Economia

Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm e non solo. Ecco le ultime bizzarrie della Bce su Npl e Addendum

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L’articolo di Francesco Ninfole, giornalista di Mf/Milano Finanza

La Bce ha introdotto l’addendum sui crediti deteriorati, una normativa che può avere rilevanti effetti sull’economia, senza condurre analisi di impatto quantitative su banche e prestiti.

LE PAROLE DI NOUY

«L’analisi di impatto è inutile, se non del tutto infattibile», ha detto ieri Danièle Nouy, presidente della Vigilanza Bce, in audizione alla commissione economica del Parlamento Ue presieduta da Roberto Gualtieri. Nouy ha detto che una valutazione sugli effetti sarebbe stata possibile solo sugli stock di non-performing loans, non toccati però dall’addendum (che ha chiesto la svalutazione dei nuovi npl in due anni se non garantiti, in sette anni se garantiti).

IL MESSAGGIO BCE

La Bce ha così lanciato un messaggio implicito: le strette sulle banche sono varate a priori, senza esaminare gli effetti sulla crescita. Un problema di vecchia data, che con l’addendum ha visto aprirsi un nuovo capitolo. La convinzione di Nouy è che «qualcosa andava fatto». Indipendentemente dalle conseguenze.

LE ANOMALIE

Banche e imprese in Europa hanno più volte evidenziato gli effetti delle nuove regole sui prestiti, in particolare quelli non garantiti e verso le pmi. Invece Francoforte ha ritenuto «inutile» una valutazione quantitativa, andando peraltro contro una prassi rispettata da ogni autorità di vigilanza del mondo, anche per normative di secondaria importanza. A maggior ragione, è sorprendente l’assenza di una valutazione scientifica di una disciplina di tale rilievo. Il sospetto è che l’autorità di vigilanza abbia seguito una linea gradita ai Paesi nordeuropei, senza badare ai danni negli altri.

LE RISPOSTE DI NOUY

Rispondendo alle domande di Gualtieri e degli eurodeputati Marco Valli, Marco Zanni e Luigi Morgano, Nouy ha sottolineato che non c’è stata finora riduzione del credito: l’addendum però, come ha poi osservato Gualtieri, non è ancora entrato in vigore (partirà ad aprile). Inoltre, sempre in tema di valutazioni di impatto, Nouy ha detto che «alcuni membri del supervisory board, non senza conflitti di interesse, hanno prodotto una certa quantità di analisi. Altre persone le hanno giudicate non corrette e ne hanno prodotte altre». Parole inusuali (soprattutto per chi è al vertice di un’istituzione) e di difficile interpretazione.

LE OSCURITÀ

Non è chiaro a chi e a cosa Nouy si riferisse: il risultato è stato quello di aggiungere confusione. L’unica certezza è che alla fine nulla è stato pubblicato. Nei giorni scorsi, in risposta a una domanda di MF-Milano Finanza, il capo della task force Bce sugli npl, Sharon Donnery, ha detto che l’impatto dell’addendum è considerato «modesto» e che Francoforte ha deciso di non pubblicare analisi di impatto perché realizzate sulla base di scenari macroeconomici ipotetici. L’opinione di Donnery, non supportata da numeri, va così accettata sulla fiducia. Le analisi d’impatto peraltro sono sempre basate su stime: sul calendar provisioning ne sono state fatte da operatori di mercato come Equita e anche dall’Eba riguardo alle proposte della Commissione Ue. «È inconcepibile come un cambiamento così invasivo sulla gestione del credito possa essere adottato senza valutare prima le eventuali ripercussioni negative sui prestiti e sull’economia», ha commentato Valli.
A tutto ciò si aggiunge il disallineamento delle norme della Vigilanza rispetto a quelle che saranno definite dai legislatori Ue, un punto evidenziato anche dal presidente Abi Antonio Patuelli (si veda Milano Finanza del 24 marzo). «Non è il momento di fare paragoni, se l’addendum sarà ridondante rispetto alle norme europee di primo pilastro sarà una bella notizia, vorrà dire che possiamo voltare pagina e fare altro. Sono un po’ scettica ma sarò la prima a festeggiare se sarà così», ha detto Nouy.

IL COMMENTO DI GUALTIERI

Secondo Gualtieri, la Vigilanza ha così riconosciuto che «una volta che la proposta legislativa della Commissione Ue sarà approvata, l’addendum della Bce andrà considerato ridondante». La materia in ogni caso non riguarderà più Nouy, il cui mandato scade a fine anno.

(articolo di Mf/Milano Finanza)

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