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Giocattoli

Cosa prevede il rinnovo del contratto nazionale dell’industria dei giocattoli

È stato rinnovato il contratto nazionale dei dipendenti dell’industria dei giocattoli: 196 euro di aumento per il triennio da quest’anno al 2026.

Il rinnovo di un Contratto nazionale del settore manifatturiero ha avuto un felice epilogo. Ieri mattina a Milano i sindacati di Filctem, Femca e Uiltec, insieme ai rappresentanti delle imprese di Assogiocattoli, hanno sottoscritto l’ipotesi di accordo per il rinnovo del Ccnl dei lavoratori dipendenti dell’industria dei giocattoli. Il contratto era scaduto lo scorso 31 dicembre. Nel settore operano quasi 6mila lavoratori dipendenti in circa 80 imprese.

COSA PREVEDE L’INTESA SUL LATO ECONOMICO

L‘intesa prevede un aumento complessivo di 196 euro. Sui minimi l’incremento salariale sarà di 182 euro al terzo livello, così suddiviso: 55 euro da giugno 2024; 55 euro da settembre 2024; 72 euro da settembre 2025. Si tratta di un montante retributivo complessivo di 3.652 euro.

L’elemento di garanzia retributiva, per i lavoratori le cui aziende non applicano la contrattazione di secondo livello, sarà elevato a 300 euro annui dal 2024. Sul welfare contrattuale è previsto un incremento di 3 euro sull’assistenza sanitaria integrativa Sanimoda portando il contributo mensile a carico delle aziende a 15 euro con l’accesso al pacchetto ‘Premium’ per tutti i lavoratori del settore. Sul fondo di previdenza complementare Previmoda è previsto un incremento dello 0,30% a carico delle imprese.

Inoltre, sono previsti 2 euro sul welfare sanitario destinati alle coperture assicurative per la non autosufficienza. L’elemento di garanzia retributiva, per i lavoratori le cui aziende non applicano la contrattazione di secondo livello, sarà elevato a 300 euro annui dal 2024. Entro il dicembre 2024 sarà eliminato il primo livello di inquadramento.

LE NOVITÀ SUI DIRITTI DEI LAVORATORI DELL’INDUSTRIA DEI GIOCATTOLI

La maggiorazione per i lavoratori turnisti aumenta del 100% dall’attuale 1,1% al 2,2%. Le percentuali di maggiorazione previste per l’attivazione degli accordi di flessibilità aumentano dal 13% al 15% per i periodi dal lunedì al venerdì e dal 18% al 20% il sabato.

Molte le novità introdotte che prevedono un avanzamento sui diritti individuali e collettivi: ci saranno permessi per donazione sangue; esclusione delle terapie salva vita dal computo del periodo di comporto per il mantenimento del posto di lavoro; aumento dei periodi di aspettativa non retribuita da 8 a 12 mesi per malattie lungo termine e introduzione di 1 mese di aspettativa per chi avvia percorsi di fecondazione assistita. In caso di appalti esterni sono previsti gruppi di monitoraggio a livello aziendale con la presenza delle Rsu di sito.

In tema di conciliazione vita e lavoro, previsti 2 mesi aggiuntivi di congedo parentale all’80% della retribuzione anche dal 2025, 2 giorni di congedo di paternità obbligatoria in aggiunta a quanto previsto dalla normativa vigente e l’aumento della percentuale di accesso al all’orario part time dall’8% al 10%.

In merito al capitolo formazione e diritto allo studio sono state introdotte 8 ore di formazione continua per tutti i dipendenti del settore e l’ampliamento dei permessi studio ai corsi universitari. Previsto un mese di congedo retribuito aggiuntivo a quanto previsto dalla normativa per le vittime di violenza di genere. Infine, inserito nel Ccnl un testo di regolamentazione del lavoro agile

LE DICHIARAZIONI DI UILTEC

“Il 4 e 5 giugno terremo il nostro Consiglio nazionale a Milano e questa assise avverrà proprio nell’imminente vigilia della consultazione per le elezioni dell’Assemblea del Parlamento europeo. Riteniamo che ci vogliano scelte coerenti a sostegno del sistema produttivo e precise risposte alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori”. Lo ha detto Daniela Piras, Segretaria generale della Uiltec, nel corso dell’Esecutivo nazionale dell’organizzazione sindacale, concluso ieri pomeriggio a Roma.

“Possiamo e dobbiamo – ha ribadito Piras- continuare a crescere. Il sistema del lavoro e quello della produzione, mai come ora, hanno bisogno di noi. In tal senso sono emblematici i risultati determinati dalle recenti elezioni per il rinnovo delle Rsu e delle Rlsa nel gruppo Enel. Siamo riusciti ad ottenere un risultato importante su media nazionale, il 12,80%, ottenendo cinque punti percentuali in più rispetto ai nostri iscritti. Questo risultato rivela una tendenza su cui investire. I prossimi appuntamenti elettorali saranno il rinnovo delle Assemblee di Arca e di Fisde. Contiamo di far bene”.

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