Economia

Ecco come le tariffe di luce e gas hanno smorzato l’inflazione

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Il commento di Paolo Mameli, senior economist della direzioni studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, sul dato dell’inflazione

Ad aprile, l’inflazione annua è calata a 0,5% da 0,8% precedente secondo l’indice nazionale e a 0,6% da 0,9% sulla misura armonizzata. I dati sono inferiori di uno-due decimi rispetto alle aspettative di consenso ma esattamente in linea con le nostre stime. Le pressioni al ribasso sono arrivate quasi interamente dal calo delle tariffe di luce e gas. L’inflazione di fondo è tornata a calare dopo essere salita nei tre mesi precedenti, ma i beni a più alta frequenza di acquisto, nonché il cosiddetto “carrello della spesa”, hanno mostrato rincari significativi. In prospettiva, pensiamo che il calo registrato dall’inflazione ad aprile possa essere temporaneo: già da maggio il CPI dovrebbe riprendere un trend al rialzo, che potrebbe riportare l’indice in linea con il target BCE negli ultimi mesi dell’anno (1,7- 1,8%).
Ad aprile, l’inflazione annua è calata a 0,5% da 0,8% precedente secondo l’indice nazionale e a 0,6% da 0,9% sulla misura armonizzata.

Nel mese, i prezzi sono saliti di un decimo sul NIC e di mezzo punto sull’IPCA. I dati sono inferiori di uno-due decimi rispetto alle aspettative di consenso ma esattamente in linea con le nostre stime. Come atteso, le spese per la casa hanno visto significativi ribassi (-2,2% m/m), dopo il calo delle tariffe di luce e gas comunicato dall’Autority per l’Energia (-8% e -5,7%). Tali ribassi sono stati compensati dagli aumenti, tipicamente stagionali, nei servizi ricettivi/di ristorazione (+1,5% m/m), nonché dai rincari di bevande alcoliche e tabacchi (+0,9% m/m) e alimentari e bevande analcoliche (+0,6% m/m). L’inflazione di fondo è tornata a calare dopo essere salita nei tre mesi precedenti, a 0,5% da 0,7% a/a di marzo, ma i prezzi core sono aumentati nel mese di quattro decimi ovvero ben più dell’indice generale. I beni a più alta frequenza di acquisto, nonché il cosiddetto “carrello della spesa” (beni alimentari, per la cura della casa e della persona), hanno mostrato rincari significativi per il secondo mese (+0,5% e +0,7% m/m rispettivamente, con una salita tendenziale a 1,6% da 0,8% e a 1,5% da 0,4% rispettivamente). Ciò potrebbe avere un impatto sull’inflazione percepita e attesa dai consumatori. In prospettiva, pensiamo che il calo registrato dall’inflazione ad aprile possa essere temporaneo, in quanto dovuto quasi esclusivamente alle tariffe energetiche, che si aggiustano con ritardo ai prezzi dell’energia (i quali hanno visto un trend in netto aumento nel periodo più recente).

A nostro avviso, già da maggio l’inflazione dovrebbe riprendere un trend al rialzo, che potrebbe riportarla in linea con il target BCE negli ultimi mesi dell’anno (1,7-1,8%). Stimiamo una media annua del CPI nel 2018 marginalmente inferiore a quella registrata nel 2017 per quanto riguarda l’inflazione headline (1,1% da 1,2% secondo il dato nazionale) e di poco superiore all’anno scorso invece per quanto concerne l’indice core (0,9% da 0,7%). In sintesi, l’inflazione (in Italia come nell’eurozona) sembra ormai aver superato definitivamente i recenti minimi.

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