Economia

Salini Impregilo, Intesa Sanpaolo, Cdp e non solo. Che cosa si agita dietro l’enfasi su Progetto Italia

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Tutte le divergenze fra Salini Impregilo e Cassa depositi e prestiti. Mentre il gruppo Salini a sorpresa rettifica il comunicato stampa di ieri. Ecco fatti, numeri e indiscrezioni

Si è riunito stamattina il consiglio di amministrazione di Astaldi per prendere atto della nuova offerta ricevuta da Salini Impregilo, necessaria per chiudere la procedura concorsuale.

Salini Impregilo ha infatti ricevuto ieri solo “comfort letter” non vincolanti da Cdp e dalle banche coinvolte nell’operazione, con l’impegno ad ottenere il via libera vincolante delle parti entro il 1 agosto.

Il cda di Salini Impregilo ha trasmesso ieri ad Astaldi una nuova offerta “preso atto della crescente condivisione tra le varie parti coinvolte della struttura giuridica e finanziaria della complessiva operazione” ma per “accordi vincolanti” con le parti bisogna attendere il 1 agosto. E’ quanto ha spiegato una nota del gruppo nella tarda serata di ieri.

“La nuova offerta – ha spiegato il gruppo Salini Impregilo – al pari dell’offerta del 13 febbraio scorso, è condizionata, tra l’altro, al positivo esito della proposta concordataria di Astaldi, al conseguimento delle necessarie autorizzazioni antitrust, all’assenza di eventi che mettano a rischio la fattibilità del piano economico-finanziario di continuità di Astaldi e da ultimo alla sottoscrizione, entro il 1 agosto 2019, di accordi vincolanti con cdp equity e gli istituti finanziatori”.

Il riferimento è all’aumento di capitale di Salini Impregilo da 600 milioni e alla manovra finanziaria complessiva, “entrambi relativi al Progetto Italia, e cioè l’operazione di consolidamento del settore nazionale delle grandi opere e delle costruzioni e che è aperta alla partecipazione di tutti i soggetti industriali interessati”

Le istituzioni finanziarie coinvolte, a vario titolo, nell’operazione sono Intesa Sanpaolo, UniCredit, Sace, Bnp Paribas (che non entrerà nel capitale), Banco Bpm, Mps (anche la banca senese come Bnl-Bnp non entrerà nel capitale) e Illimity (per il capitale di Astaldi): tutte hanno confermato la loro “disponibilità a proseguire fattivamente e in buona fede le negoziazioni attualmente in corso, al fine di definire termini e condizioni del loro intervento, così da poterli sottoporre alla valutazione dei rispettivi organi deliberanti”.

I consigli d’amministrazione dovrebbero tenersi entro la fine del mese, per rispettare la nuova scadenza del 1 agosto. L’aumento di capitale con esclusione del diritto di opzione sarebbe anche “indirizzato a investitori istituzionali”.

Questo è quanto comunicato ieri sera da Salini, che oggi in tarda mattinata si rettifica, come fa notare Radiocor. Infatti Salini Impregilo ha riformulato la nota emessa ieri sera relativa alla struttura dell’offerta per Astaldi nel quadro del Progetto Italia puntualizzando di aver ricevuto le comfort letter da parte di Cdp Equity, Salini Costruttori e degli istituti finanziari coinvolti con i quali proseguono le negoziazioni.

A proposito in particolare dell’aumento di capitale da 600 milioni di euro, assistito da un consorzio di garanzia per la parte riservata al mercato di circa 500 milioni, Salini Impregilo non fa più riferimento nella nota agli impegni di Cdp Equity (250 milioni) e di Salini Costruttori (50 milioni). Comunque le comfort letter ricevute “confermano la condivisione di principio sull’architettura societaria e finanziaria” del Progetto Italia, nonché “il contenuto della manovra patrimoniale e finanziaria complessiva da cui sono attese le risorse necessarie per l’implementazione del Progetto”.

Le negoziazioni con i soggetti finanziari (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Sace, Bnp Paribas, Banco Bpm, Mps e Illimity) mirano ad arrivare alla sottoscrizione di accordi vincolanti entro la fine del mese di luglio. Oltre all’aumento da 600 milioni, la manovra comporta l’estensione delle scadenze relative al rimborso di alcuni finanziamenti concessi da alcuni degli istituti finanziatori a Salini Impregilo; la concessione a Salini Impregilo di una linea di credito per cassa per massimi 200 milioni finalizzata a supportare le esigenze di cassa di Astaldi; la concessione ad Astaldi, post concordato e post aumento di capitale, di una linea di credito per cassa, prededucibile, di 200 milioni, in esecuzione del concordato e utilizzabile per rifinanziare la finanza interinale erogata ad Astaldi prima dell’omologa e supportare l’ordinaria attivita’ di impresa di Astaldi; la concessione a Salini Impregilo di una nuova linea di credito revolving per 200 milioni, che diventerebbe disponibile successivamente al perfezionamento dell’aumento di capitale di Salini Impregilo, finalizzata a coprire le esigenze finanziarie della societa’ nel contesto dell’implementazione del Progetto Italia. In merito alla nuova offerta per Astaldi deliberata ieri dal cda di Salini Impregilo e trasmessa ad Astaldi, nella nuova comunicazione non si fa piu’ riferimento alla struttura della stessa e, in particolare, all’aumento di capitale di Astaldi da 225 milioni di euro riservato a Salini Impregilo e all’emissione da parte di Astaldi di warrant anti-diluitivi destinati a Salini Impregilo e di warrant premiali destinati agli istituti di credito che supporteranno le esigenze di finanza interinale di Astaldi.

Salini assumerebbe impegni di sottoscrizione per 50 milioni, Cdp per massimi 250 milioni. Dagli istituti di credito arriverebbero 150 milioni, più altri 150 milioni eventualmente da parte del consorzio garante, con la partecipazione di Merrill Lynch e Citybank nel ruolo di global coordinator.

Al di là di numeri, annunci e pressing mediatici, si nota da un lato uno slancio ottimistico da parte del gruppo Salini – condito di rassicurazioni sull’operazione già definita e condivisa – dall’altro meno frenesia (da parte del gruppo Cdp e delle banche coinvolte) nell’annunciare e comunicare dettagli.

Perché questa differenza? Le banche, creditrici di Salini Impregilo, Astaldi e non solo, non possono non rifinanziare le aziende o trasformare il credito in azioni (eccetto Bnl-Bnp e Mps): l’operazione di sistema per formare un campione nazionale – nonostante i mugugni dei piccoli e medi costruttori riuniti nell’Ance (dove ad esempio non c’è il gruppo Caltagirone) – è un obiettivo condiviso e sarà realizzato.

E’ su tempi e modi che ci sono delle divergenze. Ad esempio il piano industriale della nuova Salini Impregilo (che ancora non c’è) sarà seguito nell’attuazione da un comitato strategico che affiancherà il cda e che sarà composto in maggioranza da membri espressione del socio di minoranza Cdp. Così come a Tesoro, fondazioni e Cassa depositi e prestiti non sarebbe ancora chiaro quale sarà il reale perimetro del campione nazionale, ossia quali e quante società del settore parteciperanno, anche per garantire il rispetto dei principi della concorrenza, come più volte richiamato dagli attori istituzionali interessati..

Così come, si bisbiglia tra gli advisor, da Cdp si vorrebbe trovare di comune accordo un nome del futuro gruppo che non sia quello già deciso e pubblicizzato da Salini, e non sarebbero pochi i maldipancia legati alle continue fughe in avanti mediatiche del patron della società delle costruzioni. Anche se, da tempo, il gruppo privato ha dedicato finanche una sezione del suo sito a Progetto Italia.

(articolo aggiornato alle ore 16)

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