Economia

Riforme e slogan, ecco come Conte scopiazza Macron e Merkel

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Che cosa si cela dietro parole, annunci e slogan del premier Conte secondo Tino Oldani, firma di Italia Oggi

 

«La società è organizzata non tanto dalla legge, quanto dalla tendenza all’imitazione». Così diceva Carl Gustav Jung, celebre psicoanalista e psichiatra svizzero, scomparso nel 1961. Sono passati più di 60 anni, e la prova provata di quanto fosse fondata la sua teoria si è avuta a Villa Pamphili in occasione del «one man show» di Giuseppe Conte, spettacolo venduto ai media con il titolo altisonante di Stati generali. Dieci giorni di incontri inutili e di passerelle tv hanno confermato le peggiori previsioni della vigilia: una perdita di tempo totale, l’ennesima riprova che il premier non aveva, e non ha neppure ora, un piano per porre riparo ai danni economici e sociali provocati dal Covid-19. Niente di niente. Tranne un piccolo artificio, un’astuzia mediatica cucinata dal team del suo portavoce, Rocco Casalino: lanciare ogni giorno uno slogan buono per i titoli dei tg della sera, in apparenza farina del sacco di Giuseppi, ma in realtà copiato di sana pianta dai programmi che altri premier europei hanno già messo in campo.

L’idea di ridurre l’Iva è soltanto l’ultima di queste trovate. Poiché nessuno dei ministri ne era stato informato, tantomeno il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, Conte ha premesso il solito gerundio: «Ci stiamo pensando». In realtà, stava solo copiando, con uno slogan e non con una legge (Jung dixit), ciò che Angela Merkel aveva appena fatto in Germania, riducendo due aliquote Iva (dal 19 al 16%, dal 7 al 5%) dal primo luglio, con un beneficio di 20 miliardi di euro per i consumatori. Il tutto all’interno di un secondo piano tedesco di aiuti alle imprese e alle famiglie per 130 miliardi, che si somma al piano iniziale di 750 miliardi. Fatti, non promesse: senza passerelle tv, senza Stati generali, senza annunci preventivi, ma solo al termine di una riunione di 21 ore con gli alleati socialdemocratici, con i quali la Merkel governa.

Sembra tuttavia che Conte conosca bene i suoi polli: non solo i tg e i giornaloni che gli fanno la òla ogni giorno. Ma anche i cosiddetti poteri competenti, che al solito hanno abboccato all’amo, alimentando un dibattito surreale sul nulla. Così, da Gualtieri al governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, dal Pd ai cinque stelle, eccoli concordi nel dire una cosa ovvia: ridurre l’Iva non si può, meglio una riforma fiscale complessiva. Già, una riforma. Ma quale? Quella che prevede la patrimoniale cara al Pd? O quella con la flat tax di Matteo Salvini? Oppure quella richiesta dall’Ue, che pretende non il taglio, ma l’aumento dell’Iva? Nel dubbio, avanti tutta con i talk show in tv e con il solito teatrino politico delle chiacchiere. Con il risultato che il premier Conte, dato per sfiduciato da mesi, ha guadagnato altro tempo, memore del cinismo politico di Giulio Andreotti: meglio tirare a campare che tirare le cuoia.

Un altro esempio? Al termine della passerella di Villa Pamphili, Conte ha detto che «non basta riformare l’Italia, dobbiamo reinventarla». Già, ma che significa, in concreto, reinventare l’Italia? Mistero. Eppure i tg della sera e i giornaloni ci fanno i titoli d’apertura, senza accorgersi che è l’ennesimo slogan copiato dal duo Conte-Casalino. La fonte, questa volta, è Emmanuel Macron, che in un messaggio tv del 14 giugno ha detto, con la postura da statista, che lui vuole «reinventare la Francia» con una serie di riforme strategiche, per ammodernarla con il 5G, renderla più verde e competitiva sul piano globale. Riforme che Macron ha annunciato di volere cogestire in prima persona, al fianco del primo ministro, Edouard Philippe, ridotto così a modesto comprimario, più di quanto già lo sia.

Ma questo a Conte non interessa; piuttosto, scopre che quello slogan, «reinventare la Francia», ha fatto guadagnare a Macron un immediato recupero nei sondaggi. Così lo copia e lancia «reinventare l’Italia», facendo balenare (sempre con il gerundio, ovvio) un’Italia ammodernata come non mai: 5G e banda larga dalle Alpi al Lilibeo, treni ad alta velocità in tutto il Sud, industrie green come Greta comanda, e così via. Le solite chiacchiere invece dei fatti urgenti e necessari, come la cassa integrazione di marzo ancora da pagare o la liquidità alle imprese mai resa disponibile. Tanto gli alleati di governo, Pd e M5s, nel timore di elezioni anticipate, ingoiano tutto, come i tg e i giornaloni. Altro tempo guadagnato, a spese dell’Italia, che resta ferma al palo.

Non è finita. A Villa Pamphili, la passerella dell’ultimo giorno ha visto in scena anche attori e cantanti, come Monica Guerritore ed Elisa, che hanno recitato e cantato. Una trovata originale? Nemmeno per sogno. La fonte, questa volta, è l’agenda di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue, che il 28 maggio ha lanciato una campagna mondiale («Coronavirus Global Response») per raccogliere fondi da destinare allo studio di un vaccino contro il Covid-19. Campagna che raggiungerà il culmine sabato 27 giugno con un concerto mondiale, che avrà come coppia ospitante la stessa Von der Leyen e l’attore Dwayne Johnson, ex wrestler noto come «the Rock».

(estratto di un articolo pubblicato su Italia Oggi; qui la versione integrale)

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