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Ecco le prossime mosse di Banco Bpm su Npl e Gacs

Banco Bpm

Ecco i progetti in cantiere di Banco Bpm su Gacs e non solo. L’articolo di Luca Gualtieri

 

Subito dopo aver accolto l’offerta di Elliott e Credito Fondiario, Banco Bpm dovrà correre per ottenere la garanzia pubblica sulla cartolarizzazione da quasi 8 miliardi. Il gruppo guidato da Giuseppe Castagna intende infatti beneficiare della Gacs per ottenere un prezzo migliore, anche se i tempi saranno molto stretti.

I TEMPI DELLA GACS PER BANCO BPM

La finestra utile si chiuderà infatti il prossimo 6 marzo, quando scadrà la proroga di sei mesi deliberata dal Tesoro a ottobre. La tabella di marcia prevede prima la richiesta del rating alle agenzie e, in seconda battuta, la domanda della garanzia al Tesoro. Due passaggi che, in base ai precedenti processi, si stima possano richiedere un paio di mesi.

COME FUNZIONERA’ LO SCHEMA DELLA CARTOLARIZZAZIONE PER BPM

Nel dettaglio, lo schema della cartolarizzazione prevede che la banca possa sottoscrivere i titoli senior, mentre Elliott (azionista di riferimento di Fonspa) si aggiudicherebbe quelli junior e mezzanine attraverso una controllata. Per lo schema individuato nell’ambito della trattativa non è comunque indispensabile l’ottenimento della gacs.

LA FORCHETTA DI PREZZO

La forchetta di prezzo per il portafoglio prevede infatti un floor (prezzo minimo) vicino al 21% del valore nominale. Ecco perché tra vertici e advisor (Banca Akros, Deutsche Bank e Deloitte per Banco Bpm; Goldman Sachs e PwC per Fonspa) c’è una relativa tranquillità sull’esito dell’operazione, che dovrebbe comunque andare in porto per la fine del secondo trimestre del 2019.

IL RUOLO DI FONSPA

Quanto alla piattaforma (di cui Fonspa avrà il 70%, mentre Banco Bpm manterrà una quota di minoranza), è prevista una partnership con un contratto di durata decennale per il servicing dell’80% dei nuovi flussi di sofferenze generate dalla banca. A seguito del completamento delle operazioni, il npe ratio lordo della banca scenderà dal 15,9% a un pro-forma di 10,6%/11,3%, a seconda della dimensione del portafoglio finale.

I DETTAGLI DELL’OPERAZIONE

L’operazione di derisking sarà infatti accompagnata da una riorganizzazione nel credito al consumo che, oltre a razionalizzare le fabbriche prodotto frutto dell’integrazione, ha l’effetto di sterilizzare l’impatto sul Cet1 dalle vendite delle sofferenze. Per Banco Bpm insomma il deal rappresenta una decisa accelerazione al processo di derisking e in questo senso è stato letto ieri dagli analisti finanziari. Per gli esperti di Equita Sim i termini dell’operazione sono «leggermente migliori delle attese perché il multiplo a cui è venduta la piattaforma di servicing è superiore» e la banca «mantiene flessibilità nella definizione del perimetro dell’operazione».

LO SCENARIO PER BPM

Banca Imi invece ha segnalato che con la transazione l’istituto guidato da Giuseppe Castagna ha completato le cessioni previste con la Bce, portando l’Npe ratio ben sotto quello incluso nel suo piano e più in linea con i competitor. Gli analisti credono anche che il management dell’istituto sul fronte del derisking abbia fatto meglio delle loro previsioni e delle stime del mercato. Opinioni sostanzialmente condivise sul mercato, dove ieri il titolo Banco Bpm ha guadagnato il 2,8% a 2,12 euro a fronte di un indice Ftse Italia Banche in ribasso dello 0,4%.

 

(Articolo pubblicato su Mf/Milano Finanza)

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