Economia

Tim, ecco il piano di Cdp per avere l’ok di Open Fiber, Vivendi, Elliot e Gubitosi

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cdp

Notizie, indiscrezioni e dettagli sul piano di Cdp per Tim

 

Come creare la società unica Tim-Open sulla rete? La ricerca di una risposta a questa domanda è stato uno dei fini della missione del vertice di Cassa depositi e prestiti in Francia che negli scorsi giorni hanno incontrato i massimi esponenti di Vivendi.

Una delle soluzioni preferite indicate dal presidente della Cassa, Massimo Tononi, e dall’amministratore delegato, Fabrizio Palermo, a Vincent Bolloré e Arnaud de Puyfontaine, è stata quella di un aumento riservato di Tim ad hoc per Cdp, che già ora detiene il 9,89% dell’ex Telecom Italia. La Cassa apporterebbe il 50% posseduto in Open Fiber.

Ma in questo scenario, delineato dai vertici della società controllata dal Tesoro, non sarebbe Tim a essere il fulcro della società per la rete unica, bensì Open Fiber, presieduta da Franco Bassanini e guidata dall’amministratore delegato, Elisabetta Ripa.

Infatti a Open Fiber (ora controllata da Enel e Cdp) sarebbe ceduta l’intera infrastruttura di Tim. In questo modo si rispetterebbero le indicazioni giunte anni fa da Antitrust e Agcom secondo cui sarebbe opportuno che la rete unitaria non facesse capo societariamente all’ex monopolista.

Inoltre la soluzione Open Fiber come baricentro della rete unica rispetterebbe anche gli impegni previsti dai bandi Infratel per cablare le aree a fallimento di mercato tutti vinti da Open Fiber: “I bandi obbligano per venti anni il concessionario a rimanere un operatore wholesale only pena la perdita della concessione”, ha sottolineato Antonella Olivieri del Sole 24 Ore giorni fa.

Una prospettiva, quella ipotizzata da Cassa depositi e prestiti, che sarebbe gradita anche al fondo Elliott e ai vertici di Tim, visto quanto detto la scorsa settimana dall’amministratore delegato, Luigi Gubitosi.

Ritiene che Telecom debba mantenere il controllo della rete fissa?, gli è stato chiesto. “Sì. Pronto comunque a cambiare opinione, se mi renderò conto che per gli azionisti altre soluzioni saranno migliori”, ha risposto Gubitosi (“uomo di numeri e di buon senso”, l’ha definito oggi il Corriere Economia)

Alla fine dell’operazione così esplicitata dai vertici di Cdp, Open Fiber sarebbe controllata da Tim (in virtù dell’apporto della rete) – ha svelato nel fine settimana Rosario Dimito del Messaggero – “mentre Enel resterebbe in minoranza riservandosi o un accordo di governance o l’eventuale successiva uscita dal capitale”.

La quadratura del cerchio con il progetto delineato dalla Cdp ci sarebbe per l’ok di Vivendi, che vedrebbe di fatto nascere una Tim senza rete – e dunque anche senza troppo debito – e tutta dedita ai servizi e ai contenuti. Proprio quello che il gruppo francese – secondo diversi osservatori di mercato e analisti – gradirebbe.

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