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Tutti gli scazzi fra i soci Creval sull’Opa di Crédit Agricole

Creval

Il prezzo dell’Opa che Crédit Agricole Italia ha lanciato sul Creval fa discutere i soci del Creval. Ecco tutte le divergenze, chi aderirà all’offerta e chi no, il commento degli analisti e gli scenari.  

 

La proposta di Crédit Agricole Italia per il 100% del Credito Valtellinese fa discutere i vertici e gli azionisti della banca italiana: il Cda del Creval la definisce “inattesa e non concordata”, il fondo Petrus Advisers “inadeguata” e “opportunistica”, mentre Algebris ha già dichiarato che aderirà all’Opa. Ci sono pareri diversi anche tra gli analisti. Per Banca Akros l’offerta di 10,5 euro per azione della divisione italiana del gruppo francese non riflette pienamente il valore di Creval che deriva dall’operazione e quindi al 50% ci potrebbe essere una contro-proposta. Sulla stessa linea di pensiero Mediobanca Securities, secondo la quale il prezzo dell’Opa riconosce agli azionisti del Credito Valtellinese solo il 30% del valore che si sprigiona con l’M&A. Per Equita Sim, invece, l’offerta è interessante. Crédit Agricole Italia, dal canto suo, ritiene di avere già riconosciuto un extra-premio agli azionisti dell’Istituto di credito italiano, considerando l’offerta completamente cash.

L’OPA DI CRÉDIT AGRICOLE ITALIA SU CREVAL

Lunedì 23 novembre Crédit Agricole Italia, società controllata per il 75,6% da Crédit Agricole, ha lanciato un’Offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria con corrispettivo in denaro pari a 10,5 euro per ogni azione del Credito Valtellinese. Il prezzo equivale a un investimento totale di 737 milioni di euro. In ogni caso, per conoscere tutti i particolari dell’offerta si dovrà attendere almeno fino a venerdì 11 dicembre, termine entro il quale Crédit Agricole Italia deve depositare in Consob il documento relativo all’Opa.

IL COMMENTO DEL CDA DI CREVAL ALL’OPA

In un comunicato stampa diffuso da Creval il 25 novembre si legge che il Consiglio di amministrazione della banca si è riunito per esaminare l’Offerta Pubblica di Acquisto volontaria sulla totalità delle azioni del Credito Valtellinese che viene definita “inattesa e non concordata”. Il Cda, come di consueto, ha dato mandato all’amministratore delegato dell’Istituto di credito italiano, Luigi Lovaglio, di nominare gli Advisor finanziari e legali per la valutazione dell’offerta.

GLI ADVISOR

Credito Valtellinese ha nominato BofA Securities, Mediobanca – Banca di Credito Finanziario e Intermonte Sim quali Advisor finanziari e lo Studio legale Cappelli Rccd quale Advisor legale che assisteranno il Consiglio di amministrazione del Creval nello svolgimento delle attività di valutazione delle informazioni finora rese pubbliche e del Documento di offerta una volta disponibile.

L’AZIONARIATO DEL CREVAL

Creval è partecipata dal Crédit Agricole per il 9,847%, dal fondo Altera Absolute Investments con il 7,07%, dal francese Denis Dumont con il 5,784%, da Algebris con il 5,38% e da Hosking Partners con il 4,596%. Non si conosce invece la quota detenuta dal fondo Petrus Advisers. La società di investimento con sede a Londra probabilmente detiene una partecipazione inferiore al 3%, nuova soglia oltre la quale scatterebbe l’obbligo di comunicazione alla Consob e al mercato.

ALGEBRIS ADERIRA’ ALL’OPA

Il fondo Algebris, che fa capo a Davide Serra, ha già inviato una lettera di intenti a Crédit Agricole dichiarandosi pronto ad aderire all’Opa con la propria quota. “Per noi quella dell’Agricole è una buona offerta che rende l’operazione “win win”: al Creval si dà una stabilità di medio lungo periodo, l’Agricole trova un ottimo partner. Un’ipotetica fusione con Banca Popolare di Sondrio, per dire, non sarebbe stata analogamente efficace per il Creval perché avrebbe concentrato i problemi e creato sovrapposizioni. Noi non l’avremmo supportata”, ha detto nei giorni scorsi Serra nel corso di un’intervista: “Noi abbiamo detto che aderiamo all’Opa e riceveremo, una volta che  l’offerta sarà autorizzata ed efficace, quanto previsto. Dicendo che  aderiamo vogliamo facilitare l’operazione perché ci crediamo: l’Agricole è l’Intesa Sanpaolo francese, è storicamente radicata nel territorio, ha  azionisti di lungo periodo e un modello di business diversificato e  sostenibile. Creval, che era una banca popolare e fortunatamente si è  trasformata in Spa, entrerebbe in un gruppo solido e profittevole”.

PER PETRUS INVECE L’OFFERTA NON E’ ADEGUATA

Petrus Advisers, il fondo costituito nel 2009 dal viennese Klaus Umek, ex banchiere di investimento di Goldman Sachs, ha invece inviato una lettera al Cda esprimendo preoccupazione per l’offerta di Crédit Agricole Italia definendola “inadeguata”, “opportunistica” e che “sottovaluta” l’istituto di credito. L’Opa riconosce agli azionisti del Creval un premio del 21,4% rispetto ai prezzi di chiusura del titolo di venerdì 20 novembre: per la società di investimento con sede a Londra questo livello è molto inferiore al premio medio del 25%-35% circa delle operazioni di M&A comparabili in Italia. Inoltre, secondo le stime di Petrus il valore equo del Creval su base autonoma è superiore a 14 euro per azione. Il fondo ha quindi comunicato che non offrirà le proprie azioni nell’ambito dell’Opa all’attuale prezzo.

PETRUS RICONOSCE VALORE M&A, IL PROBLEMA E’ ‘SOLO’ IL PREZZO

Petrus Advisers pensa che Creval da sola abbia un futuro brillante, considerando che è sulla buona strada per il raggiungimento degli obiettivi del piano al 2023, ma allo stesso tempo non è contrario all’M&A. Il fondo ritiene anzi che un’aggregazione tra Creval e un partner strategico potrebbe sbloccare un sostanziale valore. Tuttavia, per il gruppo con sede a Londra qualsiasi partnership dovrebbe essere perseguita solo a condizioni eque e ragionevoli e quando massimizza il valore per tutti gli azionisti.

L’OBIETTIVO DI PETRUS

Il fondo Petrus Advisers, che gestisce un patrimonio di circa 700 milioni di euro, mira a ottenere un rialzo dell’offerta francese. Il gruppo con sede a Londra, scrive Milano Finanza, già in passato si è proposto come rappresentante degli interessi di piccoli azionisti e soci di minoranza in operazioni straordinarie. A partire dal 2017, per esempio, Petrus ha costituito una partecipazione dell’8% in Comdirect, banca online controllata da Commerzbank che l’istituto tedesco intendeva acquisire al 100% offrendo 11,4 euro per azione, proposta giudicata troppo bassa dal fondo. Dopo due anni e mezzo di battaglia, a febbraio 2020 Commerzbank è riuscita a delistare Comdirect, pagando però 15,15 euro per azione.

LA DIFESA DI CRÉDIT AGRICOLE ITALIA

Crédit Agricole Italia, dal canto suo, ritiene di avere già offerto un extra-premio agli azionisti del Creval considerando che l’Opa è basata su un’offerta completamente cash.

IL TITOLO CREVAL IN BORSA

Il titolo Creval in Borsa, ha chiuso la seduta di venerdì 27 novembre con un -1,47% a 11,33 euro, mantenendosi quindi sopra il corrispettivo in denaro offerto da Crédit Agricole Italia di 10,5 euro. Un chiaro segnale che il mercato continua ad attendersi un miglioramento della proposta fatta dalla banca italo-francese.

PER AKROS OPA NON RIFLETTE VALORE CREVAL, RILANCIO AL 50%

Per Banca Akros il prezzo di 10,5 euro per azione offerto da Crédit Agricole Italia “non riflette pienamente il valore di Creval che deriva dall’operazione”. Gli analisti stimano infatti una creazione di valore di circa 560 milioni di euro (o di 8 euro per azione) grazie all’estrazione di sinergie nello scenario M&A. Sulla base di questo ragionamento gli esperti attribuiscono una probabilità del 50% a una contro-offerta sul Credito Valtellinese e per questo motivo decidono di alzare il prezzo obiettivo di Creval a 12,4 euro da 10,5 euro, confermando la raccomandazione accumulate.

PER MEDIOBANCA OPA RICONOSCE AD AZIONISTI CREVAL 30% DEL VALORE

Anche Mediobanca Securities (rating outperform, prezzo obiettivo 13 euro su Creval) la pensa come Banca Akros. Per gli analisti, infatti, l’offerta di Crédit Agricole Italia riconosce agli azionisti del Creval solo il 30% del valore dell’M&A. Il valore complessivo che Creval potrebbe creare per Crédit Agricole Italia con una fusione secondo le stime degli esperti ammonta a 1,4 miliardi di euro, o 20,3 euro per azione. Questa valutazione è basata su: un utile netto 2022 di 30 milioni di euro (3 euro per azione), 150 milioni di euro di sinergie al netto di 0,2 miliardi di euro di costi di integrazione (7,2 euro per azione) , 400 milioni di euro di capitale in eccesso nel 2022 (5,8 euro per azione), 400 milioni di euro di beneficio dalla conversione delle Dta (5,2 euro per azione), 1,2 miliardi di euro di vendita di Npe per portare il combined ratio Npe al 5% (-0,9 euro per azione). La valutazione di Creval su base standalone per Mediobanca Securities è di 6,4 euro, elemento che lascia un valore di 13,9 euro per l’M&A. Così, con un’offerta di 10,5 euro cash per azione Crédit Agricole Italia sta allocando solo il 30% del valore che si sprigiona con l’M&A agli azionisti del Credito Valtellinese.  Gli analisti ritengono possibile un rialzo dell’offerta, magari dopo la possibile approvazione nella prossima legge di Bilancio della norma relativa alla conversione delle Dta (Deferred Tax Assets) in crediti di imposta in caso di M&A, elemento che potrebbe valere 400 milioni di euro, ovvero 5,2 euro per azione.

OFFERTA IN PARTE BASSA RANGE KEPLER CHEUVREUX

Kepler Cheuvreux (raccomandazione hold su Creval) ha riferito che il prezzo dell’Opa di 10,5 euro per azione si trova nella parte bassa del proprio range di 10-13 euro, valore stimato dagli analisti per l’acquisizione della banca.

SECONDO EQUITA SIM INVECE L’OFFERTA E’ INTERESSANTE

Equita Sim (rating hold, target price 10,5 euro sul Credito Valtellinese) al contrario degli altri esperti ha invece definito il prezzo di Opa “attraente” per gli azionisti del Creval. Crédit Agricole ha scelto come consulenti Equita e JPMorgan.

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