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Stangatina sulle case nella Legge di Bilancio 2024: dagli affitti brevi al superbonus 110%

La bozza di Legge di Bilancio 2024 prevede: aumento delle tasse sugli affitti brevi, sull'Imu all'estero e sulle plusvalenze per gli immobili che hanno usufruito del Superbonus 110%. I fatti e la polemica fra Marattin (Italia Viva) e Spaziani Testa (Confedilizia)

La legge di bilancio rischia di prendersela con il bene rifugio numero uno degli italiani: la casa. Stando a una bozza della legge di bilancio il governo ha previsto di aumentare la cedolare secca e la ritenuta d’acconto per i canoni di locazione, l’Imu sulle abitazioni estere e tassare le plusvalenze degli immobili che hanno usufruito del superbonus 110.

CASA E LEGGE DI BILANCIO: LA STANGATA SUGLI AFFITTI BREVI

La tassazione sulla cedolare secca passa dal 21% al 26% per gli affitti brevi. La norma prende di mira solo le locazioni per brevi periodi, le altre restano al 10% per il canone concordato e al 2% per quello di mercato. A questo si aggiunge che secondo una sentenza del Consiglio di Stato saranno le piattaforme online a doversi far carico della riscossione (e del versamento nelle casse dello Stato) della cedolare secca. Tale decisione che registra il favore di Federalberghi e Assohotel: “Sono anni che denunciamo la sperequazione evidente – in termini di oneri fiscali, normativi e quant’altro – che esiste tra le diverse forme di ricettività”. Di parere opposto Airbnb: “Stiamo analizzando la sentenza e valutando le iniziative più opportune da intraprendere”.

IN LEGGE DI BILANCIO L’AUMENTO DELL’IVIE

Nella bozza di Legge di Bilancio è previsto anche un rilevante aumento dell’IVIE, una tassa che corrisponde all’IMU nazionale e che si applica agli immobili posseduti all’estero. L’aliquota passa dallo 0,76% all’1,06%, un incremento di quasi il 40%. In pratica chi ha case fuori dall’Italia pagherà più tasse.

LA TASSAZIONE AL 26% DELLE PLUSVALENZE DA SUPERBONUS

La Legge di bilancio interviene anche sull’aumento di valore di cui hanno beneficiato gli immobili che hanno usufruito del Superbonus 110. Se un’immobile ristrutturato viene venduto prima che siano trascorsi cinque anni dalla ristrutturazione, quei lavori agevolati dal Superbonus 110% rientreranno nella plusvalenza tassata al 26% realizzata con la vendita. Oggi le cessioni con guadagno di beni immobili acquistati, costruiti o ricevuti a seguito di una donazione da non più di cinque anni sono considerate plusvalenze e sottoposte alla tassazione del 26%. Il calcolo è fatto considerando la differenza tra quanto incassato per la vendita dell’immobile e quanto pagato all’atto d’acquisto.

La novità, presente nella bozza di Legge di Bilancio 2024, se confermata dal Parlamento, sarà vigente solo per le compravendite effettuate a partire dal 2024. Non dovrebbe applicarsi, invece, agli immobili acquisiti per successione e quelli che stati adibiti a prima casa per la maggior parte dei cinque anni antecedenti alla vendita. Dunque, chi vende un appartamento ristrutturato con la super agevolazione prima di cinque anni dalla fine dei lavori, dovrà pagare le tasse su tutto il guadagno realizzato. Invece, se gli immobili sono rivenduti dopo più di 5 anni dai lavori, i ‘costi inerenti al bene’, deducibili dalla plusvalenza, comprenderanno quelli relativi ai lavori di riqualificazione energetica e sismica agevolati con il superbonus 110%.

LUIGI MARATTIN (ITALIA VIVA) ATTACCA CONFEDILIZIA

Molto critico sulla questione l’economista Luigi Marattin, deputato di Italia Viva che su X, il vecchio Twitter, ha chiamato in causa Giorgio Spaziani Testa, il presidente di Confedilizia. “Ehi @gspazianitesta: per mesi ci hai devastato l’apparato riproduttivo per una semplice ricognizione statistica sul catasto, senza effetti fiscali – scrive Marattin -. Ora sono arrivati i tuoi “beniamini” e ti aumentano la cedolare secca sugli affitti, ti aumentano l’Imu sugli immobili esteri, aggiornano la rendita catastale (e sul serio, non come “ricognizione statistica”!) per chi ha usato il Superbonus, ti tassano la plusvalenza. Hai visto com’è strana la vita?”.

GIORGIO SPAZIANI TESTA: “CONFEDILIZIA HA STORIA DI IMPARZIALITÀ CHE NON PUÒ ESSERE MESSA IN DUBBIO”

Contattato da Startmag il presidente Giorgio Spaziani Testa ha replicato nel merito al deputato di Italia Viva. “L’onorevole Marattin usa i toni del presunto simpatico ma dice cose molto gravi. Evidentemente gli brucia ancora che la Confedilizia abbia attivamente contribuito a fermare la riforma fiscale della precedente legislatura, che forse lui avrebbe gradito che passasse alla storia col suo nome – ha detto Spaziani Testa -. Non mi soffermo sulla favoletta dell’intervento sul catasto per finalità statistiche perché ormai fa sorridere. Tengo, invece, a rimarcare che la Confedilizia ha una storia di libertà e di indipendenza che io mi onoro di portare avanti e che lui non si deve permettere di mettere in dubbio. Non abbiamo ‘beniamini’, giudichiamo le scelte e lo facciamo senza guardare al partito di appartenenza. L’on. Marattin ha perso un’occasione per tacere, e non è la prima volta”.

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