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Poste, ecco conti e piani (su Tim)

Che cosa emerge dalla relazione trimestrale di Poste Italiane

Poste Italiane apre il 2026 con il piede sull’acceleratore: utili in crescita, ricavi record e obiettivi già rivisti al rialzo, mentre si gioca la partita Tim. “Abbiamo iniziato l’anno con risultati particolarmente solidi”, sintetizza l’ad Matteo Del Fante (nella foto). Il gruppo mette sul tavolo non solo una guidance più ambiziosa ma anche una politica dei dividendi destinata a rafforzarsi. Il prossimo snodo è già fissato: il piano industriale al 2030, atteso a luglio, che dovrà tradurre questi numeri in strategia.

CONTI IN CRESCITA E REDDITIVITÀ AI MASSIMI

Nel primo trimestre del 2026 i ricavi salgono a 3,5 miliardi di euro, in aumento dell’8% su base annua, mentre l’utile netto si attesta a 617 milioni (+3%). Ancora più marcato il miglioramento della redditività: il margine operativo rettificato raggiunge 905 milioni, con una crescita del 14% anno su anno.

Numeri che confermano un trend ormai strutturale. “Abbiamo iniziato l’anno con risultati particolarmente solidi”, ha spiegato Del Fante, sottolineando come si tratti del “quarto primo trimestre consecutivo concluso con risultati a livelli record”.

La crescita non è episodica né concentrata su una singola divisione. Tutte le aree di business contribuiscono all’espansione, in un contesto che resta complesso per inflazione e dinamiche dei tassi. E proprio la gestione dei costi emerge come uno dei fattori chiave: i costi complessivi crescono meno dei ricavi (+4,9%), consentendo un’espansione dei margini.

Panoramica dei risultati del primo trimestre

Fonte: Poste Italiane, presentazione agli analisti

RACCOLTA, CAPITALE E STRUTTURA FINANZIARIA

Sul fronte commerciale, il trimestre evidenzia una “robusta” raccolta netta nei prodotti di investimento pari a 1,7 miliardi di euro, sostenuta dal comparto assicurativo e da un miglioramento delle dinamiche del risparmio postale.

Le attività finanziarie investite dei clienti raggiungono 606 miliardi, in aumento rispetto a fine 2025. A questo si aggiunge una struttura patrimoniale solida: il Solvency II ratio si attesta al 294%, mentre BancoPosta mantiene livelli di capitale ampiamente sopra i requisiti regolamentari, con un total capital ratio al 24,4% (CET1 al 20,9%).

“Continuiamo a operare da una posizione di forza”, ha osservato Del Fante, richiamando anche la generazione di cassa del trimestre (341 milioni), in miglioramento rispetto all’anno precedente.

TUTTI I MOTORI ACCESI: LE ATTIVITÀ IN DETTAGLIO

La fotografia per divisioni conferma la natura sempre più “piattaforma” del gruppo.

A trainare il gruppo sono ancora i servizi finanziari, che salgono a 1,6 miliardi di ricavi (+10,5%), grazie al contributo del portafoglio investimenti e a un andamento commerciale solido.

Cresce anche la corrispondenza, pacchi e distribuzione, che arriva a 1 miliardo (+5,7%): a sostenere i ricavi sono i volumi dei pacchi e gli interventi sui prezzi, che bilanciano il declino della posta tradizionale.

I servizi assicurativi raggiungono 469 milioni (+6%), mentre Postepay continua a espandersi con ricavi a 425 milioni (+6,8%), a ribadire il ruolo sempre più strategico dei pagamenti digitali per il gruppo.

“La nostra leadership nei pagamenti digitali risulta confermata, con una crescita superiore ai livelli di mercato”, ha sottolineato l’ad di Poste.

Ricavi per divisione

Fonte: Poste Italiane, presentazione agli analisti

GUIDANCE AL RIALZO E DIVIDENDI CONFERMATI

Sull’onda dei risultati del trimestre e di un contesto di tassi più favorevole, Poste alza l’asticella per il 2026: la guidance sull’Ebit viene portata a 3,4 miliardi. Un segnale chiaro al mercato, accompagnato dalla conferma della politica dei dividendi.

La cedola resta in linea con le attese, ma il gruppo lascia intendere margini di rafforzamento nei prossimi anni, anche grazie alle operazioni strategiche in corso, come quella su Tim, destinata a sostenere utili e distribuzioni.

Intanto il calendario è già tracciato: saldo del dividendo 2025 a giugno e acconto sul 2026 a novembre.

Crescita Ebit e guidance 2026

Fonte: Poste Italiane, presentazione agli analisti

IL DOSSIER TIM: SINERGIE, TEMPI E CONFRONTO CON LABRIOLA

Ma il vero dossier è quello su Tim. Più che i numeri, è qui che si gioca la partita strategica. Poste tira dritto e conferma il calendario: closing atteso entro il terzo trimestre del 2026. L’obiettivo è ambizioso: costruire un campione nazionale che metta insieme telecomunicazioni, pagamenti, servizi finanziari e logistica, con sinergie stimate in circa 700 milioni l’anno a regime.

“Creerà l’operatore mobile numero uno in Italia”, rivendica Del Fante, che parla di una “evoluzione naturale” del modello di piattaforma. Dall’altra parte, però, il tono è più cauto: l’ad di Tim Pietro Labriola sottolinea la necessità di un processo “strutturato” e prende tempo sulla valutazione dell’offerta.

Intanto il mercato si è già mosso: Poste chiude in rialzo (+2,46%) e Tim corre oltre il 3%. Un segnale che il mercato guarda con favore all’operazione.

BENETTON E LA SCOMMESSA SULLA LOGISTICA

C’è poi un altro tassello nella strategia: la logistica. Poste accelera e lancia una joint venture con Benetton Logistics, da cui nasce Logistic 360. Il gruppo controllerà il 51% della nuova società, costruita sugli asset nel Nord-Est e pronta ad aprirsi anche a clienti terzi.

“Si tratta di un passo molto importante”, spiega Del Fante, sottolineando il potenziale in termini di marginalità grazie a strutture già ammortizzate.

L’obiettivo è chiaro: rafforzare la presenza nella contract logistics, la gestione dei magazzini e dei flussi per conto di grandi clienti, e trasformarla in un nuovo motore di crescita all’interno della piattaforma.

VERSO IL NUOVO PIANO INDUSTRIALE

Il trimestre rappresenta anche una tappa di avvicinamento al nuovo piano strategico 2026-2030, che sarà presentato il 24 luglio insieme ai risultati del secondo trimestre.

Sarà un piano “stand alone”, ma con uno sguardo già aperto alle possibili evoluzioni: il gruppo fornirà infatti anche un aggiornamento sulla partita Tim, mantenendo quella “opzionalità” che lega il futuro industriale all’esito dell’operazione.

“Stiamo entrando in un nuovo capitolo del nostro percorso”, ha detto Del Fante, indicando una fase che combina continuità e accelerazione.

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