Economia

Turismo, proposte e consigli di Jannotti Pecci (Confindustria) per il ministro Centinaio

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Una lettera al ministro uscente dei Beni Culturali che aveva la delega al turismo, Dario Franceschini, con critiche serrate per il mancato rilancio del settore turistico, da lui considerato ancillare nei confronti dei beni culturali, e per non aver vigilato a dovere sulle strutture ministeriali. E un messaggio che sarà inviato presto a Gian Marco Centinaio, ministro delle Politiche agricole con delega al turismo, con auspici e aspettative da parte del comparto legato al turismo.

Sono le iniziative prese di recente e in cantiere da parte del presidente di Federterme-Confindustria, Costanzo Jannotti Pecci, punto di riferimento per tutto il comparto turistico.

Obiettivo delle iniziative di Jannotti Pecci: la necessità di una vera politica del turismo con strumenti appropriati per l’industria del turismo con coordinamento e partecipazione condivisione da parte delle Regioni.

Ma le proposte si nutrono anche di rilievi non secondario per quanto fatto – o non fatto, secondo le associazioni confindustriali del comparto – dal passato governo.

Infaftti nella stessa lettera per Franceschini – i cui contenuti saranno anche illustrati al ministro Centinaio – Jannotti Pecci, già presidente di Promuovitalia, società soggetta a vigilanza del MiBACT, esprime vigorose critiche nei confronti del Ministro per la scarsa attenzione e le omissioni nella vigilanza, ricordando “la pessima gestione dell’ENIT ed il dissesto della società vigilata Promuovitalia, cagionato per responsabilità anche di funzionari ministeriali”.

Tale comportamento è stato per troppo tempo fonte di sofferenza e conseguentemente, scendendo nei particolari, Jannotti Pecci comunicherà al ministro “di aver appreso, nelle scorse settimane, che il GIP del Tribunale di Roma ha disposto l’imputazione coatta a carico dell’ex direttore generale di Promuovitalia, per reati informatici. Come Presidente dell’azienda pubblica tra il 2012 e il 2014, avevo denunciato –prosegue Jannotti Pecci – insieme al CdA i manager infedeli all’autorità giudiziaria, senza avere alcun sostegno dal Suo Ministero. Anzi, funzionari collusi e dirigenti inadeguati hanno cercato di ostacolare l’accertamento della verità e, successivamente, hanno portato la società al dissesto”.

“Siamo stati lasciati soli nelle battaglie per fare chiarezza e nessuno al MIBACT – ha scritto Jannotti Pecci a Franceschini – ha riconosciuto il nostro lavoro per moralizzare Promuovitalia, assicurare piena trasparenza e riportare la correttezza nella gestione. Anzi siamo stati ostacolati e ci è stato impedito di portare a termine il mandato. Per quattro lunghi anni abbiamo assistito in silenzio ad ogni forma di manipolazione”.

“Mi auguro che i responsabili politici ed amministrativi – ha concluso Jannotti Pecci – dei comportamenti illeciti emersi in questi anni saranno chiamati a rispondere del loro operato e del dissesto che hanno cagionato”.

Jannotti confida presto di poter parlare personalmente di questi aspetti al ministro Centinaio, che ha già incontrato durante l’assemblea di Federturismo.

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