Non più solo sandali (ormai disponibili anche per andare all’altare), Birkenstock accelera la trasformazione in marchio “all season”, spinta dalla domanda di clogs, stivali e modelli foderati nel periodo natalizio, e conferma una crescita a doppia cifra dei ricavi per l’intero esercizio, mentre i dazi incidono sui margini e il rating migliora.
In Borsa, tuttavia, il titolo resta sotto il prezzo di collocamento del 2023 e segna un calo significativo nell’ultimo anno.
I CLOGS CONTINUANO A ESSERE IL TREND DEL MOMENTO
Nel primo trimestre chiuso al 31 dicembre, il gruppo tedesco ha registrato ricavi per 401,9 milioni di euro, in aumento del 18% a cambi costanti, confermando i dati preliminari diffusi il mese precedente. Il risultato si colloca al di sopra delle attese degli analisti, che stimavano 402,1 milioni di euro, e rafforza la guidance per l’esercizio in corso, che prevede una crescita dei ricavi compresa tra il 13% e il 15%, superiore al consensus di circa l’11,6%.
A sostenere la performance è stata in particolare l’espansione dell’offerta a punta chiusa, che oggi rappresenta circa il 38% del giro d’affari complessivo. La domanda nel periodo natalizio è stata particolarmente sostenuta, con un contributo significativo di clogs, stivali e modelli di fascia alta foderati in shearling.
Inoltre, le scarpe tedesche piacciono proprio a tutti, infatti, come osserva Bloomberg, la crescita è risultata diffusa su base geografica: le vendite a cambi costanti sono aumentate del 14% nelle Americhe, del 17% nell’area EMEA e del 37% in Asia-Pacifico. Nel dettaglio trimestrale, i ricavi sono saliti del 5% nelle Americhe e del 28% in Asia-Pacifico. La divisione business-to-business ha segnato un incremento del 24%, mentre il canale direct-to-consumer è cresciuto del 12%.
IL PESO DEL CAMBIO E DEI DAZI
Il margine lordo rettificato, prosegue la testata economica, si è attestato al 57,4%, in calo rispetto al 60,3% dell’anno precedente, penalizzato dall’indebolimento del dollaro e da un impatto di 130 punti base legato ai dazi statunitensi. L’Ebitda rettificato trimestrale è stato pari a 106 milioni di euro, in lieve aumento su base annua e in linea con le attese.
La società, scrive Reuters, ha confermato una previsione di utile per azione compresa tra 1,90 e 2,05 euro per l’intero esercizio, con un valore medio leggermente inferiore alla stima degli analisti pari a 2,02 euro. Nel primo trimestre l’utile per azione è stato di 0,27 euro, rispetto a una previsione di 0,26 euro.
Sul fronte commerciale, Birkenstock continua a puntare su una strategia di prezzo pieno e su sconti limitati, con modelli come i Boston Rivets venduti fino a 220 euro. “Il nostro modello di business unico è progettato per essere resiliente”, ha dichiarato l’amministratore delegato Oliver Reichert.
Secondo Simeon Siegel, analista di Guggenheim Securities, “i dazi restano un elemento di pressione per la maggior parte delle aziende, e Birkenstock non fa eccezione. Tuttavia, a livello strutturale, la loro capacità di aumentare i prezzi con attenzione e l’ulteriore potenziamento dei nuovi impianti dovrebbero offrire un margine di protezione”.
SEMPRE PIÙ NEGOZI E INVESTIMENTI
Visto il successo, le aperture di Birkenstock non si fermano mai. Nel 2025 il gruppo ha aperto 30 nuovi negozi e prevede di inaugurarne altri 40 a livello globale nell’esercizio 2026, rafforzando la strategia di vendita diretta attraverso retail fisico e canale online. Nel trimestre sono stati investiti circa 38 milioni di euro in spese in conto capitale, di cui circa la metà destinata all’acquisizione di un nuovo sito produttivo nella Germania orientale. Il 95% delle calzature continua infatti a essere prodotto in Germania.
La società, secondo quanto riferito da Bloomberg, punta a generare 1 miliardo di euro di ricavi incrementali nei prossimi tre esercizi fiscali, sulla base di una crescita media annua fino al 15% a cambi costanti.
RATING IN MIGLIORAMENTO
S&P Global Ratings, scrive Milano Finanza, ha migliorato il giudizio su Birkenstock da BB a BB+, citando la solidità della performance operativa e il rafforzamento della struttura finanziaria. Nell’esercizio fiscale 2025, chiuso il 30 settembre, il gruppo ha registrato una crescita del fatturato del 18% a cambi costanti e un miglioramento del margine Ebitda di 190 punti base. L’outlook è stabile.
LA BORSA NON RIPAGA
Ma nonostante la crescita operativa e il miglioramento del rating, il titolo Birkenstock ha registrato perdite nell’ultimo anno, scendendo di circa il 29% e del 28% dall’inizio del 2025, rimanendo al di sotto del prezzo di collocamento del 2023 pari a 46 dollari. Il calo, spiega Bloomberg, riflette anche un contesto di maggiore incertezza per il comparto calzaturiero, influenzato dalle tensioni commerciali e dall’andamento dei consumi.



