Economia

Tutti i bluff dei 400 miliardi sbandierati dal governo

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L’Italia dispone di 400 miliardi di euro per la ripresa economica del dopo virus? No. L’intervento di Giuseppe Spadafora, vicepresidente di Unimpresa

Alla fine, il partito della decrescita felice ha vinto, l’istigatore dell’auto eutanasia loro mentore ha vinto, “in effetti si era limitato a paventare il divieto di voto dai 65 anni in su”, e chi ci ha perso è la società nel suo insieme. Tra progressisti (non si sa bene di cosa) e “decrescitori felici” si è creato quel microclima perfetto che ha dato vita ad una nuova forma di teocrazia democratica. Non saprei, potrebbe sembrare una formula antitetica, forse un ossimoro, ma il nuovo Dio è Internet e tutto passa da lì ed i sui sostenitori più prolifici ed attenti alle emozioni che questo suscita, ancorché democraticamente eletti in una Repubblica Parlamentare, utilizzano questo diabolico strumento come se si trattasse del banco assembleare di una delle Camere della Repubblica. Le leggi si fanno su internet, le discussioni passano dai social e le decisioni si prendono sulle chat, leggendo le repliche dei contatti e i like dei follower. Non esistono contraddittori, non esiste la possibilità di argomentare, tutto si stabilisce con massimo 20 parole su un post e chi ci rimane fregato, come al solito è il popolo.

Mega annunci, mega banner sui social e una campagna pubblicitaria degna della coca cola a dicembre ha convinto milioni di cittadini che l’Italia dispone di 400 miliardi di euro da destinare alla ripresa economica del dopo virus. Non è così, non ci sono neanche quattro euro a disposizione ma la comunicazione partitica dice di si. Si tratta di una semplicissima partita di giro. L’apparato della pubblica amministrazione ha un costo e questo lo devono pagare le aziende e i lavoratori attraverso il sistema delle entrate tributarie. Le entrate tributarie servono per mantenere l’apparato dello Stato, della Pubblica amministrazione nella sua interezza, per pagare gli interessi sul debito pubblico e quello che rimane va utilizzato per creare nuova ricchezza. La macchina statale nel suo complesso ha bisogno solo per pagare gli stipendi di 172 miliardi di euro, ai quali vanno aggiunti circa 76 miliardi di interessi che vengono pagati sul debito pubblico ogni anno. In pratica solo queste due voci costano 248 miliardi l’anno. Lo Stato incassa dalle tasse dirette ed indirette circa 471 miliardi. Rimangono 223 miliardi che servono per gli acquisti di beni e servizi per far funzionare la macchina dello Stato e in piccolissima parte per creare sviluppo.

Parliamo della famosa “manovra finanziaria”. Sappiamo tutti a quando ammontano le manovre finanziarie. Quando va bene di qualche decina di miliardi di euro. Ma d’altra parte se incassi 471 e per campare ne devi spendere 460 è evidente che con quello che rimane ci devi campare. Ritorniamo ai 400 miliardi tanto pubblicizzati. Come abbiamo visto, in tasca sono rimasti pochi spiccioli, ma io Stato devo pagare gli stipendi a poliziotti, carabinieri, medici, infermieri, maestri, professori e così via dicendo comprese le pensioni, altrimenti questi li ritrovo in piazza domani mattina. Sfruguglio la tasca destra e niente, poi la sinistra e niente. Idea! Mi invento che do 400 miliardi al popolo, non taglio le tasse ma le posticipo, non taglio le bollette ma al massimo le posticipo, non taglio niente di niente, così anche se il popolo non produce, si prende i soldi in prestito da me attraverso le banche (casomai non ci fosse bisogno di fare guadagnare qualcosa anche a loro) e il popolo così mi può restituire sotto forma di tassazione i soldini che mi servono per campare.

Allora, caro Presidente del Consiglio, visto che fai finta di non capire cosa serve e nell’attesa ti dedichi a formare task force come se dovessimo invadere la Corea del Nord, ti suggerisco di porre questo quesito a tutte queste task force; Ma se il tessuto produttivo non produce, e Dio non voglia non dovessero prendere manco ‘n euro di quelli che gli vogliamo prestare, come li paghiamo gli stipendi dei dipendenti statali e tutto il resto? Caro Presidente, non ce ne volere, noi siamo semplici imprenditori, non siamo in grado di comprendere gli arcani poteri in capo a queste famigerate task force e onestamente a questo punto non ci frega neanche. Sembra quasi che la colpa per questo virus sia di chi lavora e produce. Per tanto, atteso che nessuno ci sta regalando niente, quello che a noi frega è che a prescindere da ciò che dicono i luminari della medicina o i mega manager del so tutto io, a maggio, tutti con mascherina e guanti si ritorni a vivere a lavorare ed a socializzare, possibilmente senza applicazioni che monitorano indiscriminatamente cosa mangio, dove vado e con chi spendo.

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