Economia

Perché la scarsità di semiconduttori è una minaccia per l’economia globale

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Tutti gli effetti della carenza dei semiconduttori. L’analisi di Roberto Rossignoli, Portfolio Manager Moneyfarm

La carenza di semiconduttori, una componente comune nei circuiti elettronici e presente praticamente in ogni oggetto di tecnologia di consumo, dai cellulari ai televisori, sta preoccupando le filiere di molte, importanti, aziende ed è il risultato di una tempesta perfetta nell’economia e nella logistica. La scarsità dei componenti e, per estensione, dei prodotti tecnologici di consumo che di essi si servono può essere in gran parte attribuita alla pandemia. Andando a scavare le ragioni di questa crisi silenziosa si possono trarre diverse considerazioni.

LA LEGGE DELLA SCARSITÀ E DELLA DOMANDA

Ma come è possibile che un bene così cruciale per il funzionamento dell’economia mondiale sia diventato scarso? Gran parte della risposta può essere trovata nelle misure di quarantena imposte dai governi di tutto il mondo. Con le persone chiuse in casa c’è stato un aumento netto della domanda di tecnologia di consumo. Non solo le persone sono alla ricerca di modi per passare il tempo, ma (in alcuni casi) hanno anche un reddito disponibile significativamente maggiore del solito. Le vendite di personal computer, ad esempio, sono aumentate a causa del lavoro da casa, con molti governi che hanno messo a disposizione risorse dirette per l’acquisto dei dispositivi. Un altro importante contributo alla domanda di semiconduttori è stato il settore dei server. Le vendite di server hanno registrato un picco del 21% anno su anno, con l’esplosione dell’attività online e del lavoro remoto che ha aumentato la necessità di capacità dei server in modo esponenziale. La maggior parte delle aziende che offrono i propri servizi online, infatti, lo fanno in cloud e hanno bisogno di potenti parchi server per operare. Queste due tendenze hanno determinato un aumento della domanda di semiconduttori a livello globale.

Secondo il capo di Cisco, Chuck Robbins, l’entità della domanda di semiconduttori ha colto di sorpresa interi settori. “Quando la pandemia è scoppiata le aziende pensavano che la domanda sarebbe diminuita in modo significativo, ma è successo il contrario” – ha detto alla BBC – “Abbiamo visto aumentare la domanda”. Il risultato di questo errore di valutazione è stato l’invio di segnali di domanda in calo ai produttori di semiconduttori che, in alcuni casi, hanno addirittura ridotto la propria capacità in vista della pandemia. Gli effetti della carenza di semiconduttori non sono stati limitati alle società tecnologiche. In realtà, hanno colpito anche altri settori, come quello automobilistico. In termini di utilizzo di semiconduttori i cellulari sono al primo posto (27,2%), seguiti da PC e tablet tradizionali (13,1%), ma nella classifica figurano anche altre aree come l’elettronica industriale (8,4%) e i server (9,6%), che costituiscono porzioni considerevoli della domanda.

UN SIMBOLO DELLA RIVALITÀ USA-CINA

Se c’è una componente che meglio incapsula la lotta per il potere economico tra Stati Uniti e Cina, è il semiconduttore, un’industria al centro della sfida geopolitica per il dominio tecnologico delle due superpotenze mondiali. Per avere un’idea della concorrenza, basta guardare alle sanzioni imposte ad alcune imprese asiatiche dagli Stati Uniti negli ultimi due anni. Da maggio 2019, ad esempio, gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni commerciali al gigante delle telecomunicazioni Huawei, tra cui il blocco a tutte le società di semiconduttori statunitensi e straniere che vendono chip a Huawei. Provvedimenti simili sono stati minacciati verso app come TikTok e WeChat, aziende cinesi che gli Stati Uniti temono possano diventare dominanti nei propri settori. Tra le principali società di semiconduttori, le vendite alla Cina sono in media del 27%, con alcune aziende che vendono fino al 50% sul mercato cinese: si tratta di aziende che, se le tensioni economiche dovessero intensificarsi, potrebbero trovarsi soggette a sanzioni e limitazioni su dove e come commerciare.

L’IMPATTO SUI MERCATI

Nel breve termine è probabile che, se la carenza di semiconduttori dovesse continuare, potremmo assistere a un impatto negativo sulle azioni delle molte aziende che, in un modo o nell’altro, sono implicate in questa filiera. Ma, volendo ampliare il campo, la crisi dei semiconduttori è sintomatica delle grandi sfide che la catena di approvvigionamento a livello mondiale sta affrontando. Questi colli di bottiglia sempre più frequenti possono manifestarsi come prezzi più elevati e tempi di consegna più lunghi. Ciò è molto significativo da un punto di vista finanziario, in un momento in cui i mercati sono concentrati sul rischio inflazione. I tempi di consegna per alcuni tipi di semiconduttori sono ai massimi storici e ciò potrebbe indurre rallentamenti nella produzione e possibilmente mancate vendite per una serie di beni di consumo (dalle auto elettriche, ai computer, ai tablet). Se l’impatto fosse abbastanza ampio, potremmo vederlo riflesso in una crescita degli utili più debole per una serie di aziende attive nel settore della consumer technology. Una carenza di semiconduttori potrebbe quindi rappresentare il primo vero shock dell’offerta da diversi anni e ricordare gli anni delle crisi petrolifere, con inflazione molto forte e mercati incerti. Se si pensa all’importanza che i semiconduttori hanno nelle nostre vite, il paragone con il petrolio degli anni ‘70 non appare così azzardato.

A medio termine, ci aspettiamo che le catene di approvvigionamento si normalizzino, ma probabilmente, perché ciò avvenga, servirà un aumento delle capacità produttive dei semiconduttori a livello globale. Aumentare la capacità produttiva è costoso e richiede tempo, il che potrebbe significare un flusso di cassa inferiore per i produttori oggi, ma una crescita maggiore in futuro. È anche probabile che si porrà sempre più il tema della collocazione geografica degli impianti, poiché i governi sono sempre più attenti a garantire la sicurezza dell’approvvigionamento per le filiere strategiche. Ironia della sorte, a lungo termine, ciò potrebbe anche significare un eccesso di capacità globale.

LA CARENZA FINIRÀ, LA DOMANDA NO

Nel futuro sempre più prodotti saranno automatizzati o messi in rete e, per fare ciò, serviranno i semiconduttori. Si pensi agli investimenti della Cina nelle “città intelligenti”, che, sulla base dei dati IDC, aumenteranno del 13,5% nel periodo 2020-2023. A livello globale, il mercato delle “città intelligenti” dovrebbe crescere del 24,7% dal 2020 al 2027, secondo un nuovo studio di Grand View Research.

Una crescita altrettanto impressionante è prevista per l’industria automobilistica. BCA Research prevede che il mercato globale dei chip automobilistici crescerà del 9% entro il 2024, come ha fatto tra il 2014 e il 2019. Ciò è in gran parte dovuto alla digitalizzazione del settore: il valore medio del contenuto di semiconduttori in un veicolo standard è di $330, mentre i veicoli elettrici ibridi possono contenere tra $1.000 e $3.500 di semiconduttori.

In conclusione, la carenza di semiconduttori finirà. A causa dei blocchi legati alla pandemia e ai cambiamenti nella vita lavorativa, negli ultimi mesi si è assistito a un boom della domanda. Questo boom è purtroppo coinciso con una riduzione dell’offerta, ma confidiamo nel fatto che le aziende produttrici saranno in grado di recuperare il gap che si è creato fra domanda-offerta, aumentando la produzione per rispondere alle crescenti richieste del mercato.

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