Riteniamo che i principali indicatori di finanza pubblica dell’Italia siano nettamente migliorati negli ultimi anni. Le autorità sono riuscite a ridurre con successo il disavanzo fino al 3% del Pil, nel rispetto delle regole fiscali europee, e prevediamo che il Paese possa uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo già alla prossima valutazione. Il bilancio per il 2026 dovrebbe registrare un’ulteriore, seppur contenuta, riduzione del deficit.
LO STATO DELLA FINANZA PUBBLICA ITALIANA
L’Italia ha inoltre beneficiato in misura significativa dei fondi europei per la ripresa, che hanno contribuito a mantenere la crescita reale del Pil intorno all’1% negli ultimi due anni. La combinazione di una crescita moderata e delle misure di consolidamento fiscale ha consentito di rallentare sensibilmente l’aumento del rapporto debito/Pil, che stimiamo possa rimanere al di sotto del 140% nei prossimi anni.
COME VA IL DEBITO PUBBLICO ITALIANO
L’attuale ritmo di accumulazione del debito non appare particolarmente preoccupante nel breve periodo, ma riteniamo necessario un ulteriore sforzo per garantire la sostenibilità nel lungo termine. Nonostante il consolidamento fiscale finora realizzato, il rapporto debito/Pil continua infatti a salire gradualmente. Secondo le nostre stime, per stabilizzare il debito l’Italia dovrebbe conseguire nel medio periodo un avanzo primario intorno all’1% del Pil, il che implica un miglioramento del saldo complessivo di bilancio di circa 0,5 punti percentuali di Pil.
IL RUOLO DEL GOVERNO ITALIANO
Finora il Governo ha dimostrato una forte volontà politica nel mantenere sotto controllo i conti pubblici, ma resta da verificare se tale orientamento verrà confermato una volta conclusa formalmente la procedura per disavanzo eccessivo. Inoltre, i margini di manovra fiscale restano limitati e qualsiasi shock macroeconomico rilevante potrebbe rapidamente deteriorare il quadro, rafforzando — a nostro avviso — la necessità di ulteriori interventi di finanza pubblica.



