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Ccnl Distribuzione Moderna

Tutte le novità sul contratto di lavoro nella distribuzione moderna

Firmato il Ccnl distribuzione moderna. Cosa prevede e cosa ci si aspetta da domani. Il punto di Mario Sassi, autore del Blog-Notes sul lavoro.

Come ho già scritto, la firma del Ccnl della Distribuzione moderna era fondamentale per chiudere una fase. Confcommercio insieme a Confesercenti hanno avuto il merito di individuare, con il sindacato di categoria, il riferimento economico che togliesse dal tavolo il rischio di dumping tra Ccnl. Federdistribuzione ha capito che un Ccnl “distintivo” non lo si poteva costruire quando la campanella aveva ormai segnalato che era arrivata la fine della ricreazione. Lidl, lo dico per chi finge di non volerlo capire, ha interpretato molto bene, la campanella e ha messo tutti davanti alle proprie responsabilità. La cooperazione ha fatto il suo, con la solita serietà.

Cerco di ricapitolare la situazione se mi assiste la memoria. Conad, Lidl, Sigma, Sisa, Eurospin, Crai, gruppo Arena e diverse altre aziende applicheranno il Ccnl di Confcommercio. In Conad alcuni soci applicheranno, per ragioni storiche, quello di Confesercenti. Così come Coop e altre collegate, ovviamente, quello  della cooperazione. Le altre insegne, multinazionali, nazionali, multi regionali, locali o franchising, (tolte quelle che, soprattutto al sud, applicano nei loro punti vendita  contratti locali suggeriti dai rispettivi consulenti del lavoro) applicheranno quello di Federdistribuzione.

Quest’ultima, se non spreca l’intera vigenza del nuovo Ccnl, appena firmato, per la seconda volta, ha il dovere di lanciare una sfida al sindacato di categoria che spero raccolga a sua volta, per lavorare insieme alla costruzione di  un nuovo profilo e un contenuto preciso che trasformi questo “patchwork” di testi costruiti inizialmente sul piccolo commercio di vicinato a partire dagli anni 50 del secolo scorso in un testo moderno, condiviso e utile ai lavoratori e alle imprese della Grande Distribuzione di oggi e di domani. Elemento fondamentale per ricostruire quell’unità, almeno sul piano della condivisione del perimetro del comparto e del lavoro applicato in quelle realtà.

Per fare questo occorrerebbe innanzitutto evitare  giudizi superficiali. La distintività riguarda l’intero perimetro della GDO. Preferibilmente in un unico testo condiviso da tutti i firmatari dei differenti Ccnl. Se non fosse possibile, come seconda scelta, basterebbe  ripercorrere  il percorso che ha portato, prima Confcommercio e Confesercenti, poi la Cooperazione e infine Federdistribuzione, in modalità inversa, consentendo a tutti le parti di capitalizzare e mettere a fattor comune con le Organizzazioni Sindacali di categoria le rispettive esigenze e contenuti. Sarebbe una svolta storica. Basterebbe partire dal welfare che è già in buona parte condiviso.

Sull’inquadramento c’è la volontà di cambiarlo, attualizzarlo, tutelando però i diritti acquisiti. L’evoluzione delle professionalità fortunatamente non è vista, dalle insegne più serie, come un elemento per  penalizzare i propri collaboratori. L’idea della commissione mista con una data entro la quale si dovrà produrre un output credibile, è corretta. Nel frattempo le modifiche della classificazione riguardano l’introduzione del farmacista di parafarmacia al II° livello e del farmacista responsabile al I° livello, nonché dell’addetto della vendita a distanza e dell’addetto e-commerce al IV° livello (previa permanenza al V° nei primi 18 mesi dall’assunzione). Un lavoro analogo  sulle professioni del  terziario, va sottolineato, è stato fatto anche da Confcommercio.

Così come aver messo mano, seppure  in modo non risolutivo, al cosiddetto “lavoro povero” in termini di qualità e quantità della prestazione. Un segnale di presa d’atto, da parte delle imprese, che il problema esiste e che sottovalutato, potrebbe essere un boomerang in tempi di crisi del recruiting.

Sugli altri punti: confermate le procedure di rinnovo che guideranno le scadenze prossime venture, definita la non assorbibilità degli aumenti precedenti il 1° gennaio 2022, le prerogative della commissione permanente per le pari opportunità, i congedi per donne vittime di violenza di genere, le causali di assunzione con contratto a tempo determinato, l’assistenza sanitaria integrativa, i congedi parentali e gli aumenti retributivi in linea con gli altri due Ccnl firmati in precedenza.

Infine la parte economica. Per i part-time incremento dell’indennità di clausola elastica annuale da 120,00 € a 155 € (a decorrere dal 1° gennaio 2025); innalzamento del part time minimo a 20 ore; l’assistenza sanitaria dal 1° aprile 2025 incremento di 3,00 €/mese a carico del datore di lavoro del contributo di iscrizione a Fondo EST; 40,00 € di incremento complessivo a carico del datore di lavoro al gennaio 2026 del contributo obbligatorio annuo a Cassa Quas per ciascun Quadro. Infine una UT che al IV livello è di 175 euro al  1/7/2024 e altrettanto il 1/7/2025. Al 3° livello è 202,34+202,34, al 2° luvello è 236,73+236,73, al 1° livello 273,67+273,67  e, infine ai Quadri, 303,81+303,81.

L’intesa prevede le progressioni retributive di cui beneficeranno le lavoratrici ed i lavoratori a cui il contratto verrà applicato durante l’arco di vigenza dello stesso.Il nuovo contratto avrà decorrenza sino al 31 marzo 2027. Resta aperto l’impegno delle parti ad una regolamentazione degli assetti contrattuali e della rappresentanza. (vedi tabella)

ccnl distribuzione moderna
Screenshot

In chiusura direi che, pur fuori tempo massimo, il giudizio complessivo è positivo per l’impegno di tutti i soggetti coinvolti. Adesso occorre guardare avanti.

 

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