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Tre tendenze da sapere sugli investimenti sostenibili

Esg

La rivoluzione della sostenibilità è iniziata. Quali tendenze caratterizzeranno gli investimenti sostenibili nei prossimi anni L’approfondimento a cura di Stephanie Maier, Global Head of Sustainable and Impact Investment di GAM Investments

 

La rivoluzione della sostenibilità è iniziata. Gli investitori prendono sempre più in considerazione i gravi rischi correlati a fattori ambientali, sociali e di governance (ESG), e migliaia di aziende si sono impegnate a raggiungere obiettivi ambiziosi nei prossimi decenni.

Ecco le tre tendenze di rilievo che continueranno a caratterizzare gli investimenti sostenibili nei prossimi anni.

Norme rivoluzionarie

Il ritmo e la portata degli interventi normativi sull’informativa societaria, sul reindirizzamento dei flussi di capitale, sulla finanza sostenibile più in generale e ora, sempre più spesso, sui prodotti di investimento sostenibili continueranno a caratterizzare lo scenario in cui operiamo.

Nel 2021 soltanto ci sono stati oltre 200 interventi su scala globale, tra nuove norme e revisioni. Tra questi, per esempio, la Direttiva UE relativa alla comunicazione societaria sulla sostenibilità (CSRD) e il Regolamento europeo sull’informativa sulla sostenibilità nei servizi finanziari (SFDR) che hanno introdotto nuovi requisiti di rendicontazione relativamente ai fattori ESG, rispettivamente per le imprese e per gli investitori. Non dimentichiamoci poi della formazione nel Regno Unito della Task force sull’informativa finanziaria relativa al clima (TCFD) per le grandi aziende e delle proposte per l’informativa sul clima avanzate negli Stati Uniti dalla Commissione della Borsa valori (SEC) con l’obiettivo di intervenire più proattivamente in tale ambito.

L’introduzione di tali norme, a nostro parere, è stata favorita dal riconoscimento che la finanza privata ha un ruolo decisivo nella gestione e nella soluzione delle principali problematiche correlate alla sostenibilità. Se vogliamo costruire un’economia sostenibile net zero, gli organismi che parteciperanno a tale processo dovranno avere a disposizione abbondanti capitali. Nel breve termine ci aspettiamo norme più rigorose sui dati ESG e sui fornitori di rating, e continueranno anche i tentativi di armonizzazione e ottimizzazione dell’informativa aziendale.

La spinta net zero

La seconda tendenza che, a nostro giudizio, caratterizzerà gli investimenti sostenibili nel lungo periodo è la spinta net zero per l’azzeramento delle emissioni di carbonio. Sappiamo che la decarbonizzazione è essenziale per evitare le conseguenze più catastrofiche dei cambiamenti climatici. Vediamo che molti governi e anche la finanza privata si stanno già muovendo in tal senso. Circa il 20% delle 2.000 aziende più grandi al mondo si è impegnato a raggiungere, in un modo o nell’altro, la neutralità carbonica. Non dobbiamo però sottovalutare le difficoltà di realizzazione di tali obiettivi, soprattutto in considerazione del fatto che i sistemi finanziari sono stati destabilizzati dalla guerra e dall’impennata inflazionistica che aggravano altre problematiche importanti, come la sicurezza e l’accessibilità dell’energia.

Per poter centrare gli obiettivi sul clima, secondo l’IEA, gli investimenti nell’energia pulita dovranno triplicare fino a circa 4 mila miliardi di dollari entro il 2030. Le iniziative come la Glasgow Financial Alliance for Net Zero (GFANZ), una coalizione di istituti finanziari con un patrimonio che vale 130 mila miliardi di dollari, stanno già contribuendo alla transizione verso net zero. Sarà comunque necessaria maggiore collaborazione tra gli investitori per mobilitare ingenti finanziamenti, e gli investitori dovranno assumersi la responsabilità del conseguimento degli obiettivi concordati.

Alle aziende viene chiesto sempre più spesso di presentare piani di transizione climatica validi per un futuro low carbon. Finora, durante la stagione delle assemblee generali, sono state votate oltre 30 proposte sul clima presentate dal management, più dello scorso anno. Gli investitori, come noi, hanno il dovere di esaminare in dettaglio le proposte e intervenire alle assemblee degli azionisti se reputano che non siano sufficienti. Nel Regno Unito, a seguito di un annuncio fatto durante la COP26, il Tesoro ha lanciato la Task force per il piano di transizione sul clima nell’intento di delineare uno standard per i piani di transizione climatica. Si cercherà, in particolare nei prossimi due anni, di concordare le caratteristiche ottimali di un piano di transizione.

Il passaggio dalla trasparenza alla responsabilità

La terza tendenza che, secondo noi, caratterizzerà lo scenario degli investimenti sostenibili nel lungo periodo è il passaggio dalla trasparenza alla dimostrazione di responsabilità. Ciò vale sia per il settore finanziario che per le imprese poiché le parti interessate, ovvero consumatori, dipendenti, autorità di vigilanza e la società civile in genere, si aspettano che le aziende affrontino le loro responsabilità ambientali e sociali in modo specifico.

Per fare un esempio, oltre 13.000 imprese in Asia e in Cina, che corrispondono al 64% circa della capitalizzazione di mercato globale, nel 2021 hanno pubblicato i dati attraverso CDP sui cambiamenti climatici, sulla sicurezza dell’acqua e sulla deforestazione. Si tratta di un incremento del 37% dal 2020. È un passo avanti importante sul fronte della trasparenza, tuttavia ora le aziende devono dimostrare anche di sapersi assumere le proprie responsabilità. La maggior parte delle aziende oggi ci informa sul modo in cui alcune problematiche come il clima influiscono sull’impresa, ma le nuove norme verosimilmente imporranno alle aziende di delineare anche l’impatto della loro attività sul clima. Nella terminologia UE, si tratta del passaggio da un approccio univoco, incentrato sui rischi per l’impresa, a un approccio duplice in base al quale le aziende devono divulgare non solo le modalità con cui la sostenibilità incide sull’impresa ma anche, aspetto fondamentale, qual è l’impatto dell’azienda sull’ambiente e sulla società civile.

Indubbiamente la rivoluzione sostenibile è iniziata ma, come evidenzia ciascuna di queste tendenze, la transizione verso un mondo più sostenibile sarà tutt’altro che semplice. È necessario che collaboriamo e partecipiamo collettivamente alla fase di trasformazione, dobbiamo però essere anche ben consapevoli delle sfide che ci attendono.

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