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Superbonus 110%: chi e come aveva lanciato l’allarme sui conti pubblici

Bonus edilizi: commenti e scenari dell'economista Giuseppe Pisauro quando era presidente dell'Ufficio parlamentare di bilancio, l’organismo indipendente che si occupa di produrre analisi e verifiche sulle previsioni macroeconomiche e finanziarie effettuate dal governo. 

Il Governo Meloni archivia la stagione dei bonus casa, dal superbonus 100% ai bonus edilizi con sconto in fattura. “Non è affatto vero che questa misura è gratuita”, ha detto la Premier nel corso della sua rubrica social, “Gli appunti di Giorgia”. Il superbonus 110 avrebbe scaricato sulle spalle di ogni cittadino quasi 2000 euro, “incluso chi non ha una casa, inclusi i senzatetto e i neonati”. Da venerdì 17 febbraio 2023 è scattato il divieto di avvalersi di tali agevolazioni.

INCONTRO CON LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA

Nel pomeriggio di lunedì 20 febbraio il Governo incontrerà le associazioni di categoria a Palazzo Chigi, convocate dal sottosegretario Alberto Mantovano. Saranno presenti i presidenti dell’Ance Federica Brancaccio, di Confindustria Carlo Bonomi, di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa, di Confapi Cristian Camisa e dell’alleanza delle Cooperative Italiane Maurizio Gardini. Prima ci sarà un vertice con i rappresentanti di Abi, Cdp e Sace, per un confronto sulle norme che bloccano la cessione dei crediti dei bonus edilizia.

COTTARELLI: “BONUS 110% TROPPO GENEROSO E TROPPO ONEROSO”

Se l’opposizione ha attaccato la scelta del Governo una voce di dissenso all’interno del PD è quella dell’ex economista del Fondo monetario internazionale e senatore del Pd, Carlo Cottarelli. “Premesso che parlo a nome mio e non del Pd, dato che tra l’altro non sono iscritto, la mia risposta è sì: il governo ha fatto bene – ha detto Carlo Cottarelli al Corriere della sera -. Era un’esagerazione, chiaramente c’era la necessità di sostenere il settore delle costruzioni e si dovrà ancora intervenire, tenendo conto che abbiamo il problema del rinnovamento dei nostri edifici. Però un bonus al 110% che poteva essere utilizzato con la cessione è una modalità troppo generosa e troppo costosa per lo Stato. Su mia iniziativa, la commissione finanze del Senato ha avviato un’indagine conoscitiva sui crediti di imposta”.

UPB: DIFFICILE PREVEDERE IMPATTO DEGLI INCENTIVI SUI CONTI PUBBLICI

A lanciare l’allarme sulla eccessiva generosità del superbonus ci aveva pensato l’economista Giuseppe Pisauro (nella foto) da presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), l’organismo indipendente che si occupa di produrre analisi e verifiche sulle previsioni macroeconomiche e finanziarie effettuate dal governo. La principale difficoltà riscontrata – sottolineò nel corso di un’audizione parlamentare nel novembre 2021 – era quella di “prevedere l’effettivo impatto dei maggiori incentivi sulle decisioni di spesa, circostanza resa più problematica dal fatto che il Superbonus per la prima volta copre integralmente i costi, con massimali di spesa agevolabile più elevati rispetto a quelli previsti per altri interventi di incentivo riguardanti gli immobili”.

SUPERBONUS 110: EFFETTI FINANZIARI PROTRATTI PER UN DECENNIO

Per spiegare la dimensione della misura l’Upb passa a snocciolare le cifre in ballo. “La Relazione tecnica (del governo, ndr) valuta in circa 14,1 miliardi complessivi il costo dei provvedimenti di proroga del Superbonus, di cui circa 14,7 di erogazioni e 0,6 di maggiori entrate derivanti dall’emersione di base imponibile – continuala relazione -. Gli effetti finanziari risultano protratti su un decennio per la possibilità di beneficiare della detrazione o del credito di imposta cedibile relativi al Superbonus in un arco di 5 anni (4 anni per le spese sostenute dopo il 2022), un tempo dimezzato rispetto a quanto previsto dalla legislazione vigente prima del DL 34/2020 (10 anni). Circa l’82 per cento del minor gettito si osserverà dal 2025. L’onere maggiore è derivante dalla proroga dell’applicazione del Superbonus ai condomini, al 110 per cento per il 2023 e ad aliquota ridotta nel 2024 e 2025, che da sola vale circa 13,2 miliardi”. Inoltre al costo della proroga del Superbonus “si aggiungono circa 3,6 miliardi relativi alla proroga dell’Ecobonus al 65 e al 50 per cento, per un complesso di 17,4 miliardi di minori entrate fiscali”.

IL MONITORAGGIO DELL’ENEA: INVESTIMENTI AGEVOLABILI DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA PER OLTRE 9,7 MILIARDI

L’Upb si era affidata a un monitoraggio dell’Enea per avere un’indicazione sull’entità degli interventi agevolati nella prima fase di applicazione del Superbonus 110 per cento. “Alla data del 31 ottobre il monitoraggio evidenzia un complesso di investimenti agevolabili di riqualificazione energetica (esclusi quindi gli interventi antisismici) di oltre 9,7 miliardi, a cui corrispondono agevolazioni future per circa 10,7 miliardi. A due mesi dalla fine del 2021 gli interventi già ammessi all’agevolazione costituiscono dunque circa l’85 per cento di quelli attesi per i primi 18 mesi di applicazione del provvedimento, non tenendo comunque conto della revisione al ribasso della spesa per il 2020 operata in sede di Relazione tecnica della legge di bilancio per il 2021”.

ECOBONUS CONTRO SUPERBONUS 110: AUMENTO DELLA SPESA MEDIA PER INTERVENTO

L’Upb si concentrò poi sulla distribuzione territoriale delle agevolazioni edilizie. “A causa soprattutto della diversa tipologia dei lavori ammessi, ma anche della diversa entità della misura agevolativa (detrazioni del 50 e del 65 per cento anziché 110), l’insieme degli interventi agevolati con il Superbonus differisce sensibilmente da quelli beneficiati in passato con l’Ecobonus, che ha interessato un numero molto più ampio di interventi di importo più contenuto (circa 395.000, per una spesa media unitaria di circa 8.800 euro)”, rileva l’UPB riconoscendo il successo della misura.

SUPERBONUS 110: MOLTISSIMI I CANTIERI AL SUD ITALIA

Il ricorso alla misura del Superbonus “rilevabile dal monitoraggio dell’ENEA” dimostra che è molto più “elevato al Sud rispetto a quanto rilevabile nel Centro e nel Nord” e questo a differenza di quanto successo con l’Ecobonus 65. “Ad esempio, in Calabria la spesa agevolata su base annua con il Superbonus è più di 10 volte quella agevolata in passato con l’Ecobonus, oltre 6 volte in Campania e Sicilia, 3 volte nel Lazio e 1,2 volte in Lombardia. In Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta la spesa media annua agevolata con il Superbonus è risultata invece inferiore a quella agevolata con l’Ecobonus – si legge nella relazione dell’UPB -. Ciò ha comportato un parziale riequilibrio territoriale della distribuzione dei benefici: se oltre il 72 per cento delle spese agevolate con l’Ecobonus affluiva al Nord e solo l’11 per cento al Sud, con il Superbonus le quote passano rispettivamente al 44 per cento e al 34 per cento”.

I FATTORI CHE SPIEGANO L’ESPLOSIONE DEI COSTI DEL SUPERBONUS 110

Sono diversi i fattori che spiegano queste differenze a livello geografico.  Prima di tutto l’elevata dimensione della detrazione di imposta riconosciuta e la possibilità di ricorrere allo sconto in fattura ha dato la possibilità di accedere agli interventi agevolati “anche a soggetti con reddito relativamente più basso e con problemi di liquidità”. In secondo luogo “la crescente domanda di servizi di riqualificazione energetica” potrebbe aver contribuito a far aumentare i prezzi “dei servizi agevolati e delle materie prime”. Dati Istat segnalano “un surriscaldamento dei prezzi nel settore edile, con i costi di costruzione dei fabbricati cresciuti da luglio 2020 rispettivamente del 12 per cento per i fabbricati industriali e del 5 per cento per i 27 fabbricati residenziali, mentre sul versante dei prezzi al consumo non sono rilevati significativi incrementi (+1,3 per cento dal luglio 2020 a ottobre 2021, circa la metà della crescita dell’indice generale)”. Inoltre il fatto che il Superbonus coprisse per intero il costo della ristrutturazione ha fatto venir meno la contrattazione tra fornitori e acquirenti e “aver accresciuto l’onere complessivo della misura”.

I CONSIGLI DI PISAURO: BASTA CON IL FAI DA TE

Su quest’ultimo punto è tornato l’economista Pisauro in un articolo sul quotidiano “Domani”. “La eccessiva generosità del superbonus (110 per cento della spesa) e del bonus facciate (90 per cento della spesa) ha eliminato ogni contrasto di interesse tra proprietari degli immobili e imprese edili con il conseguente abnorme aumento dei prezzi – scrive Pisauro -. Vi è una certa evidenza, nel caso del superbonus, di un rapporto tra costo e benefici in termini riduzione delle emissioni insoddisfacente rispetto ad altre misure. Peraltro la spesa sussidiata riguarda per circa metà interventi accessori, i cosiddetti interventi trainati, diversi da caldaia e cappotto termico. Insomma, oltre che insostenibile dal punto di vista finanziario, anche di dubbia efficacia”. Il consiglio che arriva è di non affidarsi al “fai da te” ma di convogliare la maggior parte delle risorse “verso programmi mirati di risanamento urbano, da un lato, e di sviluppo delle energie rinnovabili dall’altro. Programmi di cui beneficerebbero anche i meno abbienti, privi di capienza fiscale”.

I COMPORTAMENTI FRAUDOLENTI

Infine, data la generosità della misura e la cedibilità a terzi del credito di imposta, potrebbero essersi verificati “comportamenti fraudolenti”. Al tal riguardo, l’Agenzia delle entrate ha intercettato diverse frodi soprattutto nella prima fase di attuazione del Superbonus “riferite soprattutto a cessioni di crediti inesistenti relativi a interventi edilizi non effettuati, segnalando l’individuazione di circa 800 milioni di crediti dei quali risulterebbe pressoché certa l’inesistenza”. Proprio per prevenire le frodi, o limitarle, il DDL di bilancio, ha previsto “l’applicazione di nuovi massimali di spesa per specifiche categorie di beni da individuare con decreti del Ministro della Transizione ecologica” e “un generale rafforzamento dell’attività di controllo da parte dell’Agenzia anche attraverso verifiche preventive sui profili considerati più a rischio”.

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