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Profondo Lago

Azioni e turbamenti sindacali

"Profondo lago" di Gaetano Sateriale letto da Tullio Fazzolari.

“Profondo lago” di Gaetano Sateriale (Futura Editrice, 320 pagine, 19 euro) è la storia delle battaglie sindacali al Petrolchimico di Ferrara nella prima metà degli anni Ottanta. Ed è un racconto coinvolgente, una cronaca in prima persona di vicende di cui l’autore è stato uno dei principali protagonisti. Sono i ricordi di un periodo travagliato e difficile, di trattative con l’azienda che a volte sono un dialogo e altre uno scontro frontale. Si alternano vittorie e sconfitte ma, alla fine, il Petrolchimico non sarà più quello di prima. Dove c’erano 4 mila lavoratori ne resteranno nel 1985 soltanto la metà. I numeri, come sempre, non dicono tutto e nel racconto di Sateriale emergono soprattutto le persone: operai che hanno dedicato la vita al Petrolchimico, tecnici di grande competenza, sindacalisti totalmente impegnati a risolvere i problemi del lavoro. Praticamente un mondo che non c’è più e che purtroppo viene spesso dimenticato.

L’attenzione che “Profondo lago” ha verso il fattore umano fa venire in mente un film del 1989. “Roger and me” di Michael Moore descrive il trauma economico e psicologico della cittadina di Flint dove la General Motors ha deciso di chiudere una fabbrica licenziando migliaia di dipendenti. Ma Flint così come il Petrolchimico di Ferrara non sono due casi isolati ma l’esempio di tutto quello che sta accadendo in quegli anni. Negli Stati Uniti è la crisi della grande industria automobilistica messa sotto scacco dalle importazioni di vetture giapponesi. In Italia è la strategia di ristrutturazione scelta dai grandi gruppi industriali. Inizia per prima la Fiat nel 1980. E la stessa strada seguono poi la Montedison e tutta l’industria chimica. Per indorare la pillola imprenditori e manager dissero all’epoca che bisognava “ripiegare per riorganizzarsi”. Il che, per dirla in maniera più esplicita, significava eliminare decine di migliaia di posti di lavoro.

E così nulla è più come prima. Spariscono, come sottolinea Sateriale, quasi tutte le certezze sindacali e anche politiche ed economiche. Le vertenze non sono più solo per il rinnovo dei contratti e per ottenere aumenti salariali. Né per migliorare le condizioni di lavoro. C’è invece da salvare il salvabile e cercare di limitare l’emorragia di posti di lavoro. Per il sindacato è il momento di una scelta decisiva ma necessaria che Profondo lago” fa rivivere. L’alternativa è tra continuare alla vecchia maniera oppure sedersi a un tavolo e contrattare le ristrutturazioni sapendo già che non si potrà vincere su tutta la linea e che qualcosa o forse molto verrà perso. A Ferrara i chimici scelgono la seconda via che è quella più razionale ma anche la più complessa. C’è da negoziare con l’azienda. Ma c’è anche da convincere i lavoratori che alcuni sacrifici sono inevitabili. E’ un’impresa difficile, lunga e stressante. “Profondo lago” ne racconta tutti i momenti, quelli di soddisfazione per un risultato ottenuto e quelli di frustrazione per qualcosa che non è andata bene. Alla fine di questo sforzo nel 1985 sembra giusto guardare il bicchiere mezzo pieno: al Petrolchimico di Ferrara ci sono ancora duemila persone che lavorano. A Torino e in tanti altri posti andrà molto peggio.

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