Istruzione. Per questo potrebbe sembrare che la parte verde dell’esecutivo non stia solo sottraendo all’alleato un tema “storico”, ma lo stia persino utilizzando per creare tra i 5 Stelle profonde spaccature, proprio in vista delle elezioni.

LORENZIN: “DECISIONE FRUTTO DI PROPAGANDA”

Proprio a Bussetti si è rivolto, sempre via Facebook, l’ex ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che quell’obbligo mai così a rischio lo aveva voluto e firmato in prima persona: “Caro Marco Bussetti, il diritto costituzionalmente garantito alla #salute prevale su quello all’#educazione. I ragazzi hanno il diritto di studiare in un luogo che non metta in pericolo la propria salute a causa dell’irresponsabilità di pochi. La vaccinazione non è una responsabilità individuale, ma sociale. È compito dello #Stato garantire la sicurezza della #scuola e della #Nazione. L’obbligatorietà non è il fine, ma un mezzo per raggiungere e consolidare l’immunità di gregge. Troppo presto per togliere obbligo, non abbiamo recuperato le corti perse né ancora abbiamo consolidato l’alfabetizzazione scientifica necessaria per poter sperare che gli obbiettivi straordinari raggiunti in poco più di un anno, si ripetano nei prossimi senza l’appuntamento con la scuola, né abbiamo messo in campo una lotta efficace contro le #fakenews che mi dispiace dirlo non sono estranee neanche a membri del #governodelcambiamento. Prendiamo decisioni in base all’evidenza scientifica e non alla ricerca di consenso elettorale”.

BURIONI ANCORA UNA VOLTA SULLE BARRICATE

Ancora una volta sulle barricate il virologo Roberto Burioni, tra i volti più noti di quello che potrebbe essere il “fronte pro vaccini” o, più semplicemente, il fronte della medicina e della scienza. Su Twitter difatti prima ha scritto: “In Nigeria la poliomielite, che sembrava sconfitta, è riapparsa dopo quattro anni e potrebbe diffondersi anche in Europa. L’unica via d’uscita è il vaccino, presente nell’esavalente”. Quindi, amaramente, ha commentato: “Da oggi in poi non commenterò più le giravolte politiche sui vaccini, perché cambiare idea due volte al mese va bene, tre volte al giorno no. PS: informo che il vaccino contro il solo morbillo non esiste, non esisterà mai e se un dì esistesse se lo inietterebbero solo i pazzi”.

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